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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 3.03.18
Raid notturno a Pavia, marchiate le case di decine di antifascisti
·
Un adesivo sul citofono o sulla porta di diversi cittadini e attivisti più o meno conosciuti. Ce ne sono alcuni implicati nei processi per i fatti del 5 novembre e altri solo attivi su pagine Facebook nel contrastare razzismo e ostentazioni fasciste. Monta l'indignazione: "Orgogliosi di essere antifascisti"

03 marzo 2018

Decine di attivisti antifascisti di Pavia hanno ritrovato al mattino di sabato un adesivo sul citofono o sulla porta. La scritta: qui abita un antifascista. Monta l'indignazione: "Orgogliosi di essere antifascisti". E sui social cresce la solidarietà: anche noi vogliamo quell'adesivo -

PAVIA. Decine di semplici cittadini e attivisti pavesi sabato mattina si sono svegliati con un adesivo sulla porta di casa o sul citofono: "Qui vive un antifascista", stampato con caratteri solitamente utilizzati da formazioni di estrema destra e il simbolo "antifa" barrato, come un divieto. Il raid è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, alla vigilia dell'appuntamento elettorale. Tra le persone che si sono svegliate con la porta marchiata ce ne sono alcune implicate nei processi per i fatti del 5 novembre e altri attivi su pagine Facebook nel contrastare razzismo e ostentazioni fasciste.

"Ecco cosa succede quando si lasciano i neofascisti liberi di aprire sedi, fare manifestazioni e presentarsi alle elezioni, lasciando impunite le loro aggressioni squadriste - scrive Alessandro Caiani - . Sciogliere subito CasaPound e Forza Nuova. A chi negherà l'esistenza del problema come successo di fronte a episodi ben più gravi e a chi penserà "se l'è cercata sicuramente". No genietti, non me la sono cercata: sono i fascisti che vengono a cercarti prima o poi se li si lascia fare. Il fascismo è questo. P.s. l'adesivo intimidatorio "qui ci abita un antifascista" che hanno attaccato sul mio cancello l'ho lasciato lì perché, a differenza dei fascisti, posso non provare vergogna di quello che sono."

"Questa mattina mi son svegliato e ho trovato questa gradita sorpresa accanto al citofono - scrive Gabriele Duci, uno degli amministratori della pagina Facebook Sei di Pavia se... che, tra l'altro, ha cambiato casa da pochissimo -. Negli anni '30 fascisti e nazisti marchiavano i negozi degli ebrei. Negli anni 2000 i neofascisti marchiano le case dei cittadini che si sono espressi pubblicamente contro il fascismo. Evidentemente le cattive abitudini non passano. Anche perchè, sono gli stessi di allora, solo se la prendono con soggetti diversi. Questo adesivo me lo sono meritato perchè mi sono espresso pubblicamente, anche su questo gruppo, contro il fascismo. E continuerò a farlo più forte di prima, perchè è il dovere di ogni cittadino democratico. In questi giorni su alcuni giornali si cerca di far passare il termine "antifascista" come sinonimo di "manifestante violento", e questo è profondamento sbagliato. Io non sono un violento, non appartengo a nessuna associazione o partito (e pensate un po', non sono neanche comunista), sono solo un libero cittadino che rifiuta ogni forma di fascismo, come ogni persona a cui sta a cuore la propria libertà e quella degli altri. Libertà che questi schifosi cercano di limitare con l'intimidazione mafiosa del "so dove abiti". Quell'adesivo sono orgoglioso di tenerlo accanto al citofono, così come le altre persone che come me l'hanno ricevuto. Sono sicuro che molti altri ora lo vorranno, provvederemo a stamparne più possibile!"

Luca Casarotti, vice presidente dell'Anpi Pavia Onorina Pesce Brambilla fa sapere via Twitter: "Anche un componente del comitato della mia sezione ANPI ha trovato sulla porta di casa l’adesivo. Lo stesso altri compagni, membri di organizzazioni o attivisti per proprio conto".

E il circolo Anpi ha fatto un post sulla pagina Facebook: Non si perdono le vecchie abitudini. Ennesima gravissima provocazione fascista :stamattina militanti antifascisti pavesi hanno trovato questo adesivi sul citofono delle loro abitazioni private. Un gesto che evoca i peggiori ricordi della Germania nazifascista Non ci facciamo spaventare da questa intimidazione che è l’ennesima conferma del clima violento che sta crescendo anche a Pavia. Vicini e solidali con le compagne ed i compagni violati Ora e sempre resistenza". L'Anpi sta cercando di capire quanti sono stati i pavesi colpiti. E qualcuno dei colpiti fa presente come nel condominio nessuno abbia pensato di togliere il simbolo appiccicato per colpire qualcuno: un primo sintomo di resistenza a questi gesti.

Tra i "marchiati" c'è anche la consigliera comunale Silvia Chierico e l'assessore alla cultura Giacomo Galazzo: "Non so se l'hanno appeso stanotte o stamattina, l'ho trovato tornando dalla celebrazione di matrimoni. Un gesto squadrista, un'intimidazione vergognosa. io e tutti gli altri rispondo con orgoglio che sì, ci abita un antifascista e continuerò a uscire di casa per dirlo a voce alta". "Mi auguro che siano in tanti, domani, ad esporre orgogliosamente tale distintivo - spiega Ottavio Giulio Rizzo, segretario del circolo Pd di Pavia Ovest - Per quanto mi riguarda, o lo tolgono i vigili come propaganda elettorale, dato che sono a 200 metri da un seggio, oppure può rimanere finché il sole non lo consuma".

L'adesivo è comparso anche sul portone di Veronica Bianco, ex rappresentante della Rete degli studenti medi, che lo rivendica con orgoglio: "Ho trovato, come tanti altri, questo adesivo sul citofono di casa mia: poveretti, come si sono ridotti! Sembra di essere ritornati agli untori di manzoniana memoria, ai segnali sulle porte lasciate dai ladri, ai segni sulle porte degli ebrei. Ancora poveretti. Questi incivili non hanno ancora capito che se possono esporre le loro idee è solo grazie alle lotte che i nostri padri e nonni hanno combattuto, perdendo anche la vita per regalarci questa democrazia. Per quanto mi riguarda sono fiera di essere quella che sono e vi dico con profonda convinzione: sono antifascista e ne vado fiera".

E l'indignazione monta anche a livello nazionale: la notizia, apparsa anche sull'home page di Repubblica, è stata ripresa da Wu Ming.

La rete insorge: oltre a quelli che dicono che "se la sono andata a cercare" si moltiplicano i commenti in cui si chiede a gran voce un adesivo da appendere sotto casa, c'è persino chi pubblica il proprio indirizzo e fa ordinazioni di pacchi di adesivi da distribuire a ttaccare sotto casa propria e di amici.

Nel primo pomeriggio interviene anche il sindaco di Pavia Massimo Depaoli: "Vi serviranno troppi adesivi per appenderli a tutti i campanelli di Pavia. Non vi basterà appenderli alla porta di Giacomo Galazzo o di Silvia Chierico. "Occorre essere attenti / e scegliersi la parte / dietro la linea gotica". E qualcuno, incurante della gravità dell'accaduto, lo richiama ad occuparsi piuttosto delle strade (la nevicata ha reso impraticabili buona parte delle strade cittadine, ndr).

http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2018/03/03/news/raid-notturno-a-pavia-marchiate-le-case-di-decine-di-antifascisti-1.16548140?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T2

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