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AGGRESSIONI RAZZISTE - CRIMINI DELL'ODIO
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- Firenze, studente di 26 anni preso a calci e pugni perché gay
- Anzio, due ragazzi aggrediscono migrante a bastonate
- Vercelli, vicepresidente del Consiglio comunale contro gay e lesbiche: "Ammazzateli tutti"
- Polonia, botte e insulti al gay-pride di Bialystok
- Foggia, sassaiola contro gli immigrati che andavano al lavoro: due feriti
- Bologna, aggressione omofoba davanti alla discoteca: partono schiaffi e pugni
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- Torre Maura, ancora tensioni: bomba carta e saluti romani mentre vengono trasferiti i primi rom
- Vicenza, vede un immigrato e lo accoltella alla pancia. Arriva la polizia: picchia anche gli agenti

manifestazioni MANIFESTAZIONI E INIZIATIVE ANTIFASCISTE
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ARCHIVIO REGIONI

documentazione Documenti e Approfondimenti
29.04.20 Il virus nero - Servizio di Report
29.04.20 Chi è Roberto Fiore? Biografia, affari e storia politica del leader di Forza Nuova
29.04.20 Strage di Bologna: così i neofascisti avrebbero pianificato la fuga prima della bomba
24.03.20 Mafia, quattro condanne per l’uccisione dell’avvocato Fragalà
21.03.20 La singolare galassia de “Il Primato Nazionale”
5.03.20 Grecia. Il colonnello di Alba dorata a caccia di profughi: siamo patrioti
5.03.20 Roma, il dossier sugli episodi di neofascismo in VII municipio
5.03.20 Argentina, trova lista di 12mila nazisti tra le carte di una banca in disuso: dentro, il tesoro sottratto a milioni di ebrei
3.03.20 Hanau, se quei lupi solitari diventano un branco xenofobo internazionale
8.02.20 Latina, le collusioni mafiose di Lega e Fratelli d'Italia
23.01.20 Germania, rapporto della polizia: dal 1990 l’estrema destra è colpevole di 100 omicidi
18.01.20 Ma con chi ce l’ha Salvini quando critica “l’antisemitismo di certa destra tradizionalista”?
15.01.20 I buchi del 41 bis: il fascista Roberto Fiore fece incontrare il boss di camorra e il fratello
6.01.20 La persistenza della cultura fascista si manifesta nel comportamento della polizia
13.12.19 Tifo, i cori razzisti al pub dei tifosi del Verona: "Niente negri, lalalalalala-la…niente negri"
29.11.19 Neonazisti, una talpa nella polizia avvertì miss Hitler. “Gli sbirri ti osservano”. E scattò l’allerta
21.11.19 Sapevate che in Abruzzo esistevano 15 campi di concentramento? Torture e deportazioni
11.10.19 Quanto è diffuso il terrorismo nero in Europa
9.10.19 Dove si radunano i neofascisti tra social network e dark web
18.09.19 Repubblica: “I Signori della Curva spa tra manganelli e Cosa nostra. Viaggio all’interno delle curve italiane”
22.08.19 Diabolik, Roma sud blindata per i funerali. Saluti romani all’arrivo della bara nera.
20.08.19 Fascismo del vecchio e nuovo millennio: viaggio “nel cuore nero” di Brescia
20.08.19 Sì, il problema di Roma è (anche) Casapound
9.08.19 Omicidio Diabolik, ex leader Irriducibili: "Nostre strade divise da tempo" - doppio filo, tra gli Irriducibili e Forza Nuova
9.08.19 L’Italia nera

La mappa geografica delle aggressioni fasciste:
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 2.11.19
Strage di Bologna La rete di spioni e neofascisti nell’agenda di Amos Spiazzi
·
L’appunto due giorni dopo la strage. L’ipotesi delle parti civili: fecero una riunione

È il 4 agosto 1980. Sono passati solo due giorni dalla strage di Bologna. A Verona il colonnello Amos Spiazzi, che aveva alle spalle sei anni di carcerazione preventiva per il golpe Borghese, da cui poi fu assolto, annota sulla sua agenda una lista di nomi: «Malesani, Pecchioli, Pedrazzini, Pozza, Sartori, Terrabuio, Treviso ON, Zorzi, Stimamiglio». In una memoria gli avvocati di parte civile nel processo in corso a Gilberto Cavallini per concorso nella strage del 2 Agosto, Andrea Speranzoni, Roberto Nasci, Antonella Micele, Alessandro Forti e Andrea Cecchieri, spiegano perché quella lista di spioni, fascisti, criminali, potrebbe avere un significato oscuro.

Da Pecchioli (il falsario) in poi

A partire da Giancarlo Pecchioli, falsario e contrabbandiere che, si evince da un provvedimento del giudice istruttore di Firenze dell’89, era inserito in una rete di traffici insieme a Walter Beneforti, nominativo emerso dalle indagini sulla struttura segreta «Anello», a Stefano Menicacci, storico difensore di Stefano Delle Chiaie. Menicacci, ex deputato Msi, per i giudici aiutò, insieme al collega di partito Franco Mariani, Paolo Bellini, la primula nera in quegli anni latitante con la falsa identità del brasiliano Roberto da Silva. Bellini è l’uomo su cui la Procura generale di Bologna sta indagando nel fascicolo sui mandanti della bomba alla stazione, grazie al ritrovamento, dopo 40 anni, del fotogramma di un filmino che lo riprenderebbe negli attimi precedenti all’esplosione.

Il legame con la «spia» Rocchi

Ma quel nome, «Pecchioli», sempre nelle carte dei giudici di Firenze, sarebbe collegato a doppio filo a un altro personaggio molto controverso: Carlo Rocchi, ex agente della Cia in Italia, spia infiltrata in missione anticomunista, in collegamento con i servizi segreti a Milano e presente in numerose vicende giudiziarie sull’eversione nera. Basti citare l’attività di controllo clandestina delle indagini della Procura milanese sulle stragi di Brescia e di piazza Fontana, che fece negli anni ’90 per conto degli americani. «La vicenda di cui è stato protagonista — scrive di lui il giudice Guido Salvini — costituisce un piccolo tassello di quella che è stata definita la “sovranità limitata” in cui ha in parte vissuto il nostro Paese».

La tesi della «regia americana»

Anche Spiazzi ha sempre sostenuto la tesi di una regia americana dietro la strategia della tensione. In quella pagina della sua agenda compaiono poi i nomi degli ordinovisti Sartori (Francesco Arturo), Stimamiglio (Giampaolo), padovano e super testimone nel processo per la strage di Brescia, Zorzi (Delfo), vicentino, indicato da molti ex camerati come l’esecutore materiale delle stragi di piazza della Loggia e piazza Fontana, ma poi sempre assolto dopo tortuosi procedimenti giudiziari. Poi c’è quel «Treviso On», «il 4 agosto per Ordine nuovo a Treviso poteva esserci solo Gilberto Cavallini, visto che Roberto Raho era già all’estero» sostengono i legali di parte civile che sono convinti quel giorno si sia tenuta una riunione.

Agenda agli atti

Un’ipotesi azzardata, certo, che però chiuderebbe il cerchio. Intanto la pagina dell’agenda è stata acquisita agli atti del processo davanti alla Corte d’Assise che tra poche settimane, dopo la discussione e dunque requisitoria dei pm e arringhe dei difensori dell’ex Nar e delle parti civili, entrerà in camera di consiglio per decidere se Cavallini sia o meno colpevole di concorso nella strage di Bologna. Solo poche settimane dopo quel 4 agosto, Spiazzi rilascerà al settimanale L’Espresso l’intervista in cui, rivelando il nome di un informatore dei servizi detto «Ciccio», secondo l’accusa avrebbe condannato a morte Francesco Mangiameli, detto appunto Ciccio, leader di terza Posizione freddato dai Nar proprio per quello che sapeva sul 2 Agosto del 1980.


https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/19_novembre_02/rete-spioni-neofascisti-nell-agenda-amos-spiazzi-18e02474-fccc-11e9-8352-6e4afafec3fa.shtml?fbclid=IwAR2-Ndxo_ObBFIG3YYE-J1qSRFcwnzuMPrAPLMZj34X3G0yvn5Id2om_GMw

stragismo
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