pubblicato il 7.05.26
Raid razzisti a Roma, caccia all'uomo contro stranieri e senza dimora. Trovato anche un Mein Kampf ·
Armati di spranga hanno aggredito cinque persone nella notte tra il 6 e il 7 febbraio. Tra i responsabili un minorenne già noto per scritte antisemite
Una vera e propria serie di spedizioni punitiva a sfondo razziale tra le strade che costeggiano la stazione Termini di Roma. Una notte di caccia all'uomo armati di spranghe ricostruita dalle indagini della digos e della polfer di Roma che hanno portato, nelle ultime ore, all'esecuzione di una misura cautelare per un minorenne e alla perquisizione di due maggiorenni. Le accuse, a vario titolo, sono pesanti: lesioni personali aggravate dall'odio razziale e porto di armi e oggetti atti ad offendere.
Cinque aggressioni in una notte
I fatti risalgono alla notte del 7 febbraio scorso. Tutto è partito dalla denuncia di un cittadino nigeriano presentata alla polizia ferroviaria. Grazie all'analisi delle telecamere di videosorveglianza, gli investigatori hanno ricostruito una sequenza di almeno cinque aggressioni.
Il modus operandi era sistematico: i tre giovani si muovevano in auto nell’area dello scalo ferroviario, selezionando le vittime in modo casuale tra persone senza dimora o cittadini stranieri. Armati di uno sfollagente telescopico e altre armi improprie, agivano con rapidità per poi risalire in macchina e cercare il bersaglio successivo. Solo l'intervento casuale di alcuni passanti durante l'ultimo episodio ha interrotto la scia di violenza, mettendo in fuga il gruppo.
Il profilo degli indagati e il materiale sequestrato
Le perquisizioni domiciliari hanno confermato il quadro accusatorio. In casa degli indagati sono stati rinvenuti la spranga utilizzata per i raid, un coltello e gli abiti indossati la notte delle aggressioni, ma anche materiale propagandistico di estrema destra e una copia del Mein Kampf. Due dei ragazzi sono risultati legati alla sezione giovanile di un'organizzazione militante d'area, ossia di Forza Nuova.
Il precedente alla Sinagoga
La posizione più critica è quella del minorenne, per il quale è stato disposto il collocamento in comunità. Il giovane non è nuovo a episodi di intolleranza: era già stato segnalato per apologia del fascismo e, nel giugno 2025, era stato individuato come responsabile dell'imbrattamento con svastiche e insulti antisemiti della Sinagoga di via Garfagnana. Le indagini proseguono ora per identificare le altre quattro vittime delle aggressioni di quella notte che, al momento, risultano ancora ignote.
“È di una gravità estrema quanto emerso dalle indagini sulle aggressioni avvenute nella zona della Stazione Termini ai danni di alcuni senza dimora. L'ipotesi che si sia trattata di una vera e propria 'caccia all’uomo' contro cittadini stranieri, scelti in maniera casuale colpisce nel profondo i valori di Roma, città aperta e democratica fondata sula cultura del rispetto e della dignità di ogni persona”, ha commentato in una nota l'assessora alle politiche sociali e alla salute di Roma Capitale, Barbara Funari.
“Esprimo piena vicinanza alle persone aggredite, perché nessuna condizione di fragilità può diventare bersaglio di violenza, odio o umiliazione. - ha aggiunto Funari - Ringrazio la polizia di Stato, la Digos e gli investigatori che hanno ricostruito i fatti e individuato i presunti responsabili. Di fronte a episodi di questa natura è indispensabile una risposta ferma e unita da parte di tutte le Istituzioni, e l'attivazione di ogni forma di educazione a rispetto per una città più sicura per tutti”.
https://www.romatoday.it/cronaca/aggressioni-razziste-roma-termini-7-febbraio-2026.html
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