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18.02.19 Svastica e malavita a Roma: ecco l'inchiesta che ha portato all'aggressione fascista
17.02.19 Neofascismo, cacciatori di fake news a Savona: "Quell'eccidio fantasma del monte Manfrei"
3.02.19 Nazi, ultras e tanta ‘ndrangheta.
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12.11.18 Veneto Fronte Skinheads, radiografia dell'associazione
12.11.18 Così i neofascisti assediano Brescia
11.11.18 Il governo di Varsavia marcia con l’estrema destra europea
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17.10.18 Processo Cavallini, Ansaldi parla di Fioravanti: ''È un uomo della P2''
12.10.18 I legami pericolosi tra il partito di Matteo Salvini e la 'ndrangheta
24.09.18 Stati nazisti d’America, tra svastiche, Hitler e sostenitori dello "sterminio necessario"
31.07.18 Razzismo di stato: Casa Pound non fa paura, Salvini sì

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superato il milione di accessi"

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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 12.02.14
Il Tridente Nero. Viaggio nel neonazismo ucraino
·
di Valerio Renzi e Elia Rosati

La turbolenta situazione socio-politica ucraina fin dai tempi della Rivoluzione Arancione del 2005 ha permesso e favorito una formidabile rinascita di formazioni, partiti, gruppi neonazisti e xenofobi.
La comune ostilità alla Russia e al neoimperialismo di Vladimir Putin ha in qualche modo fatto tollerare questo fenomeno, coperto e tacitamente coccolato da tutti i partiti d'opposizione e dalla stampa filo-occidentale.
Da metà Novembre scorso, la presenza e soprattutto il vasto sostegno, durante l'insurrezione contro il presidente Janukovich, per la galassia neonazista ha trasformato un moto democratico e anti-corruzione in un vero e proprio laboratorio nero.

Nelle prime settimane di protesta i fascisti pensavano allo scenario di una imminente insurrezione popolare, benedetta dalla Nato e dall'Ue, e adottarono la tattica di occupare municipi e caserme nelle città periferiche, pur manifestando nelle piazze della capitale sotto i palazzi governativi.
Ma negli ultimi due mesi le frange più dure del neonazismo del paese hanno puntato tutto (anche numericamente) sulla difesa simbolica e militare di piazza Maidan a Kiev, ingaggiando un vero e proprio braccio di ferro con la polizia e gli odiati ??berkut?, i corpi speciali anti-sommossa.

A livello politico la situazione è stata sfruttata meglio, indubbiamente, dal partito Svoboda (10,44% alle ultime elezioni nazionali del 2012), convocato addirittura nel gruppo dei tre soggetti di opposizione che sta trattando, con il presidente Janukovich, la possibile transizione pacifica.
Uno degli intenti dichiarato di Oleh Tyahnybok, segretario del partito neonazista, è quello di prepararsi ad elezioni anticipate, forte dell'innegabile contributo dato alla protesta e, contemporaneamente, capace di mostrarsi, anche, come il vero controllore delle violenze di piazza.
Ma nel fuoco delle barricate di questi mesi la presenza in strada di altri gruppi neofascisti, tollerata e utilizzata dalla stessa Svoboda, rischia oggi di rovinarne l'ambizioso piano.

Capita così che lo scontro armato avvenuto tra il servizio d'ordine del partito di Tyahnybok e membri del gruppo neonazista Spilna Sprava (??causa comune?) intenti ad occupare da settimane il ministero dell'agricoltura di Kiev, abbia gettato una prima luce sulla battaglia egemonica che si sta combattendo e che coinvolge tutta la corposa destra radicale del paese.
L'azione militare del partito di Svoboda era infatti volta a cacciare dal palazzo governativo i rivali, in modo da assicurarsi anche il controllo di quel punto nevralgico. Sono infatti cinque gli edifici ministeriali ancora occupati dai ??guerrieri patriottici? di Tyahnybok: una forma di ricatto che i neofascisti usano sia nei confronti del governo (e della polizia), che degli altri partiti di opposizione, in particolare l'Udar dell'uomo forte del momento Vitali Klitschko.

Fino a qualche settimana fa la scena, a destra, era completamente dominata da Svoboda, ma è appunto nella difesa di piazza Maidan che si è creata una occasione di rilancio e penetrazione sociale per le altre formazioni neonaziste.
In primis proprio la Splina Sprava: gruppo guidato da Alexander Danilyuk, un vecchio leader della banda paramilitare Unso [assemblea nazionale ucraina], la più importante organizzazione di estrema destra del paese fino all'inizio degli anni zero, il cui nucleo originale era composto da giovani veterani dell'invasione sovietica in Afghanistan.
La Unso era particolarmente nota per le sue parate in stile militare con sfoggio di armi da fuoco e per un fallito tentativo di insurrezione armata anti-sovietica nel 1991, appena dopo l'intervento militare di Gorbaciev in Lituania, nei mesi del collasso dell'Urss.

Ma se la nuova creatura politica di Danilyuk sogna di potersi prensentare alle elezioni nazionali, forte del mito degli ??eroi di piazza Maidan?, esiste un altro polo nero, all'apparenza disinteressato al piano istituzionale.
Ben visibili sulle barricate, infatti, si sono distinti i militanti della Pravyi Sektor (??fazione di destra?) di Dmytro Yarosh: un vero e proprio coordinamento capitanato dalla ong Tribuf o Stepan Bandera (??il Tridente di Stepan Bandera?); una alleanza che comprende anche diverse bande naziskin e alcune firm calcistiche.

La battaglia della Sektor è improntata infatti ad un altro tipo di strategia, decisamente più attenta alle dinamiche geopolitiche e contemporanemente, contraria tanto al neozarismo di Putin quanto alla stessa ??Unione Europea plutocratica?.
L'icona, che funge anche da cappello ideologico (conteso alla stessa Svoboda), è la figura di Stepan Bandera, il mitico comandante dell'Upa: ??l'esercito di liberazione ucraino? che provò a creare, durante la Seconda Guerra Mondiale, con il beneplacito e l'aiuto di Hitler, una nazione Ucraina occidentale etnicamente pura, cioè libera da russi, polacchi, zingari ed ebrei.

Infatti Yarosh, che in una recente intervista al Times on line ha dichiarato che le condizioni sociali in Ucraina sono pronte per ??una insurrezione armata, anche di natura indipendetista?, accarezza l'idea, sostenuta in verità anche da ambienti militari Nato, che un accordo possa essere trovato con Putin suddividendo di fatto l'Ucraina in due stati:uno occidentale (l'attuale Galizia) e uno ??russo? ad est; ovviamente a guidare la secessione sarebbero proprio loro.
La rivalità della Sektor con Svoboda nasce qui, visto che proprio nella regione occidentale dell'Ucraina, il partito di Tyahnybok ha il suo bastione elettorale (40% dei consensi circa); uno scenario, quindi, che comprende anche aspetti regionalistici.

Ma il vero simbolo, sotto cui si raduna parte dell'opposizione di piazza, resta il tridente:lo stemma della Upa degli anni '30, uno dei ??loghi? più comuni nell'abbigliamento dei dimostranti più duri, dai caschi agli scudi: una nuova bandiera per la futura Ucraina post-Janukovich.

Un immaginario sentito: lo scorso primo gennaio, nel centocinquesimo dalla nascita del comandante Stepan Bandera, Svoboda ha portato in piazza a Kiev più di trentamila persone, ovviamente, sotto le vecchie bandiere col tridente dell'Upa.
E non è un caso che il vecchio concetto di un esercito di autodifesa del popolo Ucraino sia stato totalmente ripreso, da tutti i gruppi di destra, nell'organizzazione della difesa di piazza Maidan; fossero essi: gli ?? eroi ucraini? di Splina Sprava, ??i figli del popolo? di Svoboda, i ??patrioti in armi? della Pravyi Sektor, le firm calcistiche ??Metalist? del Kharkiv o ??ultras Fcdk? della Dinamo Kiev.

Però, nonostante i negoziati in corso tra il governo e i partiti d' opposizione (neoanzisti compresi) la galassia nera ucraina, pur se attraversata da violente lotte intestine, non accenna a voler smobilitare o a disarmare le proprie corpose milizie.
Un quadro particolarmente fosco, in un paese ormai sulla soglia dell'UE, ma diventato per la destra radicale a livello internazionale, l'occasione concreta di ??una rivoluzione di popolo? nell'Europa della Crisi.
Dopo lo squadrismo anticomunista di Alba Dorata e i pogrom ungheresi di Jobbik, ecco un nuovo mito per le camicie brune europee, il nuovo esempio: un laboratorio nero che, sotto il segno del Tridente, prova a costruire una Ucraina nazionalsocialista.

La rivalità della Sektor con Svoboda, che proprio nella regione occidentale dell'Ucraina ha il suo bastione elettorale (40% dei consensi circa) si svolge anche nelle rappresentanza territoriale.
Ma il vero simbolo che oggi tiene insieme tatticamente tutti è proprio il tridente, simbolo della Upa degli anni '30, uno dei ??loghi? più comuni nell'abbigliamento dei dimostranti più duri, dai caschi agli scudi: una nuova bandiera della futura Ucraina indipendente.

Un immaginario sentito: lo scorso primo gennaio, nel ricordo del collaborazionista Bandera, nell'anniversario dei centocinquesimo della sua nascita, Svoboda ha portato in piazza di più di quindicimila persone.
In realtà il vecchio concetto di un esercito di autodifesa del popolo Ucraino è stato totalmente ripreso, da tutti I gruppi fascisti, nell'organizzazione della difesa di piazza Maidan, fossero essi: gli ??eroi ucraini? di Splina Sprava, ??i figli del popolo? di Svoboda, i ??patrioti in armi? di Pravyi Sektor, le firm calcistiche ??Metalist? del Kharkiv o ??ultras Fcdk? della Dinamo Kiev.
Tutti insieme sotto il segno del Tridente per una nuova Ucraina, nazionalsocialista.

(11 febbraio 2014)


http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-tridente-nero-viaggio-nel-neonazismo-ucraino/

documentazione
r_internazionale


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