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pubblicato il 9.08.17
Giovane aggredito in via Calvi Nei guai 7 neofascisti mantovani
·
Giovane aggredito in via Calvi, scattano le prime denunce. Polizia a caccia di un ottavo assalitore

MANTOVA. Scattano le prime denunce per il raid neofascista di sabato notte in città. Sette, e tutti mantovani, gli aggressori del giovane di sinistra assalito all’esterno di un locale di via Calvi. Ma l’indagine è appena all’inizio e potrebbe riservare sorprese nonché possibili collegamenti con gruppi fuori regione. La Digos ha già trasmesso gli atti in procura. Spetterà ora al magistrato decidere sulle sorti giudiziarie di ogni componente del gruppo. I primi risultati di un’inchiesta portata avanti con rapidità, come prospettato dal questore, sono dunque arrivati.

La vicenda continua a rivestire una connotazione politica ed è un segnale d’allarme di una tensione sociale che il capo della polizia è deciso a stroncare. E con lui tutte le forze dell’ordine e i rappresentanti dello Stato ai massimi livelli. Non è un caso che il prefetto di Mantova abbia convocato, per lunedì prossimo, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Nel corso dell’incontro, durante il quale sarà approfondita la vicenda e altri aspetti connessi all’ordine pubblico, sarà presente anche il sindaco Mattia Palazzi.

Sul pestaggio interviene anche il deputato Giovanni Paglia della segreteria nazionale di Sinistra Italiana che scrive: «È in grado il ministro dell’Interno, fortemente impegnato in questi giorni a controllare Ong e a sgomberare centri sociali e di aggregazione, di garantire la sicurezza e il rispetto dell’ordine costituzionale davanti a gentaglia ben nota, ma che viene lasciata libera di mettere la testa in giro e fare danni?».

Il gruppo di giovani di estrema destra, dopo l’aggressione, ha raggiunto piazza Virgiliana dove ha distribuito adesivi con la dicitura Veneto Front Skinhead / Progetto Nazionale e preso di mira una casa. Credevano si trattasse dell’abitazione del giovane appena aggredito: tolto un volantino della Tea, hanno inciso sulla porta una svastica. Ma la casa non era quella giusta, è quella di un giovane che sabato non era a Mantova, ma che ha lo stesso soprannome del giovane ferito. «L’episodio – ha commentato il questore Salvatore Pagliazzo Bonanno – è sicuramente assimilabile a contrasti di natura politica. Ma al di là della connotazione si tratta di un fatto estremamente grave che deve essere perseguito con decisione».

Nella giornata di lunedì la Digos ha sentito buona parte dei testimoni presenti al raid e i sospetti sui partecipanti al pestaggio hanno trovato conferma. Così com’è stata confermata la presenza di un giovane di San Benedetto Po riconosciuto da un ex compagno di scuola.

Sono sicuramente servite le immagini fornite da alcune telecamere del centro storico che, con ogni probabilità, hanno ripreso sia l’arrivo che la fuga del commando.

Anche la vittima dell’aggressione, Lorenzo, un trentenne che non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra, è riuscito a fornire dettagli importanti per l’individuazione degli assalitori.

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2017/08/08/news/nei-guai-7-neofascisti-mantovani-1.15710915




Mantova, giovane picchiato da naziskin: comune parte civile dopo aggressione. Il sindaco: “Contro ogni violenza”


Le parole del primo cittadino, Mattia Palazzi, seguono quanto successo sabato sera in un pub del centro cittadino, dove un ragazzo di 30 anni è stato aggredito e picchiato da un gruppo di naziskin per contrasti di natura politica. Sette i denunciati

“Se ci saranno gli estremi, a partire dalla denuncia del ragazzo che ha subito l’aggressione, il Comune di Mantova si costituirà parte civile nel giudizio che seguirà. Come sindaco di una città che condanna ogni forma di violenza sento il dovere che l’istituzione Comune, che rappresenta tutti i cittadini, dica chiaramente che Mantova non sarà mai la città dove violenza ed estremismi possono agire indisturbati”. Le parole del sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, seguono quanto successo sabato sera in un pub del centro cittadino, dove un ragazzo di 30 anni è stato aggredito e picchiato da un gruppo di naziskin per contrasti di natura politica.

Lunedì 7 agosto il ragazzo aggredito ha sporto denuncia. Intanto le indagini da parte della Digos di Mantova stanno proseguendo a ritmo serrato per identificare gli autori del raid punitivo. Si tratta di militanti riconducibili agli ambienti di estrema destra di stampo neo fascista. In un primo momento sembrava che la maggior parte di loro provenisse da fuori provincia, soprattutto dal veronese, ma nella tarda serata di martedì 8 agosto l’Ansa ha riportato che sono sette, e tutti mantovani, i neofascisti denunciati dalla Digos per l’aggressione di sabato sera nel pub di Mantova. “L’indagine, però – specifica l’agenzia- è solo all’inizio e potrebbe riservare sviluppi mettendo a nudo collegamenti con altri gruppi fuori regione, in particolare veneti. Sabato sera, infatti, il gruppo che ha aggredito il giovane poco prima aveva distribuito adesivi del Veneto Fronte Skin-Progetto nazionale”.

L’episodio incriminato si è verificato intorno alle 23 di sabato 5 agosto in un pub molto frequentato del centro cittadino. Un gruppetto di ragazzi e ragazze con teste rasate e tutto l‘armamentario simbolico dei gruppi neofascisti – magliette con croci celtiche e altri segni riconducibili agli ambienti naziskin – entra nel locale: le ragazze si fermano al bancone del bar per una birra, mentre i ragazzi sembrano muoversi alla ricerca di qualcuno. Le loro attenzioni si fermano su un 30enne seduto a un tavolino con alcuni amici. Sta sorseggiando una birra, ma indossa una t-shirt del gruppo punk anni ’70 dei Cock Sparrer. Una t-shirt che ai neofascisti non va a genio perché troppo di sinistra. Iniziano a provocare il ragazzo, a insultarlo. In un attimo si passa dalle parole ai fatti, prima qualche spintone e poi un pugno dritto in faccia al 30enne che crolla a terra. I suoi amici intervengono, il gruppetto di naziskin si disperde per le vie del centro e quando arrivano le volanti di loro non c’è più traccia. Il ragazzo viene portato al Pronto soccorso dell’ospedale di Mantova, da dove viene dimesso con una prognosi di sette giorni. Nel frattempo i poliziotti raccolgono molte testimonianze e descrizioni, tanto che quasi tutti gli autori dell’aggressione starebbero per essere identificati. “Stiamo lavorando senza sosta e i risultati non mancheranno. Si tratta di violenze intollerabili”, ha dichiarato alla Gazzetta di Mantova il Questore Salvatore Pagliazzo Bonanno. Intanto per lunedì il Prefetto di Mantova, in seguito al questo grave episodio, ha convocato una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza al quale parteciperanno i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni.

L’associazione eQual, che si occupa di questioni sociali e di conservazione della memoria, da tempo denuncia crescenti provocazioni e vandalismi da parte dei nostalgici del fascismo sul territorio mantovano, anche se ancora non si era verificato un fatto di tale gravità: “Dopo questo fatto gravissimo – spiega il portavoce dell’associazione – ci appelliamo alla società civile perché sia attenta e si esprima nel rifiutare il ritorno del fascismo a tutti i livelli; alle istituzioni locali chiediamo, come già deliberato in altre città, di non permettere più la presenza su suolo pubblico di movimenti che propagandano idee contrarie ai valori della Costituzione e inneggianti all’odio e al fascismo”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/09/mantova-giovane-picchiato-da-naziskin-comune-parte-civile-dopo-aggressione-il-sindaco-contro-ogni-violenza/3783568/

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