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27.10.20 Sicilia: Galassia nera, ultrà e capipopolo: ecco chi soffia sul fuoco dell’ira
21.10.20 Il popolo no mask che nasconde l’ultradestra
19.09.20 Ultras Lazio, la sede di Diabolik sarà sgomberata, il cerchio sulla morte si stringe
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24.06.20 Il "modello" Vicenza, dove neofascisti ed estremisti siedono al Palazzo
23.06.20 Toh, l'interesse dei neofascisti di CasaPound per la periferia era solo un bluff in favore di tv
22.06.20 Estrema destra, terrorismo nero (anche italiano) non è solo su Internet: ha armi, bombe, razzi e progetta attentati contro musulmani ed ebrei
17.06.20 Cosa si muove dietro l'alleanza nera tra neofascisti, ultras e no 5g
16.06.20 Il movimento Boogaloo (Usa)
8.06.20 Nel palazzo occupato da Casapound a via Napoleone III nessuno è indigente
4.06.20 George Floyd – Paramilitari, suprematisti bianchi pro-Trump e anarchici: la galassia di gruppi che infiltra la protesta negli Stati Uniti
29.04.20 Il virus nero - Servizio di Report
29.04.20 Chi è Roberto Fiore? Biografia, affari e storia politica del leader di Forza Nuova
29.04.20 Strage di Bologna: così i neofascisti avrebbero pianificato la fuga prima della bomba
24.03.20 Mafia, quattro condanne per l’uccisione dell’avvocato Fragalà
21.03.20 La singolare galassia de “Il Primato Nazionale”
5.03.20 Grecia. Il colonnello di Alba dorata a caccia di profughi: siamo patrioti
5.03.20 Roma, il dossier sugli episodi di neofascismo in VII municipio
5.03.20 Argentina, trova lista di 12mila nazisti tra le carte di una banca in disuso: dentro, il tesoro sottratto a milioni di ebrei
3.03.20 Hanau, se quei lupi solitari diventano un branco xenofobo internazionale
8.02.20 Latina, le collusioni mafiose di Lega e Fratelli d'Italia
23.01.20 Germania, rapporto della polizia: dal 1990 l’estrema destra è colpevole di 100 omicidi
18.01.20 Ma con chi ce l’ha Salvini quando critica “l’antisemitismo di certa destra tradizionalista”?
15.01.20 I buchi del 41 bis: il fascista Roberto Fiore fece incontrare il boss di camorra e il fratello

La mappa geografica delle aggressioni fasciste:
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 11.10.20
La storia infinita del processo ai capi di CasaPound per l’irruzione alla sede Rai: 12 anni dopo è ancora in udienza preliminare
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Dopo una serie di stop, con il fascicolo che è rimasto fermo per anni, adesso bisognerà attendere fino al prossimo 4 febbraio 2021 per capire se i dodici appartenenti di CasaPound (compreso l'editore del libro intervista a Matteo Salvini), accusati di violenza o minaccia a incaricato di pubblico ufficiale, devono essere processati per l'irruzione nella sede Rai di via Teulada, avvenuta tra il 3 e 4 novembre 2008, per interrompere la messa in onda del programma televisivo Chi l’ha visto?. Il procedimento infatti è tornato sul tavolo del gup dopo un vizio di forma: si prescrive nel 2026

11 Ottobre 2020

C’è voluto un articolo de Il Fatto Quotidiano per ricordare alla giustizia italiana dell’esistenza di un vecchio fascicolo d’inchiesta, ormai quasi dimenticato nei cassetti del tribunale di piazzale Clodio, che attendeva da sette anni che qualcuno decidesse di fissare un’udienza. Adesso però, bisognerà aspettare ancora quattro mesi, fino al prossimo 4 febbraio 2021 per capire se i dodici appartenenti di Casa Pound, accusati di violenza o minaccia a incaricato di pubblico ufficiale, devono essere processati per l’irruzione nella sede Rai di via Teulada, avvenuta tra il 3 e 4 novembre 2008, per interrompere la messa in onda del programma televisivo Chi l’ha visto?, condotto da Federica Sciarelli. Parliamo dell’editore Francesco Polacchi, titolare della casa editrice Altaforte e del marchio di abbigliamento Pivert, che l’anno scorso pubblicò il libro-intervista a Matteo Salvini. Sotto inchiesta finirono anche il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone, il segretario nazionale Simone Di Stefano, il vicepresidente Andrea Antonini, ma anche Mauro Antonini, Alberto Palladino, Marco Casasanta, Noah Mancini, Alessio Bernardini, Nicola Follo, Carlomanno Adinolfi e Antonio D’Errico.

L’aggressione alla Rai – Inizia tutto il 29 ottobre 2008, quando a Piazza Navona, gli studenti protestano contro la riforma dall’allora ministro all’istruzione Mariastella Gelmini. La manifestazione inizialmente pacifica, degenera fino a sfociare in un vero e proprio scontro. Alcuni giovani della destra romana con calci e pugni picchiano i partecipanti del corteo. Qualche giorno dopo, il 3 novembre, le immagini sono trasmesse dalla Sciarelli, in cui si vedono i volti di alcuni dei picchiatori. In quella notte, un gruppo di venticinque persone (secondo la procura c’erano anche Iannone, Polacchi, Di Stefano e Antonini), coperti da passamontagna, sciarpe e caschi, salta i tornelli dell’ingresso della tv di Stato. L’incursione dura pochi minuti. Le telecamere di sorveglianza riprendono tutto. I due vigilantes in servizio quella sera spiegheranno alle autorità che il gruppo cercava il programma “Chi l’ha Visto?”. Ma dopo essere arrivati nell’atrio, gli incursori hanno sfogato la loro rabbia contro la targa Rai, imbrattandola con degli ortaggi. Poi fuggono.

Una storia giudiziaria lunga 12 anni – La Rai sporge denuncia, e l’inchiesta è affidata al pm Pietro Saviotti che a novembre 2010 chiede il rinvio a giudizio per dodici persone. Secondo l’accusa, Polacchi e gli altri militanti di Casa Pound “minacciavano i giornalisti, redattori e registi del programma televisivo Chi l’ha visto?, incaricati di pubblico servizio per impedire l’assolvimento delle attività di informazione (…) in relazione e a seguito della trasmissione del 3 novembre (…) in cui potevano essere riconosciuti alcuni dei partecipi”. A marzo 2011 si celebra l’udienza preliminare, ma il gup decide che bisogna passare per citazione diretta, davanti al giudice monocratico. Il pm Saviotti scompare prematuramente, e il fascicolo resta fermo. Solo dopo i solleciti dell’avvocato della Rai Marcello Melandri, e l’articolo de Il Fatto Quotidiano, il presidente del Tribunale di Roma Francesco Monastero fissa l’udienza a fine 2019. Si celebrano quattro udienze davanti al giudice monocratico Sandro Di Lorenzo, in cui la pm Santina Lionetti interroga diversi testi. A gennaio di quest’anno un nuovo stop: il giudice Di Lorenzo va in pensione, in una occasione è sostituito dal giudice onorario Mauro Barbanti. Si riprende il 10 febbraio, con un nuovo giudice, la dottoressa Elvira Tamburelli, ma i difensori degli imputati le fanno presente che c’è un vizio di forma, non si sarebbe dovuto procedere “con la citazione diretta”. La Tamburelli “ritiene fondata” la richiesta, sancendo la “nullità dei decreti di giudizio”. “Serviva il filtro dell’udienza preliminare”, spiega in aula la giudice. Gli atti tornano alla pm Lionetti, che riformula una nuova richiesta di rinvio a giudizio. Così si arriva all’udienza dell’8 ottobre, davanti al giudice Simona Calegari, alla quale i difensori degli imputati hanno presentano la richiesta di procedere con il rito abbreviato. Tutto è rimandato al prossimo 4 febbraio 2021. La prescrizione è stimata in 15 anni, più un quarto della pena in caso di interruzione. Il tempo massimo dovrebbe essere il 2026, ma mancano solo sei anni e ancora non è stato concluso neanche il primo grado.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/11/la-storia-infinita-del-processo-ai-capi-di-casapound-per-lirruzione-alla-sede-rai-12-anni-dopo-e-ancora-in-udienza-preliminare/5961542/

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