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AGGRESSIONI RAZZISTE - CRIMINI DELL'ODIO
Aggressione omofoba a Pescara. Ragazzo gay assalito da un branco di sette persone
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- Polonia, botte e insulti al gay-pride di Bialystok
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manifestazioni MANIFESTAZIONI E INIZIATIVE ANTIFASCISTE
Vicenza, in 1.500 da tutto il Veneto per la manifestazione antifascista
- Roma, i partigiani contro il raduno al Circo Massimo degli ultras d'estrema destra: " Va vietato"
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- Roma cancella le strade dedicate ai fascisti: al loro posto le vittime dell'Olocausto
- Roma, Anpi denuncia Casapound e Forza Nuova: “Violenza e apologia di fascismo”
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- Pontedera: in centinaia scendono in piazza contro CasaPound
- Bari, stretta del sindaco su Casapound: “Quella sede va chiusa”
- Reggio Emilia Marcia Forza Nuova, approvato odg contro “ronde neofasciste”

ARCHIVIO COMPLETO

ARCHIVIO REGIONI

documentazione Documenti e Approfondimenti
24.06.20 Il "modello" Vicenza, dove neofascisti ed estremisti siedono al Palazzo
23.06.20 Toh, l'interesse dei neofascisti di CasaPound per la periferia era solo un bluff in favore di tv
22.06.20 Estrema destra, terrorismo nero (anche italiano) non è solo su Internet: ha armi, bombe, razzi e progetta attentati contro musulmani ed ebrei
17.06.20 Cosa si muove dietro l'alleanza nera tra neofascisti, ultras e no 5g
16.06.20 Il movimento Boogaloo (Usa)
8.06.20 Nel palazzo occupato da Casapound a via Napoleone III nessuno è indigente
4.06.20 George Floyd – Paramilitari, suprematisti bianchi pro-Trump e anarchici: la galassia di gruppi che infiltra la protesta negli Stati Uniti
29.04.20 Il virus nero - Servizio di Report
29.04.20 Chi è Roberto Fiore? Biografia, affari e storia politica del leader di Forza Nuova
29.04.20 Strage di Bologna: così i neofascisti avrebbero pianificato la fuga prima della bomba
24.03.20 Mafia, quattro condanne per l’uccisione dell’avvocato Fragalà
21.03.20 La singolare galassia de “Il Primato Nazionale”
5.03.20 Grecia. Il colonnello di Alba dorata a caccia di profughi: siamo patrioti
5.03.20 Roma, il dossier sugli episodi di neofascismo in VII municipio
5.03.20 Argentina, trova lista di 12mila nazisti tra le carte di una banca in disuso: dentro, il tesoro sottratto a milioni di ebrei
3.03.20 Hanau, se quei lupi solitari diventano un branco xenofobo internazionale
8.02.20 Latina, le collusioni mafiose di Lega e Fratelli d'Italia
23.01.20 Germania, rapporto della polizia: dal 1990 l’estrema destra è colpevole di 100 omicidi
18.01.20 Ma con chi ce l’ha Salvini quando critica “l’antisemitismo di certa destra tradizionalista”?
15.01.20 I buchi del 41 bis: il fascista Roberto Fiore fece incontrare il boss di camorra e il fratello
6.01.20 La persistenza della cultura fascista si manifesta nel comportamento della polizia
13.12.19 Tifo, i cori razzisti al pub dei tifosi del Verona: "Niente negri, lalalalalala-la…niente negri"
29.11.19 Neonazisti, una talpa nella polizia avvertì miss Hitler. “Gli sbirri ti osservano”. E scattò l’allerta
21.11.19 Sapevate che in Abruzzo esistevano 15 campi di concentramento? Torture e deportazioni
11.10.19 Quanto è diffuso il terrorismo nero in Europa

La mappa geografica delle aggressioni fasciste:
superato il milione di accessi"

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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 28.05.06
Verona: il questore vieta il corteo di Forza Nuova
·

Fonta L’Arena di Verona da Anarcotico

27 Maggio 2006

Verona, Il questore ordina il dietrofront al «corteo fascista»

Circa 400 militanti sono arrivati da tutta Italia per manifestare contro il governo. La sfilata, partita da San Zeno, avrebbe dovuto finire in piazzale Cadorna
La manifestazione di Forza Nuova bloccata dalla polizia a Castelvecchio: troppi slogan razzisti e saluti nazisti

Si ferma davanti a Castelvecchio la marcia di circa quattrocento militanti di Forza Nuova venuti da tutta Italia per manifestare contro il governo «democomunista» di Romano Prodi. Il corteo avrebbe dovuto concludersi in piazzale Cadorna con il comizio finale del leader nazionale del movimento della destra radicale, Roberto Fiore. Ma un cordone di polizia e carabinieri lo blocca prima che imbocchi corso Cavour. L’ordine, dicono ai manifestanti i dirigenti della squadra mobile, è arrivato direttamente dal questore Luigi Merolla: troppi saluti romani e troppi slogan inneggianti al fascismo e al Duce. Così non si può andare avanti.
La manifestazione parte alcuni minuti dopo le 17 da piazza San Zeno, dove i «camerati» vengono invitati ad acquistare, al prezzo di quattro euro l’una, la «nuova bandiera ufficiale» del movimento: un drappo nero con le lettere F ed N stampate in rosso e incrociate fra loro e cerchiate di bianco. Non passa inosservata la somiglianza con una svastica. «È un simbolo di piazza, di militanza», spiegano al gazebo in cui sono in distribuzione. Ma non mancano le tradizionali croci celtiche. Una ragazza con l’ombelico in bella vista porta il tricolore con fascio littorio dei repubblichini. Matteo Castagna, di Padania Cristiana, arriva con il suo stendardo: una bandiera bianca con il cuore rosso della Vandea. Al suo fianco Antonio Diano, del coordinamento San Pietro martire di Venezia, fa sventolare l’aquila asburgica. Un militante di Vicenza distribuisce inviti alla cerimonia in memoria dei caduti della Rsi.
Quasi tutte nere le camicie e le magliette indossate dai partecipanti. Su qualcuna è stampata una frase di Ezra Pound, autore cult dell’estrema destra: «Io non ho vita tranne quando cozzano le spade». Il profilo di Mussolini campeggia su altre.
In testa al corteo lo striscione della sezione veronese di Forza Nuova, subito dopo quello «Contro il governo Prodi». A marciare manifestanti venuti da tutto il Veneto, ma anche da Torino, Udine, Brescia, Rimini, Lodi. Yari Chiavenato, segretario provinciale del partito, si sgola invitando i militanti ad attenersi agli slogan distribuiti prima della partenza. Dieci parole d’ordine, stampate su un foglietto, che dovevano dare il la alla manifestazione. Dal classico «contro il comunismo la gioventù si scaglia, boia chi molla è il grido di battaglia» all’esplicito «contro l’islam terrorista non mi piego, son fascista». Ma ben presto l’entusiasmo del «camerati» ha il sopravvento. E così partono a raffica i cori inneggianti «duce, duce» accompagnati dal saluto romano, canti del Ventennio, del tipo «ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà», l’inno di Mameli seguito dal grido nazista di «sieg heil», sempre con corollario di braccia tese. Da qualche settore si reclama «Priebke libero», il boia delle Fosse Ardeatine, condannato all’ergastolo qualche anno fa.
Il corteo, intanto, arriva tra l’indifferenza dei pochi passanti fino alle Regaste per poi svoltare in via Castelvecchio. Dopo qualche decina di metri trova a sbarrare il cammino camionette e mezzi della polizia e dei carabinieri messi di traverso e un cordone di agenti e militari in assetto anti-guerriglia. A dirigerli ci sono il dirigente della squadra mobile Marco Odorisio e il maggiore Sergio Del Monte, del nucleo operativo dei carabinieri. Dalla questura era arrivato l’ordine di fermare la marcia. È il dirigente della questura Fernando Malfatti a trasmetterlo. Il tam tam percorre tutto il corteo e contro le forze dell’ordine partono slogan rabbiosi. Inutili le rimostranze di Chiavenato, del segretario veneto Paolo Caratossidis e dello stesso Fiore. Alla fine i dirigenti del movimento decidono di tenere i loro comizi davanti a Castelvecchio. Il primo ad arringare i presenti è Chiavenato: «Siamo spiriti liberi e nessuno può fermarci. Abbiamo un bellissimo motto: me ne frego e io me ne frego di questo Stato». Dopo di lui, Caratossidis esprime sconcerto per la decisione di fermare la «manifestazione pacifica e civile della destra radicale» e rivolgendosi ai poliziotti urla: «Sarà dura questa battaglia, signori con l’elmetto». Tocca a Fiore, che ricorda come il luogo evochi «il processo ai traditori del Gran Consiglio», concludere gli interventi. «Se avessi deciso di farlo, oggi avremmo sfondato», esclama. «Siamo pronti alla battaglia politica, ma se saremo aggrediti saremo pronti anche ad andare oltre». Ancora un attacco al «nuovo sistema social-comunista che vuol far diventare l’Italia terra di immigrazione distruggendo la nostra identità nazionale» e la manifestazione fa retromarcia. Ancora saluti romani, cori inneggianti a «manganello e bombe a man» per passare agli ululati di dileggio verso i camerieri di una pizzeria, colpevoli solo di non avere un aspetto «ariano».
Intorno alle 19 la manifestazione si disperde davanti alla basilica dedicata al santo africano, patrono della città. (e.s.)

L’Arena

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