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AGGRESSIONI RAZZISTE - CRIMINI DELL'ODIO
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- Roma, spedizione razzista contro il fioraio a Cinecittà
- Bagheria, «Calmati fratello» e scatta il pestaggio: immigrato picchiato senza motivo con un cric
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- Bologna Aggressione razzista in via Sant'Isaia
- Palermo, caccia al migrante: cinque minori profughi insultati e pestati
- Aprilia, spari da una finestra. Colpito immigrato
- Pistoia, il prete denuncia: "Spari contro un migrante ospite della parrocchia"
- Napoli, spari da uno scooter contro un gruppo di immigrati: ferito un venditore ambulante senegalese
- Immigrato ucciso ad Aprilia, il sospetto di ronde notturne.
- Follia razzista: Rimini Milano Vicenza Partinico
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- Roma ricorda Renato Biagetti dodici anni dopo
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- Savona, il quartiere rosso di Villapiana si mobilita contro la nuova sede di Casapound
- A Brescia il corteo antifascista contro Forza Nuova
- Verona, il writer che combatte il fascismo con i colori

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ARCHIVIO REGIONI

documentazione Documenti e Approfondimenti
31.07.18 Razzismo di stato: Casa Pound non fa paura, Salvini sì
29.07.18 Allarme Capitale, i neri di San Giovanni
26.07.18 Trattavia, le motivazioni della sentenza vanno lette ricordando stragi neofasciste, golpe e P2
25.07.18 L’autrice del post sullo smalto di Josepha: “Twittare è il mio lavoro. Mi finanzia CasaPound”
19.07.18 Come Verona è diventata l’incubatrice dell’odio
16.07.18 Una breve storia dei rapporti della Lega con i fascisti di Lealtà e Azione
6.07.18 KKK: il tramonto dei cavalieri bianchi
6.07.18 Salvini, Borghezio e l’alleanza con il neofascismo europeo nel libro-inchiesta “Europa identitaria”
26.06.18 In Ucraina i fascisti ammazzano i rom, ma l’Unione Europea tace
18.06.18 Mario Borghezio: dossier. Dall'estrema destra ordinovista agli arresti per bancarotta alla lega
3.06.18 Esclusivo: alla Lega sovranista di Matteo Salvini piace offshore
2.06.18 Lorenzo Fontana, il ministro della Famiglia ultracattolico che strizza l'occhio ai nazifascisti
31.05.18 Dai pestaggi ai blitz chirurgici: il vero volto di Casapound
3.05.18 Verona, dove comanda l’estrema destra
26.04.18 Gli antifascisti di domani
26.04.18 Fenomenologia dell'onda nera
4.04.18 Esclusivo: caccia ai soldi della Lega
2.03.18 I camerati abusivi di CasaPound: parenti e amici vivono gratis nel centro di Roma
1.03.18 Ma Pasolini non stava con i poliziotti
26.02.18 Chi sono i candidati di Forza Nuova: poliziotti, picchiatori, nostalgici delle SS e figli di mafiosi
26.02.18 Roberto Fiore: “Magistrati di Palermo deviati come 40 anni fa”. Quando Falcone voleva interrogarlo per il caso Mattarella
14.02.18 Trasformisti, fascisti, impresentabili e ras delle clientele: ecco le liste al Sud di Matteo Salvini
1.02.18 Ritratto del neofascista da giovane
30.12.17 La leggenda dell’«architettura fascista»: un dibattito distorto su memoria e spazio urbano
28.12.17 Fascisti su Facebook, a gestire i gruppi neri ci sono anche i poliziotti

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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 5.03.18
Elezioni 2018 Il fallimento di CasaPound e Forza Nuova
·
Il partito guidato da Simone Di Stefano si ferma poco sotto la soglia dell'1% mentre la coalizione "Italia agli italiani" di Roberto Fiore non riesce nemmeno ad arrivare allo 0,5%. E mentre Forza Nuova ancora tace ieri Di Stefano si è lamentato con Mentana di non aver avuto abbastanza spazio in televisione

lunedì 05 marzo 2018

L’ondata nera dell’ultradestra italiana si è infranta alle porte dei seggi. Non è bastato ai militanti di CasaPound, guidati da Simone Di Stefano, “votare più forte che potevano”. Il partito dei fascisti del terzo millennio, quelli che ad Ostia al rinnovo del consiglio del X Municipio avevano fatto paura con il loro 9% hanno scoperto il loro valore a livello nazionale. È andata addirittura peggio ad Italia agli italiani, la coalizione guidata da Roberto Fiore, leader dei neofascisti di Forza Nuova. Entrambe le formazioni si sono fermate sotto la soglia dell’1%, ben distanti da quel 3% che avrebbe garantito loro l’ingresso in Parlamento.

Quando mancano poco più di diecimila sezioni alla chiusura degli scrutini i risultati di Casapound e Forza Nuova sono impietosi. Alla Camera dei deputati il partito fondato da Gianluca Iannone e guidato da Simone Di Stefano ha conquistato lo 0,92% per un totale di 223.235 voti. E pensare che all’alba dei risultati delle elezioni di Ostia Casapound pensava addirittura di poter entrare in Parlamento. Ancora peggio sono andate le cose per la coalizione di Forza Nuova con la Fiamma Tricolore fermi allo 0,37%.

Non vanno meglio le cose al Senato, dove come è noto per votare bisogna aver compiuto 25 anni. Casapound non arriva nemmeno vicino all’1%, fermandosi allo 0,83%. Forza Nuova invece migliora leggermente, senza però riuscire ad arrivare allo 0,5% e rimanendo sotto anche al Senato alla lista guidata da Mario Adinolfi (il Popolo della Famiglia).

Nel complesso quindi non si può che parlare di una bruciante sconfitta, nemmeno se si fossero presentati uniti Forza Nuova e Casapound avrebbero avuto i voti necessari per superare la soglia di sbarramento ed entrare in Parlamento. E così scopriamo che ieri Roberto Fiore ha ricevuto sostanzialmente messaggi da tutti i pochissimi “italiani fieri” che hanno votato per Italia agli italiani.

Anche Simone Di Stefano ieri ci credeva ancora, oggi scopre che gli elettori di Casapound sono meno di quelli che sono andati a sentire il concerto di Vasco Rossi a Modena l’anno scorso.
Simone Di Stefano si lamenta del poco spazio televisivo concesso a Casapound

Durante la lunga maratona di Enrico Metana su La 7 però Di Stefano ha avuto modo piagnucolare e dare la colpa ai giornalisti e ai media per l’orribile risultato del suo partito. Secondo Di Stefano «Se noi avessimo avuto lo spazio dato a un Fratoianni, sicuramente oggi non saremmo all’1%. Il M5s, decisamente sovraesposto soprattutto su La7, oggi ha più del 30%». Il che, come ha fatto notare Mentana, significa che partiti “sovraesposti” dovrebbero avere oltre il 200%.

Per il leader di Casapound però «Non siamo apparsi in nessuna televisione» e la cosa li ha penalizzati, se solo avessero avuto «una prima serata», si lamenta Di Stefano, magari le cose sarebbero andate diversamente. Mentana chiude la polemica dicendo a Di Stefano «Non vedo ordini di grandezza così dissimili con quello del vostro risultato. E dare la colpa alla tv non è molto da forza rivoluzionaria».

A quanto pare gli endorsement di Diego Fusaro valgono meno di uno spazio in televisione, e oggi Casapound fatica ad ammettere la sconfitta dicendo che è tutta colpa dei giornalisti. Ma per vincere le elezioni non servono giornalisti, servono voti, idee, programmi. Evidentemente quelle di Casapound non sono state giudicate interessanti dall’elettorato che ha preferito magari votare per Fratelli d’Italia o per la Lega di Salvini. E pensare che Casapound con Salvini aveva fatto fronte comune per qualche tempo, dando vita alla lista “Sovranità”, esperienza poi naufragata dopo che Salvini ha scaricato i fascisti del terzo millennio. Ora probabilmente Di Stefano e Iannone si stanno mangiando le mani.

https://www.nextquotidiano.it/risultati-elezioni-fallimento-casapound-forza-nuova/

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