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Il Progetto

manifestazioni MANIFESTAZIONI E INIZIATIVE ANTIFASCISTE
Savona, il quartiere rosso di Villapiana si mobilita contro la nuova sede di Casapound
- A Brescia il corteo antifascista contro Forza Nuova
- Verona, il writer che combatte il fascismo con i colori
- Cesena Forza Nuova al liceo, appello del Comune all’autorità di ps
- Cesena Manifestazione di Forza Nuova davanti ai licei, 50 prof: "Sbagliato autorizzarla lì"
- Roma, corteo di donne affronta militanti CasaPound: "Qui i fascisti non li vogliamo"
- Udine, rassegna jazz lascia la città: “Non collaboriamo con il nuovo sindaco che ha vinto con i voti dei neofascisti”
- Migranti, marcia No Tav contro estremisti di destra: scontri con la Gendarmeria al confine tra Italia e Francia
- Ufficiale: Bologna vieta gadget e spazi pubblici a fascisti e razzisti
- Niente piazze ai fascisti sull'Appennino Bolognese, la sfida di Forza Nuova: "Presto in piazza"
- Livorno, Lega organizza comizio a teatro. Lavoratori scioperano per protesta: “Candidato xenofobo e omofobo”
- Liberi e Uguali si rifiuta di partecipare alla Tribuna elettorale Rai con CasaPound

ARCHIVIO COMPLETO

ARCHIVIO REGIONI

documentazione Documenti e Approfondimenti
16.07.18 Una breve storia dei rapporti della Lega con i fascisti di Lealtà e Azione
6.07.18 KKK: il tramonto dei cavalieri bianchi
6.07.18 Salvini, Borghezio e l’alleanza con il neofascismo europeo nel libro-inchiesta “Europa identitaria”
26.06.18 In Ucraina i fascisti ammazzano i rom, ma l’Unione Europea tace
18.06.18 Mario Borghezio: dossier. Dall'estrema destra ordinovista agli arresti per bancarotta alla lega
3.06.18 Esclusivo: alla Lega sovranista di Matteo Salvini piace offshore
2.06.18 Lorenzo Fontana, il ministro della Famiglia ultracattolico che strizza l'occhio ai nazifascisti
31.05.18 Dai pestaggi ai blitz chirurgici: il vero volto di Casapound
3.05.18 Verona, dove comanda l’estrema destra
26.04.18 Gli antifascisti di domani
26.04.18 Fenomenologia dell'onda nera
4.04.18 Esclusivo: caccia ai soldi della Lega
2.03.18 I camerati abusivi di CasaPound: parenti e amici vivono gratis nel centro di Roma
1.03.18 Ma Pasolini non stava con i poliziotti
26.02.18 Chi sono i candidati di Forza Nuova: poliziotti, picchiatori, nostalgici delle SS e figli di mafiosi
26.02.18 Roberto Fiore: “Magistrati di Palermo deviati come 40 anni fa”. Quando Falcone voleva interrogarlo per il caso Mattarella
14.02.18 Trasformisti, fascisti, impresentabili e ras delle clientele: ecco le liste al Sud di Matteo Salvini
1.02.18 Ritratto del neofascista da giovane
30.12.17 La leggenda dell’«architettura fascista»: un dibattito distorto su memoria e spazio urbano
28.12.17 Fascisti su Facebook, a gestire i gruppi neri ci sono anche i poliziotti
21.12.17 Saluti romani in consiglio comunale a Gorizia e chiamata alle armi a Trieste
20.12.17 La Galassia Nera: i gruppi e le associazioni che ruotano attorno a Lealtà Azione
20.12.17 I segreti di Roberto Fiore, il fascista a capo di Forza Nuova Terrorista nero.
10.12.17 Chi ha pagato Forza Nuova: retrospettiva 2001 sulle origini. "L' accusa del dossier C' è un livello occulto"
8.12.17 Se CasaPound entra anche nelle scuole: la sua associazione studentesca ha 200 rappresentanti in Italia

L'Appello "MAI PIU' FASCISMI"

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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 24.12.17
2018: una tessera antifascista per la Cgil
·
di Eliana Como
23/12/2017

Ci sono cose proprio brutte. Il manifesto di Forza Nuova che attacca la Cgil e annuncia il nuovo sindacato degli italiani è una di quelle. Proprio brutto. Anzi, non so se si può scrivere in un articolo, ma la verità è che fa proprio schifo. E preferisco non pubblicarlo in calce a questo articolo. Perché non lo voglio vedere, tanto meno associato a un mio articolo.

La Cgil secondo me, di difetti ne ha tanti. È troppo burocratica, tanto riformista, per niente autonoma dai partiti, poco o niente conflittuale. Negli anni 90 ha firmato tutti gli accordi di concertazione che si potevano firmare. Nel 2011 non ha fatto niente contro la legge Fornero. Nel 2014 contro il Jobs act ha fatto più o meno finta. E anche adesso, dopo le manifestazioni del 2 dicembre, tutto tace. Posso andare avanti, per ore a elencare quelli che penso siano i difetti della Cgil, a cui pure appartengo.

La mia è un'opinione. Qualcuno la condividerà, altri sicuramente meno. Non discuto quindi che si possa criticare la Cgil. Ci mancherebbe altro, io lo faccio sempre. E i sindacati di base anche. Il fascismo, però, non è un'opinione. Il fascismo è un crimine. Come quel manifesto che è prodotto da una organizzazione che, a rigore di legge, non dovrebbe nemmeno esistere e che esplicitamente fa apologia razzista. Peraltro lasciando trapelare una nemmeno troppo velata minaccia, che corrisponde ai fatti di questi ultimi giorni: l'aggressione al segretario della Fiom di Forlì, le svastiche in un sede Cgil di La Spezia, la bandiera tagliata in una di Arezzo.

Non so se la storia si ripete due volte. Di certo, la prima volta, l'avvento del fascismo fu accompagnato proprio dagli attacchi alle Camere del Lavoro della Cgdl di allora, i cui vertici avevano ben altri difetti dagli attuali, a cominciare dal fatto di non aver impedito per tempo quanto stava accadendo e aver assistito più o meno inermi al Patto di Palazzo Vidoni del 1926, con il quale la Confindustria e il sindacato fascista si riconoscevano reciprocamente come gli unici rappresentanti di capitale e lavoro. Addirittura con D'Aragona e Rigola che, a un certo punto, decidevano per il proprio auto-scioglimento.

Ecco, se la storia si ripete due volte, la seconda almeno non si devono commettere gli stessi errori. La Cgil rifondata nel 1944 è rimasta riformista, ahimé, ma ha scritto l'antifascismo nel suo dna, perché è su di esso - e grazie a esso - che è rinata. A partire dai primi articoli dello Statuto che stabiliscono l'incompatibilità dell'iscrizione a questa organizzazione con altre a carattere fascista e razzista.

Ecco perché di fronte al rigurgito di questa triste fase storica, la Cgil deve essere in prima linea. A cominciare dalla necessità, già annunciata da Susanna Camusso, di chiedere insieme all'ANPI e ai movimenti la messa al bando delle organizzazioni neofasciste.

È un passo importante e necessario. A cui deve seguire, però, anche la denuncia alle autorità che concedono autorizzazioni alle manifestazioni e ai presidi di queste organizzazioni. E un impegno costante a vigilare sui media, denunciando quelli che concedono loro uno spazio improprio, alludendo a una narrazione distorta sul loro "impegno sociale" nelle periferie, che finisce per sdoganarle anche nell'immaginario collettivo. E un impegno anche maggiore sulle forze dell'ordine, al cui interno non soltanto si tollera ma si alimenta quella cultura neofascista. E una denuncia ferma alle istituzioni, a partire da quelle nazionali, perché si assumano la responsabilità del clima che si è creato nel paese. Un ministro come Minniti, responsabile di una gestione autoritaria e repressiva dell'ordine pubblico e della questione migranti, deve soltanto dimettersi per aver amabilmente scherzato sulla scrivania di Mussolini sulla quale è seduto (lo ha detto davvero, anche se forse a molti è sfuggito, nel suo intervento ad Atreju, la kermesse di Fratelli d'Italia).

La Cgil deve essere un presidio di democrazia in questo paese, insieme alle associazioni e ai movimenti antifascisti, proprio perché da sempre il principale obiettivo dei fascisti è stato il movimento dei lavoratori. La Cgil deve mobilitare il mondo del lavoro nelle piazze, nelle scuole, nei posti di lavoro. E anche questo non basta. La Cgil deve anche vigilare sui nostri spazi. Deve essere in prima linea e deve anche rispondere. I fascisti non possono sentirsi in diritto di entrare nelle nostre sedi. Se alzano la testa è perché viene loro concesso, dalle istituzioni, dalle forze dell'ordine, dai media appunto. Noi non dobbiamo essere tra quelli che glielo permettono. E infine, non meno importante, la Cgil deve svegliarsi e non lasciare che siano altri ad appropriarsi della difesa di pensioni, salario e diritti.

Per fare questo, la Cgil deve avere il coraggio di aprire, anche al proprio interno, una grande campagna culturale, per affermare non soltanto il nostro essere orgogliosamente antifascisti, ma anche la nostra natura, altrettanto orgogliosamente antirazzista. Anche e soprattutto in quei posti di lavoro e in quei territori in cui la narrazione razzista dei diritti dei lavoratori italiani messi in discussione dai lavoratori stranieri è diventata senso comune.

Avere la tessera della Cgil deve tornare ad avere un valore anche identitario. Per troppi iscritti ormai non significa altro che servizi o tutela individuale. Ecco perché, al netto di tutte le critiche che continuerò a fare al gruppo dirigente della Cgil, quello che vorrei per l'anno che verrà è una tessera che, anche graficamente, dica a tutti e tutte quelle che ce la hanno in tasca che il più grande sindacato italiano è antifascista e antirazzista, a testa alta. Può essere che perderemo qualche iscritto, ma ne vale la pena.

https://www.lacittafutura.it/interni/2018-una-tessera-antifascista-per-la-cgil

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