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14.02.18 Trasformisti, fascisti, impresentabili e ras delle clientele: ecco le liste al Sud di Matteo Salvini
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 13.05.18
Milano Aggredite due donne. Tra i picchiatori fascisti la candidata di Casapound
·
Tra i picchiatori fascisti la candidata di Casapound

sabato 12 maggio 2018

Milano - Un’aggressione squadrista. In piena regola e in pieno giorno. Sabato 28 aprile, tra mezzogiorno e le 13. Via Amedeo angolo via Paladini, Milano. Non distante dalla casa di Sergio Ramelli, militante di estrema destra ucciso il 29 aprile del 1975 e divenuta ormai meta di pellegrinaggio per i neofascisti di tutta Italia, in particolare nei giorni vicini all’anniversario.

Due donne, di 24 e 43 anni, stanno togliendo alcuni dei numerosissimi manifesti affissi abusivamente in quei giorni in tutta la zona per pubblicizzare la manifestazione in ricordo di Ramelli. Non per un atto politico, preciseranno quando andranno a sporgere denuncia, ma solo perché “rovinavano il decoro della strada”. All’improvviso sentono urla, vedono quattro persone, tre uomini e una donna, scendere da un’automobile e scagliarsi contro di loro urlando e inveendo: “Puttane, cosa state facendo?”, “Cosa cazzo state facendo?”.

La donna sembra essere la più infervorata: “Volete fare le partigiane?”, urla. Insulta, strattona e picchia una delle due. La colpisce al collo, alle braccia, le tira un calcio sullo stinco. Intanto uno degli altri aggressori sferra un calcio al cagnolino di una delle due vittime. Tutto questo mentre altre persone da un bar vicino le insultano e minacciano alcuni passanti dicendo loro di non intervenire. L’aggressione finisce quando una delle due vittime riesce ad allontanarsi e chiamare la polizia. La sera stessa una delle due donne, la più giovane, racconta alla polizia i fatti, mostrando loro il braccio pieno di lividi. E dando una descrizione di almeno due degli aggressori. Uno è un ragazzo sui 30 anni, con un cappellino da baseball e pizzetto.

La donna viene descritta come sui 40 anni, capelli castani altezza spalle, con occhiali da sole e una vistosa collana blu. La seconda donna, scossa dall’accaduto, quel giorno non fa denuncia. Ma il giorno dopo, ricordandosi della commemorazione pubblicizzata sui manifesti strappati e causa dell’aggressione, decide di andare per cercare di individuare i suoi aggressori. Al cimitero non trova i suoi aggressori, ma grazie ad alcune immagini trovate su internet della manifestazione dell’anno precedente riconosce la donna che l’ha aggredita. Va a questo punto alla commemorazione in via Paladini, dove la vede. Chiede ad alcuni partecipanti chi fosse e la risposta è netta: Angela De Rosa. La candidata alla presidenza della regione Lombardia per Casapound nelle elezioni dello scorso 4 marzo. Non un cane sciolto della galassia neofascista, e nemmeno un pezzo piccolo, nientemeno che la candidata dei fascisti del terzo millennio a guidare la Lombardia!

Il giorno dopo la donna va a sporgere denuncia, e sottoposta al riconoscimento fotografico dei presunti aggressori, non ha dubbi: la donna che l’ha aggredita due giorni prima è proprio Angela de Rosa.

http://www.radiopopolare.it/2018/05/tra-i-picchiatori-fascisti-la-candidata-di-casapound-angela-de-rosa-aggressione-milano/





Milano, violenza squadrista: tra gli aggressori la candidata di CasaPound


La loro colpa, il loro delitto, il loro peccato è stato quello di staccare alcuni manifesti abusivi. Tanto è bastato ad un gruppo di persone, presumibilmente composto da neofascisti ed esponenti di CasaPound, per aggredire due donne in via Paladini a Milano.

Le vittime, in quegli istanti, devono essersi sentite come tornate indietro nel tempo, dritte al Ventennio: quando solamente un pensiero diverso da quello del Duce bastava per essere colpevoli.

Ma tant'è: 24 anni una e 43 l'altra, le due donne hanno deciso di staccare alcuni manifesti abusivi che pubblicizzavano un corteo organizzato dai movimenti di estrema destra, che si sarebbe tenuto il giorno dopo, in occasione della morte dei militanti Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi.

Tra i responsabili dell'aggressione, le vittime, che hanno denunciato l'episodio alla polizia di Stato, hanno riconosciuto Angela De Rosa, candidata di CasaPound alla presidenza della Regione Lombardia alle ultime elezioni.

"Pu.., cosa state facendo? Volete fare le partigiane?", avrebbero gridato gli occupanti dell'automobile che, attorno a mezzogiorno, si è affiancata alle due donne.

Secondo la loro ricostruzione, gli occupanti del mezzo erano 4: 3 uomini e una donna, che vedendole staccare i manifesti hanno iniziato a insultarle per poi passare alle vie di fatto.

Le vittime hanno raccontato agli agenti di essere state prese a pugni e a calci. Uno degli aggressori, inoltre, si sarebbe addirittura accanito contro il cagnolino delle signore.

La 24enne e la 43enne sono state portate in ospedale, dove i medici hanno riscontrato per entrambe contusioni alla testa e traumi agli arti.

Quando poi sono andate in Questura, le donne hanno esaminato una serie di fotografie e hanno riconosciuto la candidata presidente in Regione Lombardia di CasaPound.

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/05/12/milano-violenza-squadrista-tra-gli-aggressori-la-candidata-di-cas-68-727970.html

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