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AGGRESSIONI RAZZISTE - CRIMINI DELL'ODIO
Migrante pestato a sangue a Sassari Un 22enne della Guinea aggredito da cinque ragazzi in pieno centro
- Roma, spedizione razzista contro il fioraio a Cinecittà
- Bagheria, «Calmati fratello» e scatta il pestaggio: immigrato picchiato senza motivo con un cric
- Terracina, sparano piombini da unʼauto contro una bici: ferito operaio indiano
- Bologna Aggressione razzista in via Sant'Isaia
- Palermo, caccia al migrante: cinque minori profughi insultati e pestati
- Aprilia, spari da una finestra. Colpito immigrato
- Pistoia, il prete denuncia: "Spari contro un migrante ospite della parrocchia"
- Napoli, spari da uno scooter contro un gruppo di immigrati: ferito un venditore ambulante senegalese
- Immigrato ucciso ad Aprilia, il sospetto di ronde notturne.
- Follia razzista: Rimini Milano Vicenza Partinico
- Leghista litiga con uno straniero ed estrae la pistola in stazione Centrale a Milano: indaga la Polfer

manifestazioni MANIFESTAZIONI E INIZIATIVE ANTIFASCISTE
Scontri a Marina Centro, il corteo di Forza Nuova cerca di sfondare il cordone
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- Savona, il quartiere rosso di Villapiana si mobilita contro la nuova sede di Casapound
- A Brescia il corteo antifascista contro Forza Nuova
- Verona, il writer che combatte il fascismo con i colori
- Cesena Forza Nuova al liceo, appello del Comune all’autorità di ps

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ARCHIVIO REGIONI

documentazione Documenti e Approfondimenti
31.07.18 Razzismo di stato: Casa Pound non fa paura, Salvini sì
29.07.18 Allarme Capitale, i neri di San Giovanni
26.07.18 Trattavia, le motivazioni della sentenza vanno lette ricordando stragi neofasciste, golpe e P2
25.07.18 L’autrice del post sullo smalto di Josepha: “Twittare è il mio lavoro. Mi finanzia CasaPound”
19.07.18 Come Verona è diventata l’incubatrice dell’odio
16.07.18 Una breve storia dei rapporti della Lega con i fascisti di Lealtà e Azione
6.07.18 KKK: il tramonto dei cavalieri bianchi
6.07.18 Salvini, Borghezio e l’alleanza con il neofascismo europeo nel libro-inchiesta “Europa identitaria”
26.06.18 In Ucraina i fascisti ammazzano i rom, ma l’Unione Europea tace
18.06.18 Mario Borghezio: dossier. Dall'estrema destra ordinovista agli arresti per bancarotta alla lega
3.06.18 Esclusivo: alla Lega sovranista di Matteo Salvini piace offshore
2.06.18 Lorenzo Fontana, il ministro della Famiglia ultracattolico che strizza l'occhio ai nazifascisti
31.05.18 Dai pestaggi ai blitz chirurgici: il vero volto di Casapound
3.05.18 Verona, dove comanda l’estrema destra
26.04.18 Gli antifascisti di domani
26.04.18 Fenomenologia dell'onda nera
4.04.18 Esclusivo: caccia ai soldi della Lega
2.03.18 I camerati abusivi di CasaPound: parenti e amici vivono gratis nel centro di Roma
1.03.18 Ma Pasolini non stava con i poliziotti
26.02.18 Chi sono i candidati di Forza Nuova: poliziotti, picchiatori, nostalgici delle SS e figli di mafiosi
26.02.18 Roberto Fiore: “Magistrati di Palermo deviati come 40 anni fa”. Quando Falcone voleva interrogarlo per il caso Mattarella
14.02.18 Trasformisti, fascisti, impresentabili e ras delle clientele: ecco le liste al Sud di Matteo Salvini
1.02.18 Ritratto del neofascista da giovane
30.12.17 La leggenda dell’«architettura fascista»: un dibattito distorto su memoria e spazio urbano
28.12.17 Fascisti su Facebook, a gestire i gruppi neri ci sono anche i poliziotti

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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 14.02.14
"Ho lasciato i neonazisti. Vivo braccata Tania: lo stato tedesco non mi protegge.
·
Tània Prlvenau ha lasciato I gruppi nazi nove anni fa. Da allora vive da reclusa e In pubblico si presenta con Il volto seminascosto

"Ho lasciato i neonazisti. Vivo braccata
Tania: lo stato non mi protegge.

Un funzionario le mise persino una mano sulla spalla e le disse:
"Era meglio se restavi con i tuoi». Ma lei, con i suoi, ci era stata fin troppo.Vent'anni di militanza, tra rune, svastiche e rituali barbarici, da quando aveva 13 anni. Lo aveva perfino sposato, un nazista. Che aveva cominciato a picchiarla molto presto, perché non amava che lei ragionase con la sua testa, che volesse lavorare o che ogni tanto indossasse un paio di pantaloni.
Quel marito le aveva chiuso il pianoforte sulle dita quando aveva osato suonare il pezzo di un compositore ebreo. E continuava a urlare in faccia al loro figlio down che «Adolf si, che ti avrebbe sistemato". Per sfuggire a quell'inferno, Tania Privenau aveva deciso nel 2005 di abbandonare
la militanza, di scappare dalmarito, di sparire con i figli.
Ma il bilancio, a dlstanza di nove anni, sostiene, «è disastroso». E non solo perché vive ancora nascosta: una figlia, devastata dalle violenze del padre a 18 anni si è sulcidata.
Incontrando i giornalisti a Berlino, Privenau si èpresentata con il volto semlnascosto da un berretto, una sciarpa e paio di occhiali neri. Il problema, racconta scandendo le parole, è che quando ha deciso di uscire da quell'ambiente, non ha trovato nessuno ad accogilerla. Ed è inlziato un vero e proprio calvario per sfuggire alla furia vendicativa del marito.
«Mi sono rivolta al Comune di Colonia, ma quelli hanno iniziato a sbattermi da un'autorita all'altra»: ognuno era ansioso di scaricarmi all'ufficio succesivo. In un Land, «voglio anche nominarlo, li Baden Wlirttenbeig, ml cacciarono dicendo che quelli come noi non esistono, li». Poi incontrò il funzionario che le consigiò addirittura di tornarsene dal nazisti. Gli unici che la aslstettero furono quelli dell'associazione «Exit», la fondazione "Amadeu Antonio" e il leader della Linke Gregor Gysi.
E per la presidente della fondazione, Anetta Kahane è chiaro «che non siamo dinanzi a un gioco per bambini, è una storia seria». Che lo Stato ha sottovalutato dall'inizio, ha raccontato Gysi: «Abbiamo dovuto minacciare di farla espatriare negli USA, perche lo stato tedesco si svegliasse».
Il problema più angosciante però, era l'ex marito. A Tania che vive con un altro nome e si sposta di
continuo ma in occasioni pubbliche usa il cognome da sposata - erano stati affidati i figli, ma qualche anno la il tribunale di Dresda aveva deciso che il padre dovese vederli una volta al mese.
«Ma lui - dice Tanja- cercava in tuttii modi di sapere dal bambini dove fossimo nascosti». I nazisti non le hanno certo perdonato li «tradimento», in questi anni. Infine la Corte di Karlsrnhe le ha dato finalmente ragione: il marito non può più vedere i figli.

Oggi, se le chiedono se rifarebbe quello che ha fatto, ??Tania - pur - essendo grata alle associazioni private che l'hanno aiutata e incoraggiando le donne naziste a pentirsi - risponde di «no».


Tonia Mastrobuoni inviata a Berlino

http://www.lastampa.it/2014/02/13/esteri/ho-lasciato-i-neonazisti-vivo-braccata-6Idkr8McTALy8FNj6iEv3I/premium.html

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