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14.02.18 Trasformisti, fascisti, impresentabili e ras delle clientele: ecco le liste al Sud di Matteo Salvini
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 26.02.18
A Treviso piazze e sale pubbliche vietate all’estrema destra
·
26 febbraio 2018

Treviso. Manildo: «Clima politico pesante, farò una delibera contro i comizi dei fascisti» E critica Salvini: «Brandisce il rosario? Campagna elettorale di livello tristissimo»

TREVISO. Un duro attacco a Matteo Salvini, che nel comizio elettorale di sabato a Milano, in piazza Duomo, «ha brandito Vangeli e rosario strumentalizzandoli». E una imminente delibera da portare prima in giunta poi in consiglio comunale a marzo «per ribadire e sancire l’antifascismo del Comune di Treviso».

Una delibera che, di fatto, vieterà gli spazi pubblici - sale ma anche piazze - all’estrema destra, o comunque a chi, chiedendo uno spazio pubblico per incontri o comizi, non dichiarerà di «non professare e non fare propaganda di ideologie neofasciste neonaziste, razziste, in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa, finalizzate alla ricostituzione del partito fascista».

Il sindaco di Treviso Giovanni Manildo risponde così a quello che definisce «un clima elettorale sempre più pesante e preoccupante», tra rigurgiti neofascisti e scontri di piazza. Ma non accetta nemmeno che leader politici esibiscano impropriamente le Sacre scritture ai comizi. Come, appunto, il leader della Lega Matteo Salvini, che fa dire a Manildo: «Tutto è show e lo show è tutto. La religione brandita, esibita, come direbbe Manzoni, persino strumentalizzata. Questa campagna elettorale», sottolinea Manildo, «sta toccando livelli tristissimi. Stiamo perdendo collettivamente il valore delle cose, tutto relativo, strumentalizzabile, utilizzabile».

E ancora, sul suo profilo Facebook: «Lo so, Facebook non dovrebbe essere utilizzato per scrivere pensieri più complessi di poche righe, ma non ci riesco. L’esibizione di sabato di Salvini mi ha infastidito da cattolico per l’uso di simboli religiosi, da cittadino per la pericolosa perdita dei lumi della ragione. Non uso a caso il termine lumi. Abbiamo avuto come comunità occidentale l’Illuminismo, la laicità dello stato è un valore. Anche per i cattolici . È il diritto, dal punto di vista dello Stato, il terreno di dialogo tra diverse religioni. Questa è la sfida, un diritto che valga per tutti: l’impossibilità di opporre al rispetto del diritto le credenze religiose. La partita dal punto di vista civile si gioca su un altro piano. Il rispetto del diritto come tutela dei più deboli, di tutti, come regolamentazione necessaria della vita civile. Non torniamo indietro, è pericoloso».

Un Manildo contrariato, e come lui non solo l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che ha subito criticato l’esibizione del rosario al comizio in piazza Duomo, ma anche la chiesa trevigiana, che non ha affatto gradito. E pure molti nel centrodestra trevigiano sono imbarazzati per l’uscita del segretario federale del Carroccio, anche se per motivi elettorali, vista la scadenza del 4 marzo, preferiscono trincerarsi dietro un diplomatico no-comment.

Manildo però è preoccupato soprattutto per il crescente clima di scontro di piazza, che registra rigurgiti neofascisti. Da qui la decisione di Manildo «di ribadire, come città medaglia d’oro della Resistenza, che siamo antifascisti e che l’apologia del fascismo è comunque un reato. Esiste già questo reato, che va contro la nostra Costituzione, ma di recente qualcuno sembra esserselo dimenticato. Bene, con la delibera che porteremo già a marzo in consiglio comunale, che sta preparando il presidente del consiglio Franco Rosi, ribadiamo il concetto. E quindi chi non dichiarerò di essere antifascista, non potrà utilizzare luoghi e spazi pubblici del Comune di Treviso».

http://m.tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2018/02/26/news/a-treviso-piazze-e-sale-pubbliche-vietate-all-estrema-destra-1.16525964

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