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Il Progetto

AGGRESSIONI RAZZISTE - CRIMINI DELL'ODIO
Potenza, aggredita in strada perché lesbica: «Le persone come te devono morire»
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- Firenze, studente di 26 anni preso a calci e pugni perché gay
- Anzio, due ragazzi aggrediscono migrante a bastonate
- Vercelli, vicepresidente del Consiglio comunale contro gay e lesbiche: "Ammazzateli tutti"
- Polonia, botte e insulti al gay-pride di Bialystok
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manifestazioni MANIFESTAZIONI E INIZIATIVE ANTIFASCISTE
L'occupazione di Forza Nuova in via Taranto diventa lo Skull pub, scatta la protesta: "Sgombero immediato"
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- Libro sulle "atrocità partigiane", l'Anpi di Reggio Emilia contrattacca: presidio e minacce di denuncia

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ARCHIVIO REGIONI

documentazione Documenti e Approfondimenti
23.01.20 Germania, rapporto della polizia: dal 1990 l’estrema destra è colpevole di 100 omicidi
18.01.20 Ma con chi ce l’ha Salvini quando critica “l’antisemitismo di certa destra tradizionalista”?
15.01.20 I buchi del 41 bis: il fascista Roberto Fiore fece incontrare il boss di camorra e il fratello
6.01.20 La persistenza della cultura fascista si manifesta nel comportamento della polizia
13.12.19 Tifo, i cori razzisti al pub dei tifosi del Verona: "Niente negri, lalalalalala-la…niente negri"
29.11.19 Neonazisti, una talpa nella polizia avvertì miss Hitler. “Gli sbirri ti osservano”. E scattò l’allerta
21.11.19 Sapevate che in Abruzzo esistevano 15 campi di concentramento? Torture e deportazioni
11.10.19 Quanto è diffuso il terrorismo nero in Europa
9.10.19 Dove si radunano i neofascisti tra social network e dark web
18.09.19 Repubblica: “I Signori della Curva spa tra manganelli e Cosa nostra. Viaggio all’interno delle curve italiane”
22.08.19 Diabolik, Roma sud blindata per i funerali. Saluti romani all’arrivo della bara nera.
20.08.19 Fascismo del vecchio e nuovo millennio: viaggio “nel cuore nero” di Brescia
20.08.19 Sì, il problema di Roma è (anche) Casapound
9.08.19 Omicidio Diabolik, ex leader Irriducibili: "Nostre strade divise da tempo" - doppio filo, tra gli Irriducibili e Forza Nuova
9.08.19 L’Italia nera
18.06.19 L’aggressione fascista ai ragazzi del Cinema America. E tutte le altre
14.06.19 Le scatole cinesi di CasaPound (Dossier ANPI)
10.05.19 Chi ha autorizzato la manifestazione di CasaPound a Casal Bruciato?
6.05.19 Chi è Francesco Polacchi, responsabile della casa editrice Altaforte
31.03.19 Forza Nuova e i legami con i pro vita del congresso di Verona
18.02.19 Svastica e malavita a Roma: ecco l'inchiesta che ha portato all'aggressione fascista
17.02.19 Neofascismo, cacciatori di fake news a Savona: "Quell'eccidio fantasma del monte Manfrei"
3.02.19 Nazi, ultras e tanta ‘ndrangheta.
20.01.19 Polonia Il delitto Adamowicz e il sottobosco di estrema destra
13.01.19 La sede dei fascisti di Avanguardia Nazionale è in uno stabile del Comune di Roma

La mappa geografica delle aggressioni fasciste:
superato il milione di accessi"

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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 2.11.19
Strage di Bologna La rete di spioni e neofascisti nell’agenda di Amos Spiazzi
·
L’appunto due giorni dopo la strage. L’ipotesi delle parti civili: fecero una riunione

È il 4 agosto 1980. Sono passati solo due giorni dalla strage di Bologna. A Verona il colonnello Amos Spiazzi, che aveva alle spalle sei anni di carcerazione preventiva per il golpe Borghese, da cui poi fu assolto, annota sulla sua agenda una lista di nomi: «Malesani, Pecchioli, Pedrazzini, Pozza, Sartori, Terrabuio, Treviso ON, Zorzi, Stimamiglio». In una memoria gli avvocati di parte civile nel processo in corso a Gilberto Cavallini per concorso nella strage del 2 Agosto, Andrea Speranzoni, Roberto Nasci, Antonella Micele, Alessandro Forti e Andrea Cecchieri, spiegano perché quella lista di spioni, fascisti, criminali, potrebbe avere un significato oscuro.

Da Pecchioli (il falsario) in poi

A partire da Giancarlo Pecchioli, falsario e contrabbandiere che, si evince da un provvedimento del giudice istruttore di Firenze dell’89, era inserito in una rete di traffici insieme a Walter Beneforti, nominativo emerso dalle indagini sulla struttura segreta «Anello», a Stefano Menicacci, storico difensore di Stefano Delle Chiaie. Menicacci, ex deputato Msi, per i giudici aiutò, insieme al collega di partito Franco Mariani, Paolo Bellini, la primula nera in quegli anni latitante con la falsa identità del brasiliano Roberto da Silva. Bellini è l’uomo su cui la Procura generale di Bologna sta indagando nel fascicolo sui mandanti della bomba alla stazione, grazie al ritrovamento, dopo 40 anni, del fotogramma di un filmino che lo riprenderebbe negli attimi precedenti all’esplosione.

Il legame con la «spia» Rocchi

Ma quel nome, «Pecchioli», sempre nelle carte dei giudici di Firenze, sarebbe collegato a doppio filo a un altro personaggio molto controverso: Carlo Rocchi, ex agente della Cia in Italia, spia infiltrata in missione anticomunista, in collegamento con i servizi segreti a Milano e presente in numerose vicende giudiziarie sull’eversione nera. Basti citare l’attività di controllo clandestina delle indagini della Procura milanese sulle stragi di Brescia e di piazza Fontana, che fece negli anni ’90 per conto degli americani. «La vicenda di cui è stato protagonista — scrive di lui il giudice Guido Salvini — costituisce un piccolo tassello di quella che è stata definita la “sovranità limitata” in cui ha in parte vissuto il nostro Paese».

La tesi della «regia americana»

Anche Spiazzi ha sempre sostenuto la tesi di una regia americana dietro la strategia della tensione. In quella pagina della sua agenda compaiono poi i nomi degli ordinovisti Sartori (Francesco Arturo), Stimamiglio (Giampaolo), padovano e super testimone nel processo per la strage di Brescia, Zorzi (Delfo), vicentino, indicato da molti ex camerati come l’esecutore materiale delle stragi di piazza della Loggia e piazza Fontana, ma poi sempre assolto dopo tortuosi procedimenti giudiziari. Poi c’è quel «Treviso On», «il 4 agosto per Ordine nuovo a Treviso poteva esserci solo Gilberto Cavallini, visto che Roberto Raho era già all’estero» sostengono i legali di parte civile che sono convinti quel giorno si sia tenuta una riunione.

Agenda agli atti

Un’ipotesi azzardata, certo, che però chiuderebbe il cerchio. Intanto la pagina dell’agenda è stata acquisita agli atti del processo davanti alla Corte d’Assise che tra poche settimane, dopo la discussione e dunque requisitoria dei pm e arringhe dei difensori dell’ex Nar e delle parti civili, entrerà in camera di consiglio per decidere se Cavallini sia o meno colpevole di concorso nella strage di Bologna. Solo poche settimane dopo quel 4 agosto, Spiazzi rilascerà al settimanale L’Espresso l’intervista in cui, rivelando il nome di un informatore dei servizi detto «Ciccio», secondo l’accusa avrebbe condannato a morte Francesco Mangiameli, detto appunto Ciccio, leader di terza Posizione freddato dai Nar proprio per quello che sapeva sul 2 Agosto del 1980.


https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/19_novembre_02/rete-spioni-neofascisti-nell-agenda-amos-spiazzi-18e02474-fccc-11e9-8352-6e4afafec3fa.shtml?fbclid=IwAR2-Ndxo_ObBFIG3YYE-J1qSRFcwnzuMPrAPLMZj34X3G0yvn5Id2om_GMw

stragismo
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