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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 9.02.18
Disobbediamo. Nell'Arci e nell'Anpi scoppia la rivolta contro la decisione della dirigenza nazionale: sabato in piazza a Macerata
·
Più di 50 circoli Arci lanciano un appello alla presidenza. Dissidenze anche nell'associazione partigiani: il circolo Biagetti manifesta
08/02/2018


'Disobbediamo'. Nell'Arci e anche nell'Anpi scoppia la rivolta contro la scelta delle presidenze nazionali di adeguarsi all'appello del sindaco di Macerata, Romano Carancini, ad annullare la manifestazione anti-razzista di sabato. Oltre 50 circoli dell'Arci scrivono alla presidenza nazionale: "L'unica risposta che vediamo è scendere in piazza sabato al fianco delle realtà che sul territorio costruiscono presidi di democrazia sostanziale", scrivono. Il circolo 'Renato Biagetti' dell'Associazione partigiani a Roma fa lo stesso: dissidenza e manifestazione.

Nella storia dell'Arci è il primo caso di 'insubordinazione' dei circoli locali rispetto alle direttive nazionali. Ma il caso Macerata ha riportato in ebollizione tutte i nodi mai sciolti a sinistra, tra i partiti e nelle associazioni, tra i centri sociali e i sindacati. L'omicidio di Pamela e la sparatoria di Traini contro i migranti sono diventati casi nazionali che, a un mese dalle elezioni politiche, regolano i conti in tutto un centrosinistra che fa fatica a esistere e nel mondo dell'associazionismo fiaccato da anni di sconfitte.

Ecco la lettera dei circoli Arci 'disobbedienti':

Abbiamo appreso nella giornata di ieri della decisione di sospendere la partecipazione alla manifestazione antifascista convocata per sabato 10 febbraio a Macerata, su invito del sindaco della città "per il clima di smarrimento, paura e dolore vissuto dalla comunità locale". Riteniamo questa scelta un grave errore. Non possiamo cedere di fronte a una retorica che mette sullo stesso piano le convocazioni neofasciste e le manifestazioni solidali con le vittime. Non possiamo avallare l'approccio del Viminale e della prefettura di Macerata, pronti a "vietare ogni manifestazione". L'intenzione, pur importante, di costruire presidi locali e future iniziative di mobilitazione unitarie rischia di venire schiacciata dai fatti degli ultimi giorni.

I fatti di Macerata rappresentano un salto di qualità, ma si inseriscono in una spirale di odio, razzismo e violenza fascista che da troppo tempo si sta sviluppando nel nostro Paese. Le realtà strutturate hanno il dovere di prendere parola e di riportare alla luce i valori dell'antifascismo, dell'antirazzismo e della concreta solidarietà. Il nostro statuto lo dice a chiare lettere: l'Arci è quotidianamente impegnata nello "sviluppo di forme di prevenzione e di lotta all'esclusione, al razzismo, alla xenofobia, all'intolleranza, al disagio, all'emarginazione, alla solitudine". Revocare la partecipazione al corteo significa fare un passo indietro dai valori che ogni giorno proviamo a concretizzare all'interno dei nostri circoli e che sono stati al centro di importanti iniziative recenti dell'Arci. Significa non esserci quando c'è bisogno di rompere il silenzio e la paura, mentre tante persone che sono soci Arci o che si riconoscono nei nostri valori andranno comunque: semplicemente, saranno più soli.

Per questo, l'unica risposta che vediamo in linea con questi valori è prendere parte in tanti e tante al corteo del 10 Febbraio a fianco delle realtà che sul territorio costruiscono presidi di democrazia sostanziale, perché l'antifascismo è un valore universale che deve appartenere a tutti e non rientrare in scontri tra fazioni. La paura aumenta la paura e rischia di lasciare sempre più spazio alle forme di neofascismo che si sono manifestate anche nei fatti di Macerata.

Per questo, chiediamo alla dirigenza nazionale di riconsiderare la sospensione della partecipazione dell'Arci nazionale alla manifestazione, decisione in cui non ci sentiamo rappresentati, e, di partecipare sabato a Macerata, così come noi continueremo a partecipare alle future iniziative di mobilitazione e a quelle già in campo.

Per sottoscrivere l'appello, manda una mail a appellomacerata@gmail.com

Primi firmatari (lista in aggiornamento):
Casa dei Popoli Rinascita - Pisa
Circolo Arci Pace e Lavoro - Pisa
Circolo ARCI E. Curiel La Vettola - Pisa
Circolo Agorà - Pisa
Circolo ARCI Il Botteghino - La Rotta - Pontedera, Valdera (PI)
Circolo ARCI Casciavola - Pisa
Circolo Arci San giuliano terme (Pisa)
Circolo ARCI Torre Giulia - San Romano - Montopoli Val d'Arno (PI)
Settembre Rosso - Empoli (FI)
Circolo ARCI "Fra i Lavoratori di Porta al Prato" di Firenze
Circolo Arci Lavoro e Sport - Siena
Comitato Provinciale Avellino
Circolo ARCI Adelante - Melito Irpino (AV)
Enterprise - Avellino
Mente&Corpo - Torrioni (AV)
Circolo Arci Cespos Macondo - Avellino
Zona Franka - Bari
Fluxus Club Arci - Bari
Arci La Locomotiva - Corato (BA)
La Mancha - Ruvo di Puglia (BA)
Circolo Arci Cafiero - Barletta
Circolo Arci Barrio Campagnola - Bergamo
RitmoLento - Bologna
Circolo Arci Guernelli - Bologna
Arci Brecht - Bologna
ARCI Melquiades - Catania
ARCI Faber - Catania
Circolo Welcome 2 Sicily - Catania
Circolo Arci Babilonia - Acireale (CT)
Circolo Arci Futuro - Belpasso (CT)
Circolo Culture in Movimento - Crotone
Circolo Le cento città - Crotone
Circolo ARCI Trenta Giugno - Genova
Circolo Amici Cacciatori Granarolo - Genova
Circolo Arci Belleville - Genova
Circolo Arci La Nuova Ferramenta - Lecce
Circolo Arci La Logo Esnago - Lecco
Circolo Arci Bellezza - Milano
ASU - Padova
Circolo Nadir - Padova
ARCI Casa della cooperazione - Palermo
ARCI Cerchio di Alice - Palermo
ARCI Stato Brado - Palermo
ARCI The Factory - Palermo
ARCI Porco Rosso - Palermo
ARCI Tavola Tonda - Palermo
ARCI Intona Rumori - Palermo
ARCI Teatro Atlante - Palermo
ARCI Il Girasole - Lascari (PA)
ARCI Collettivo Link - Monreale (PA)
ARCI Teatro Zeta - Termini Imerese (PA)
Arci Reggio Calabria
Sparwasser - Roma
Nonna Roma - Roma
Circolo ARCI Pietralata - Roma
Poppyficio - Roma
Arci solidarietà - Roma
Circolo Kino - Roma
Circolo Arci Artenoize- Roma
Circolo ARCI 30 Formiche - Roma
Cantiere Analogico Digitale - Roma
Fanfulla 5/a - Circolo Arci - Roma
Circolo Arci Concetto Marchesi - Roma
ARCI Montefortino 93 - Artena (RM)
Circolo Mediterranea - Formia (LT)
Comitato Provinciale Arci Siracusa
Marea - Salerno
Ferro 3.0 - Scafati (SA)
Officine Corsare- Torino
Circolo Arci Pop - Torino
Circolo Arci il Cosmonauta, Viterbo
Le città invisibili, Caprarola (VT)
Arci Capranica Claudio Zilleri, Capranica (VT)
Circolo Arci La Poderosa, Vasanello (VT)
Aucs Onlus, Viterbo
Associazione Culturale Percorsi, Viterbo
Arci Solidarietà Viterbo Onlus


E questo il testo del circolo romano dell'Anpi intitolato a 'Renato Biagetti', giovane ingegnere romano ucciso a coltellate da due giovani neofascisti nel 2006 all'uscita di una dancehall reggae:

Se non difende la democrazia dal terrorismo fascista non è la nostra Anpi

Sabato 3 febbraio eravamo in viaggio verso Genova, diretti alla manifestazione indetta da "Genova Antifascista" per l'accoltellamento di un'antifascista da parte di militanti di CasaPound.

Lungo la strada lo sgomento e il paradosso ci ha travolto: un giovane fascista a Macerata aveva sparato da un auto contro 6 persone per il colore della loro pelle. Scelte come bersagli casuali per mettere in atto un piano razzista: "punire i negri" per la loro stessa esistenza e presenza in Italia.

Fiumi di sdegno ci saremmo aspettati sgorgassero dalle bocche e dalle penne delle istituzioni e dei giornali; il solito bel colpo di spugna a coprire la connivenza e la legittimazione data non tanto alle formazioni di estrema destra e neofasciste, quanto ai loro mortiferi contenuti razzisti e forcaioli.

Ma qualcosa di nuovo si è prodotto: silenzio.

O, ancora peggio, giustificazione per un atto che non esitiamo a definire terroristico, ovvero messo in atto per spaventare ed alimentare paura.

A questo evento drammatico, le realtà sociali di Macerata e delle Marche, hanno risposto lanciando una manifestazione nazionale per esprimere solidarietà alle 6 persone in ospedale, all'intera città ferita e a tutta quella larghissima parte d'Italia che si è sentita colpita ancora una volta, e che ha visto concretizzarsi i deliri che, dalla Lega a Forza nuova, straparlano di invasione, sostituzione della razza e vari argomenti della peggiore tradizione nazifascista.

Avevamo accolto con favore che anche realtà come Anpi, CGIL, ARCI e Libera avessero deciso di aderire ed esprimere una posizione netta di condanna. Ma come si suol dire il diavolo fa le pentole e non i coperchi, e nel giro di 24 ore abbiamo assistito ai seguenti atti: la manifestazione è diventata improvvisamente la "loro" manifestazione; il sindaco di Macerata ha invitato gli organizzatori ad annullare tutte le iniziative previste - equiparando quelle fasciste a quelle antifasciste - le dirigenze di ANPI, CGIL, ARCI e Libera, autoproclamatesi "nuovi proprietari" della manifestazione hanno accettato di ritirarsi nelle loro confortevoli sedi; il ministro Minniti ha ringraziato e vietato la piazza democratica ed antifascista.

Tra presunzioni personali e calcoli elettorali in Italia si stanno calpestando diritti civili e principi costituzionali. Quale sarebbe l'idea di democrazia e partecipazione che intendono il Partito Democratico e le segreterie centrali di ANPI, CGIL, ARCI e Libera? Quale idea di uguaglianza e avanzamento sociale possono promuovere?E' sufficiente un nome o una sigla per giustificare e coprire le scelte delle dirigenze di queste organizzazioni operate nel chiuso delle loro segreterie?

O possiamo dire che gli atti prodotti in questi giorni sono vergognosi e rappresentano una delle pagine più miserabili della storia della sinistra italiana? Quando si affronterà un dibattito pubblico sulle responsabilità di chi è stato complice dell'avanzamento di politiche razziste e xenofobe?

Per noi i fatti di questi giorni sono una riga tracciata con la spada di Minniti dietro la quale si nascondo istituzioni, realtà associative e sindacali.

Noi, da parte nostra, abbiamo i nostri limiti e la nostra scelleratezza di chi continua ostinatamente a voler rimanere lucido nelle proprie strade e nelle proprie piazze; armati solo della determinazione che le morti per mano fascista dei nostri compagni e fratelli, in questi ultimi 15 anni, ci hanno dato.

Non abbiamo più voglia o tempo da perdere con la paura che quelle stesse organizzazioni hanno introiettato. La paura è una brutta bestia, ti entra dentro, ti piega e ti immobilizza. Noi scegliamo di affrontare quelle paure fatte di miseria, impoverimento e disuguaglianza senza nasconderci.

La nostra scelta non sarà un nuovo Aventino ma ancora una volta in strada, a volto scoperto, senza fare un passo indietro.

Per tutto questo e per tanti altri motivi come a Genova abbiamo scelto di portare il nostro striscione, raccogliendo il favore di molti aderenti all'ANPI, così, in aperto dissenso con la scelta della Presidenza nazionale dell'Anpi saremo a Macerata il prossimo 10 febbraio. E invitiamo gli iscritti e gli attivisti che costituiscono la base di Anpi, CGIL, Arci e Libera ad unirsi a noi.

Circolo Anpi Renato Biagetti

Comitato Madri per Roma Città Aperta


http://www.huffingtonpost.it/2018/02/08/disobbediamo-nellarci-e-nellanpi-scoppia-la-rivolta-contro-la-decisione-della-dirigenza-nazionale-sabato-in-piazza-a-macerata_a_23356210/





A.N.P.I. sez. Foresto-Bussoleno-Chianocco

COMUNICATO DI SEZIONE SUI FATTI LEGATI A MACERATA


Sabato 10 febbraio, come sezione ANPI, saremo in piazza a Macerata con le nostre bandiere e i nostri militanti antifascisti. Apriamo così queste righe per chiarire la nostra posizione riguardo i fatto accaduti nei giorni scorsi e le vergognose passerelle politiche che ne sono seguite.
Apprendiamo con sdegno e vergogna che l'ANPI nazionale, cofirmando un "documento" con l'associazione Libera, l'ARCI e il sindacato CGIL, rinuncia all'imminente mobilitazione.
Si tratta, quindi, di chiarire un paio di concetti chiave sul ruolo che la nostra associazione e la parola antifascismo hanno al giorno d’oggi. Se a Macerata, una persona di estrema destra ha potuto impunemente presentarsi alle elezioni con il partito fascista Lega Nord e scorrazzare impunito nei vari cortei e nelle varie scorribande organizzate dalla "cugina" casapound, è perchè gli si è lasciato il tempo e lo spazio di farlo. Se a seguire ha poi potuto armarsi e scorrazzare sparando dalla sua auto verso le persone di pelle diversa dalla sua, è per lo stesso spazio in precedenza concessogli. Se oggi dobbiamo assistere alle vergognose rivendicazioni dei suoi compari che lo glorificano e lo onorano tramite striscioni e comunicati, è per il medesimo motivo.
Che significato avrebbe oggi riportare la pace e il silenzio dopo quanto accaduto? Assicurare alla giustizia i colpevoli? Certo che no, assicurerebbe solamente altro spazio ai fascisti. Allora serve alzare la voce e rispedire nel passato questo rigurgito, serve occupare tutti gli spazi possibili e ricacciare con la forza chi si vanta di essere fascista. Serve esserci e uscire di casa. Non avere il coraggio oggi di marciare compatti, significherebbe regalare un altro segno di debolezza e nient’altro che una sconfitta.

Con altrettanta sicurezza possiamo indicare come complici queste associazioni che, giocando a braccetto con il partito democratico, hanno sottoscritto queste ingloriose righe di rinuncia. Saltando nella storia ci ricordano molto la triste mossa dell'Aventino, pagata a caro prezzo e con il sangue nei decenni successivi. Non ci dilunghiamo oltre e chiudiamo con una riflessione.

I partigiani che nella Resistenza hanno scritto una delle pagine più belle, difficili e dolorose del nostro paese ci avrebbero immaginato così? Dopo tanto sudare e soffrire avrebbero voluto per ricordarli due mazzi di fiori il 25 aprile e un po' di applausi ad una parata ufficiale? Forse avrebbero scelto il circo, dove applausi e fiori li si tira un po' a tutti.

Noi vogliamo pensare invece di avere tra le mani un testimone importante, la Libertà. Diritto che si comprende di non avere più solo quando lo si è perso. A Macerata così rischia di essere e per chi giunge da lontano in cerca di aiuto e fortuna purtroppo già così è.

Rilanciamo dunque l'appello alla mobilitazione e la nostra presenza e sostegno a quanti, antifascisti ed antirazzisti si mobiliteranno, oggi e negli anni a venire. Sabato aimè non ci saranno i vessilli dell'ANPI nazionale, ci sarà però il cuore e il sogno di ogni partigiano caduto per la Libertà. Ci saranno le bandiere delle singole sezioni e di tutte le associazioni veramente svincolate da giochi di potere, partiti e soprattutto dalla paura.

Non un passo indietro.
Ora e sempre Resistenza.

Sez ANPI Bussoleno – Foresto – Chianocco

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