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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 8.07.06
Centosedici parlamentari hanno firmato un appello per la scarcerazione
·

Centosedici parlamentari hanno firmato un appello per la scarcerazione
indymedia by dal giorno Friday, Jul. 07

“Questa è una battaglia di garanzia che deve valere per tutti” ha detto Saponaro, consigliere dei Verdi. I firmatari ribadiscono preoccupazione perchè la misura cautelare ha un sapore fortemente restrittivo.

Milano, 7 luglio 2006 – “Centosedici parlamentari hanno sottoscritto un appello delle famiglie per chiedere la scarcerazione” dei detenuti “arrestati nel corso della manifestazione”.

Lo ha detto il senatore di Rifondazione Paolo Grassi, intervenuto alla conferenza stampa indetta dai genitori dei 25 detenuti per i disordini avvenuti in corso Buenos Aires lo scorso 11 marzo.

L’appello è stato firmato da senatori e deputati del Prc, da esponenti della loro delegazione al Parlamento europeo, dai senatori del gruppo Insieme con l’Unione Verdi-Comunisti italiani, da deputati del gruppo Comunisti italiani, da un membro della delegazione del Pdci al Parlamento europeo, e dai deputati del gruppo dei Verdi.

Secondo Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi, “l’auspicio è che molti altri deputati e consiglieri anche non della cosiddetta sinistra firmino questo appello perchè questa è una battaglia di garanzia che deve valere per tutti”.

“Esprimiamo una forte preoccupazione riguardo la loro vicenda processuale e umana – si legge nell’appello -. Non può infatti essere condivisibile, da chiunque, una applicazione di misure restrittive della libertà personale dal sapore così punitivo, che fortemente risente del clima esasperato creato da una campagna elettorale dai toni asprissimi. Lo stesso clima che ha causato nei giorni successivi ai fatti una campagna mediatica dura e superficiale. Per questi motivi è finalmente giunto il momento di riacquistare tutti un barlume di ragione, necessario per rendersi conto che a distanza di oltre tre mesi vi sono ancora ben 25 persone detenute. Questi provvedimenti giudiziari, oltre a limitare pesantemente il diritto costituzionale di manifestare, eludono l’altro principio cardine del nostro ordinamento secondo il quale ‘la responsabilità penale è personale”. “Infatti – prosegue l’appello – la lettura delle ordinanze emesse dal tribunale, che paiono far discendere la responsabilità penale dalla semplice presenza in piazza durante una manifestazione, al di là della attribuibiliità di singole condotte, appaiono forzate ed eccessivamente politiche”.

Secondo i genitori dei detenuti, “questa prolungata carcerazione, più che una necessità giuridica, appare come un monito e francamente ci auguriamo che non si tratti di una sanzione anticipatoria della pena. Venticinque persone – concludono – pagano un prezzo troppo alto. Per evitare ulteriori stravolgimenti in negativo dei diritti di libertà personale, chiediamo a tutti, nelle proprie differenze, di firmre questo appello che chiede la scarcerazione dei tanti e tante che ancora sono detenuti”.

repressione
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