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31.05.18 Dai pestaggi ai blitz chirurgici: il vero volto di Casapound
3.05.18 Verona, dove comanda l’estrema destra
26.04.18 Gli antifascisti di domani
26.04.18 Fenomenologia dell'onda nera
4.04.18 Esclusivo: caccia ai soldi della Lega
2.03.18 I camerati abusivi di CasaPound: parenti e amici vivono gratis nel centro di Roma
1.03.18 Ma Pasolini non stava con i poliziotti
26.02.18 Chi sono i candidati di Forza Nuova: poliziotti, picchiatori, nostalgici delle SS e figli di mafiosi
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14.02.18 Trasformisti, fascisti, impresentabili e ras delle clientele: ecco le liste al Sud di Matteo Salvini
1.02.18 Ritratto del neofascista da giovane
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 11.12.17
A Monza spedizione punitiva di una squadraccia fascista a colpi di mazze contro un bar
·
Gli inquirenti sospettano legami con ambienti vicini a Forza Nuova

Militanti vicini a Forza Nuova o ad altre forze di estrema destra sarebbero sospettati di aver compiuto un’azione punitiva contro un barista di Monza nella notte tra sabato 9 e domenica 10 dicembre. Si tratta di un’ipotesi investigativa, corroborata da un’altra rissa avvenuta nella città lombarda la sera precedente. Ne parla un articolo di Federico Berni e Gianni Santucci sul Corriere della Sera di oggi.

Sul quotidiano diretto da Luciano Fontana non è citato il nome del locale, che però su altre testate locali è descritto come il Pink, bar situato in via Enrico da Monza. Secondo la ricostruzione della serata una ventina di persone sarebbero entrate nel locale, dove hanno aggredito il padre della titolare del Pink. L’uomo ha subito la frattura del naso ed è stato medicato in ospedale con tre punti di sutura. Secondo quanto scrivono Federico Berni e Gianni Santucci sul Corriere gli inquirenti sospettano che esista un legame con la rissa, avvenuta la serata precedente, tra militanti di Forza Nuova e giovani antifascisti nelle vicinanze di via Enrico di Monza. Una rissa molto violenta secondo le testimonianze; nessuna delle persone picchiate e presubilmente ferita si è però presentata al pronto soccorso, probabilmente per evitare problemi giudiziari. L’aggressione al Pink coinvolgerebbe probabilmente alcune persone che si sono già rese protagonista della rissa della serata precedente.

Secondo il racconto del padre della proprietaria del Pink di Monza sarebbe stato picchiato per una discussione animata successa il sabato precedente. L’uomo aveva chiesto ai suoi aggressori di allontanarsi dal locale, dopo che questi avevano chiesto informazioni su un avventore. Il Pink di Monza avrebbe subito una vera e propria missione punitiva, un gesto squadrista se fosse confermata la matrice neofascista. Secondo le testimonanianze raccolte dal Corriere della Sera gli aggressori sarebbero entrati con mazze e avrebbero distrutto bicchieri, bottiglie e devastato il locale prima di prendere a pugni il padre della proprietaria del locale.

http://www.giornalettismo.com/archives/2642808/monza-pink-aggressione-forza-nuova




Milano: risse, minacce e spedizioni punitive. Sui raid la firma dell’ultradestra
Monza, barista accerchiato e ferito da 20 persone: indaga la Digos. Tensioni in via Meda Violenza Nella città brianzola cinture e bottiglie rotte usate nel testa a testa con gli antagonisti


Sono strade strette, appena fuori dal centro storico di Monza, molti bar e locali; a guardare tra un palazzo e l’altro, si scopre però qualche scritta «politica»: «fascio brucia», «con le mani, quando volete». Su quelle poche strade, tra via Bergamo, via Durini e via Enrico da Monza, adesso si concentrano le attenzioni della polizia perché in poco più di 24 ore ci sono state prima una rissa violentissima, con cinture e cocci di bottiglia (venerdì sera), e poi una spedizione punitiva in un bar (poco dopo la mezzanotte di sabato). Per il momento non c’è un legame certo tra i due fatti, ma gli elementi raccolti nelle prime ore li collegano entrambi a gruppi di estrema destra. Delle due esplosioni di violenza a Monza si occuperà anche la Digos, perché sono molto più preoccupanti rispetto al breve contatto avvenuto ieri a Milano nel primo pomeriggio, all’angolo tra via Meda e via Spaventa, tra un gruppo di Forza nuova e alcuni antagonisti del quartiere. L’associazione di estrema destra aveva annunciato un gazebo con raccolta firme per chiedere l’assegnazione delle case popolari agli italiani: per un paio d’ore i tram in via Meda sono stati bloccati per il «presidio antifascista» che contrastava Forza nuova, con gli schieramenti tenuti separati dalla polizia.

Il contatto è stato invece molto duro venerdì sera a Monza. Poco dopo le 23, alcuni addetti alla sicurezza che lavorano per i locali di via Bergamo allontanano da un bar una decina di ragazzi, alcuni dei quali hanno addosso simboli di Forza nuova. Il gruppo non discute con i buttafuori, ma si trattiene per un po’ all’angolo con via Enrico da Monza. Poco distante da lì si trova un piazzale, nei dintorni di un centro sportivo (su una parete del quale c’è un grande murales con la scritta «Monza antifa»), spesso frequentato da ragazzi dell’area antagonista. Probabilmente, venerdì sera, i due gruppi si vedono a distanza: tanto che i giovani di estrema destra formano una sorta di schieramento, poi un paio di loro si sfilano la cintura dei pantaloni e si lanciano contro gli «avversari», gli altri a quel punto spaccano le bottiglie di vetro che hanno in mano e iniziano a correre. Stando alle testimonianze delle persone che chiamano il 112, la rissa è feroce, dura un paio di minuti, poi tutti scappano prima che arrivino le Volanti della polizia. Nelle ore successive però nessun ferito si presenta negli ospedali di Monza e dintorni.


Ha invece tre punti sulla fronte e il naso rotto (come ha spiegato ieri la figlia su Facebook ) il padre della titolare di un bar che si trova proprio in via Enrico da Monza, a pochi metri da dove è avvenuta la rissa di venerdì sera. Poco dopo la mezzanotte di sabato, un gruppo di una ventina di persone entra nel locale (alcuni, secondo le testimonianze, hanno delle mazze) e inizia a fracassare bottiglie e bicchieri. Anche in questo caso gli elementi in mano agli investigatori portano a militanti di estrema destra. Aggrediscono a pugni il padre della proprietaria. Ed è lui che poi spiega alla polizia la probabile motivazione della spedizione punitiva: una settimana prima alcuni uomini erano entrati nel locale cercando di aggredire un cliente; anche in quel caso si stava per arrivare a uno scontro e dunque l’uomo avrebbe chiesto alle persone di uscire. Il raid di sabato, che aveva l’obiettivo di danneggiare e devastare il locale, sarebbe una ritorsione per l’episodio di una settimana fa. A terra, vicino all’ingresso, all’arrivo dei poliziotti c’era una larga chiazza di sangue.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_dicembre_11/risse-minacce-spedizioni-punitive-raid-firma-dell-ultradestra-943b8cc0-de39-11e7-b187-5e2bcfb79ac2.shtml

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