pubblicato il 8.04.26
Neonazisti indagato 17enne anche a Bologna ·
Neonazisti, un minore indagato anche a Bologna, legami con la “Werwolf Division”
S’intrecciano le indagini delle procure dei minori di L’Aquila e Bologna: emergono legami con la cellula neonazista già sgominata nel 2024. Sequestri e perquisizioni anche in Emilia.
Nuovi sviluppi nelle indagini sul gruppo di giovani neonazisti individuato dai carabinieri del Ros portano alla luce un collegamento diretto tra Abruzzo ed Emilia-Romagna. Le inchieste coordinate dalla Procura dei minori de L’Aquila e da quella di Bologna si intrecciano attorno alla figura di un 17enne arrestato nelle scorse ore. Il minorenne è accusato di voler organizzare una strage in un liceo di Pescara. Nelle carte dell'inchiesta emerge infatti un legame con la “Werwolf Division”, la cellula suprematista con base anche a Bologna, già sgominata dalla Digos nel dicembre 2024 con dodici arresti e venticinque persone indagate in diverse regioni italiane. Tra queste, anche un minorenne residente nella provincia bolognese.
I messaggi del 17enne e il timore delle indagini
Poche ore dopo l’operazione che nel 2024 aveva portato allo smantellamento della rete neonazista, il giovane abruzzese avrebbe informato i propri contatti di essere probabilmente sotto indagine. Nei messaggi intercettati dagli investigatori, il ragazzo dichiarava apertamente di aver fatto parte del gruppo e manifestava il timore di un imminente intervento delle forze dell’ordine. Lo stesso 17enne faceva riferimento alla necessità di cancellare contenuti compromettenti da Telegram, mentre citava esplicitamente anche figure apicali della struttura estremista, tra cui Daniele Trevisani, detto “Il Comandante”, arrestato a Bologna e considerato uno dei principali punti di riferimento dell’organizzazione.
La rete suprematista e il progetto eversivo
Secondo gli investigatori, la “Werwolf Division” si configurava come una rete diffusa su scala nazionale, capace di coordinare cellule operative anche a distanza. Il gruppo risultava attivo in diverse città, tra cui Palermo, Casale Monferrato, Bari, Teramo e Bologna, con una struttura in grado di mantenere contatti e sviluppare progetti sovversivi attraverso canali digitali. Tra gli obiettivi ipotizzati figurava anche un possibile attentato contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, all’interno di una visione ideologica che puntava alla costruzione di uno Stato autoritario fondato su principi razzisti e suprematisti.
Le accuse e il materiale sequestrato
Il 17enne arrestato è ritenuto responsabile di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Le indagini hanno portato al sequestro di documenti particolarmente sensibili, tra cui manuali per la fabbricazione di armi e congegni bellici, oltre a istruzioni relative all’uso di sostanze chimiche e batteriologiche. Nel materiale raccolto figurano anche indicazioni per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali, elementi che, secondo gli inquirenti, delineano un quadro chiaro di finalità terroristiche.
Il secondo collegamento: perquisizioni nel Bolognese
Un ulteriore collegamento con Bologna emerge dall’indagine su altri otto giovani, indagati a piede libero per istigazione e incitamento alla violenza e alla discriminazione. Tra questi figura anche un minorenne residente in provincia di Bologna. Nelle scorse 24 ore i carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni nelle abitazioni dei genitori del ragazzo, separate tra loro. Durante le operazioni non sarebbero emersi elementi particolarmente compromettenti, ma sono stati sequestrati diversi dispositivi elettronici che saranno ora analizzati per verificare eventuali contatti e attività online.
https://www.bolognatoday.it/cronaca/neonazisti-indagato-17enne-anche-a-bologna.html
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