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2.06.18 Lorenzo Fontana, il ministro della Famiglia ultracattolico che strizza l'occhio ai nazifascisti
31.05.18 Dai pestaggi ai blitz chirurgici: il vero volto di Casapound
3.05.18 Verona, dove comanda l’estrema destra
26.04.18 Gli antifascisti di domani
26.04.18 Fenomenologia dell'onda nera
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26.02.18 Roberto Fiore: “Magistrati di Palermo deviati come 40 anni fa”. Quando Falcone voleva interrogarlo per il caso Mattarella
14.02.18 Trasformisti, fascisti, impresentabili e ras delle clientele: ecco le liste al Sud di Matteo Salvini
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28.12.17 Fascisti su Facebook, a gestire i gruppi neri ci sono anche i poliziotti
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20.12.17 La Galassia Nera: i gruppi e le associazioni che ruotano attorno a Lealtà Azione
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 13.03.05
Genova 16 marzo: sentenza del processo agli antifascisti
·

sentenza a genova per gli antifa

by O.R.SO. Sunday, Mar. 13, 2005 at 9:55 AM mail:

Dopo quasi un anno dagli arresti preventivi che hanno colpito i quattro antifascisti di Milano, il 16 marzo il tribunale di Genova emetterà la sentenza.

Genova 16 marzo 2005: SENTENZA DEL PROCESSO AGLI ANTIFASCISTI

Il 16 marzo ricorre il secondo anniversario dell’assassinio di Dax, accoltellato da un gruppo di nazifascisti. In questo stesso giorno il tribunale di Genova emetterà la sentenza a carico degli antifascisti milanesi arrestati il 24 marzo scorso.

L’ordine di cattura si riferisce all’allontanamento di quattro neofascisti da un treno carico di manifestanti diretti a Genova per un corteo.
L’impianto accusatorio, che si regge esclusivamente sulle testimonianze delle così definite vittime, deforma il reale svolgimento dei fatti descrivendo scenari di linciaggio a fronte di qualche schiaffone e formulando capi d’imputazione gravi quali rapina pluriaggravata e violenza.
I due pubblici ministeri protagonisti di questa persecuzione giudiziaria sono Anna Canepa e Andrea Canciani, già inquisitori nel processo del G8 e il caso vuole che anche la corte che emetterà la sentenza di primo grado sia la medesima.

La detenzione preventiva ai danni degli imputati si è protratta per lunghi mesi, fatti di carcere, continui trasferimenti, arresti domiciliari, obblighi di firma e dimora.
A quasi un anno di distanza un compagno è tutt’ora sottoposto all’obbligo di firma e al rientro a casa alle 22:00 e due dei quattro sono già stati condannati con rito abbreviato a 1 anno 11 mesi e 10 giorni di reclusione.

Il 16 marzo saremo presenti in massa nell’aula del tribunale per aspettare la sentenza, pronti ad affrontarne l’esito. Forti della consapevolezza che ad essere sul banco degli imputati quel giorno non saranno solo i compagni arrestati, ma la nostra quotidiana lotta contro il fascismo, il razzismo per i diritti sociali.
Non a caso l’ordine di custodia cautelare risale al febbraio 2004 e segue di qualche settimana la pubblicazione di “Tuttoantifà”, una mappatura dei luoghi di ritrovo della destra intollerante e xenofoba. Un dossier, frutto di un lungo lavoro di monitoraggio e inchiesta, che rappresenta una tappa importante all’interno della progettualità politica che ci contraddistingue.
Non a caso le manette ai polsi dei compagni sono scattate proprio all’indomani dello sgombero di “casa Dax”, una casa occupata in occasione del corteo che si è svolto nel primo anniversario dell’omicidio.
Sulla base di un episodio pretestuoso è stata creata una montatura atta a criminalizzare e fermare una parte attiva del movimento milanese.

Contemporaneamente al consumarsi di questa odissea giudiziaria, si regista un intensificarsi delle provocazioni e degli attacchi nazifascisti. Ne sono l’esempio più eclatante i fatti dell’agosto 2004 quando in un agguato sei compagni furono feriti a coltellate, uno dei quali lasciato in fin di vita, o la più recente sequenza di attentati incendiari che ha colpito alcuni centri sociali di Milano Bergamo e Brescia.
L’azione repressiva dello Stato si somma alla recrudescenza delle azioni di matrice squadrista, inserendosi coerentemente nel clima generale di restringimento delle libertà, di peggioramento delle condizioni di vita e d’involuzione autoritaria delle forme di dominio e controllo.
Di fronte a questa morsa che si stringe, sia da parte di polizia e magistratura sia per mano della destra squadrista, è imprescindibile dare continuità alle pratiche di antifascismo e anticapitalismo.

Qualunque sarà il verdetto dei tribunali sabato 19 marzo saremo di nuovo in piazza per un corteo antirazzista che arriverà fino al Centro di Permanenza Temporanea di via Corelli, il carcere per migranti.

A fianco di tutte le donne e gli uomini privati della libertà.
Per ricordare Dax, a due anni dal suo assassinio.

Mercoledì 16 marzo ore 9:00 presso il tribunale di Genova sentenza del processo agli antifascisti.
(Partenza da Milano Centrale ore 7:00) ; dalle ore 18 via Brioschi presidio con musica, video, teatro, poesia

Sabato 19 marzo ore 14,30 piazzale Susa partenza del corteo antirazzista.

Antifascisti Milano/Genova
Tel. 3394455438
Per info: orso@ecn.org

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