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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 2.02.18
Napoli: Casapound candida i violenti a processo: 'Portate mazze e bombe, lo dice Iannone'
·
Emmanuela Florino e Giuseppe Savuto, esponenti neofascisti che oggi corrono in Campania, sono accusati di associazione sovversiva. Dalle intercettazioni emerge come organizzavano le azioni di guerriglia: «Napoli deve avere caschi, bombe a mano, picconi». Ma nonostante gli arresti, non sono mai stati allontanati. Anzi

01 febbraio 2018

C’era un doppio livello, come avveniva negli anni ‘70. Una stratificazione della militanza, con un’ala occulta definita dai magistrati “militare”, pronta ad organizzare veri e propri agguati, a gestire la piazza con esplosivi, molotov, coltelli, spranghe, mazze da piccone. Casapound Napoli, era il gennaio del 2013, mostrava un volto molto diverso rispetto a quello promosso dal segretario nazionale Simone Di Stefano in tour elettorale. Una vera e propria associazione sovversiva, accusa che portò a 10 arresti, con una trentina di indagati, dopo due anni di indagini dei carabinieri del Ros. Il processo pende ora davanti alla corte di Assise napoletana, dopo un primo avallo del pesante capo di imputazione da parte della Cassazione che – in sede di ricorso della Dda dopo il riesame – ha confermato l’ipotesi dell’accusa.

Tutto è cambiato da allora? Casapound non rinnega quella storia, anzi. I due principali esponenti che concorrono per la Camera dei Deputati nel collegio napoletano – sia nel listino del proporzionale che nell’uninominale – sono Emmanuela Florino, che all’epoca dell’inchiesta finì ai domiciliari, e Giuseppe Savuto, ritenuto nel 2013 dai magistrati uno dei capi dell’ala militare di Casapound. Anche dopo gli arresti e la discovery che mostrò il volto violento dell’organizzazione i due non sono mai stati allontanati. Anzi. Oggi sono ai vertici del movimento a Napoli, leader indiscussi.

“Mazze e bombe, lo ha detto Iannone”
Le indagini iniziarono nel 2009, epoca caldissima a Napoli, con continui scontri tra Casapound e gruppi di sinistra, soprattutto all’interno dell’Università. La “frangia militare” - così definita dal Gip nell’ordinanza del 2013 – era cresciuta in quel contesto. Le modalità operative diventano chiare, per gli investigatori, nel novembre del 2011, quando Casapound decide di organizzare una manifestazione nazionale a Napoli: “L’iniziativa a contenuto ideologico – scrive il Gip - viene corredata dall’organizzazione della violenza. Alla apparente natura pacifica, si contrappone la reale disposizione alla violenza. (…) Non si tratta di un’unica faccia, a quella apparentemente pacifica si affianca quella sotterranea e violenta”. L’organizzazione di quel corteo avviene, tra l’altro, in stretto coordinamento con il leader nazionale Gianluca Iannone, che darà indicazioni precise. Le intercettazioni del Ros all’interno della sede storica dell’estrema destra napoletana, il “Berta”, registrazione, tra l’altro, le istruzioni per preparare ordigni micidiali:

Giuseppe Savuto: dobbiamo lanciare un cofano di COBRA (petardi di grosse dimensioni) …perché se tu lanci e iniziano a lanciare loro la roba, comunque sei tu che parti ...inc... e tu devi rispondere con un COBRA solamente non te ne fottere, che poi la DIGOS è difficile che ti portano perché dentro mille persone, uno da dietro a tutto prende e lancia COBRA in grosse quantità
Senatore Giovanni: io li metterei dentro le bottiglie i COBRA...
Giuseppe Savuto: dentro le bottiglie? e poi come fai ad appicciare? (...)
Senatore Giovanni: …però se la riempi d’alcol possiamo legare pure la torcia
Giuseppe Savuto: ma che cazzo vuoi combinare? Vuoi fare il mostro proprio?
Senatore Giovanni: è una molotov con la torcia… bello e buono perché poi con la torcia non si scansano più di tanto
Angelo Todaro: invece poi vedono la bottiglia che si avvicina e non hanno più tempo
Senatore Giovanni: se vedono la fiamma loro sono convinti che è una torcia dentro lo scuro (…) quando si schiatta a terra poi [fa il verso dell’esplosione]

Anche l’attuale capolista di Casapound in Campania Emmanuela Florino - figlia di un ex senatore An - partecipava attivamente alla preparazione delle azioni di guerriglia. In quella riunione, registrata dalle microspie, spiegava come dovevano prepararsi i militanti secondo le indicazioni arrivate da Roma:

Emmanuela Florino: Sappiate che cioè proprio da Roma Manolo ha detto che proprio da Napoli, a Toni Mollo lo ha detto, che a Napoli ci deve essere la camionetta piena di caschi, perché se qua qualcuno gli viene sottratto il casco da una perquisizione ecc. Napoli deve avere caschi, mazze, Napoli deve avere bombe a mano (…) E.. i manici dei picconi, cioè... cioè... queste mazze qua non si possono guardare Peppe, e poi sono poche.
Giuseppe Savuto: No ma non sono queste qua, lascia stare.
Emmanuela Florino: I manici di piccone noi li dobbiamo comprare, hanno detto andate... non so dove... in questi posti dove vendono proprio i manici di picconi, e comperateli (…) A me hanno detto che dobbiamo ne comprare tanti, perché ha detto poi non è detto che vi servono tutte quante a voi a Napoli, ha detto, le rivendiamo alle varie sezioni politiche, per l’Italia capito?

Per il Gip quelle indicazioni arrivavano direttamente da Gianluca Iannone: “Dunque Florino si fa portavoce delle richieste romane, provenienti da Iannone: sanpietrini (poi verranno sostituiti dai calcinacci — che si infrangono a terra e non possono essere rilanciati dagli avversari - come chiedeva Coppola), caschi (anche da rubare in caso di numero insufficiente) e mazze, manici di piccone da acquistare, che servono per tutti i partecipanti, compresi quanti sarebbero giunti alla manifestazione da Roma, da dove non potevano muoversi con questo armamentario”.

I contatti con gli anziani: “Così facevamo gli agguati”
C’è una sorta di testimone che sembar passare dalla vecchia generazione dell’eversione nera degli anni ‘70 ai giovani militanti di Casapound. Un link che diventa evidente a Roma, ma che anche a Napoli appare come un’ombra scura. Tra le intercettazioni appare una conversazione tra un militante di Casapound e un esponente storico della destra campana, quella generazione che negli ‘80 militava nelle sigle dell’estremismo neofascista, Massimo M. (ritenuto estraneo all’organizzazione dal Gip).

Esponente di Casapound: e come dobbiamo fare?
M.: blitz blitz..esecuzione esemplare...
Esponente di Casapound: eh?
M:. esecuzioni esemplari...cioè te li devi andare a prendere a due o tre alla volta… Hai capito?
Esponente di Casapound: noi lo abbiamo fatto
M:. lo sai dove stanno… pigli… senza parlare proprio a dire siamo Casapound...PUUU PUUM PUMMMPT...da sopra un motorino e te ne vai...chi è stato?… e che ne so... noi l'abbiamo fatto..hai capito?… come facemmo noi...
Esponente di Casapound: noi abbiamo fatto le nottate sotto le case di questa gente... a uno gli abbiamo incendiato la macchina... una notte arrivammo sotto la casa e lo abbiamo abbuffato di mazzate
M:. no ma io non voglio incitarvi alla violenza... per carità.. però è la rabbia (...)
Esponente di Casapound: noi vogliamo fare politica
M.: noi non facevamo politica....noi facevamo solo violenza...non facevamo politica… perché se vogliamo non la sapevamo manco fare...
Esponente di Casapound: è la verità...o fai la politica con tutti gli errori che possono venire o decidi di impugnare un’arma e allora fai il terrorista… però poi…

Quel filo mai interrotto tra le organizzazioni degli anni di piombo e il neofascismo del terzo millennio ha un ruolo molto forte nella capitale. Roma – raccontano le intercettazioni – è il luogo chiave, una sorta di grande camera di compensazione dell’estrema destra. Con i suoi luoghi simbolo, a partire dalla sede storica di Acca Larentia.
E’ il 4 luglio 2011. Enrico Tarantino – ritenuto dai magistrati a capo della struttura militare occulta di Casapound di Napoli, poi uscito dall’organizzazione pochi mesi prima degli arresti del 2013 – parla con tale Alexander, neofascista campano che si è trasferito a Roma: “Ci stanno parecchi camerati da queste parti, per cui mi trovo, ambiente mio insomma. Mo’ sto collaborando anche con il tuo capo.. .. (nota del Gip: il riferimento è a Iannone , capo di Casapound nazionale)”, esordisce.

Enrico Tarantino: ah si?
Alexander: Aspe’...stiamo facendo delle riunioni ad Acca Larentia ogni settimana... stiamo
organizzando una cosa carina...ma penso che lo sai per luglio… Stiamo organizzando per fine luglio tipo i campi hobbit (…)
Enrico: ma chi ci stanno alle riunioni?
Alexander: tutti… ma proprio tutti… cioè i rappresentanti… l’altra volta è venuto Iannone… poi è venuto il rappresentante di forza Nuova… proprio tutti (…) praticamente uno, due rappresentanti per ogni gruppo parlamentare o extraparlamentare che saranno un attimino aldilà degli scontri, anche perché qua tra Casapound e Forza Nuova è abbastanza tesa la cosa (…)
Enrico: va buo’, ma Ciavardini pure sta partecipando a queste riunioni?
Alexander: Gigi sta praticamente dietro qualsiasi cosa ma come punto di riferimento per tutti… anche perché poi...
Enrico: Adinolfi?
Alexander: Adinolfi sta a partecipa ’...con voi…

Luigi Ciavardini, esponente dei Nar negli anni ‘80, è uno degli autori della Strage di Bologna, con una condanna definitiva per il reato di strage. Gabriele Adinolfi, ritenuto oggi l’ideologo di Casapound, è stato insieme a Roberto Fiore fondatore del movimento “Terza posizione”. Una vecchia guardia che oggi mantiene contatti attivi con i movimenti della destra radicale: “Roma è tutta un’altra cultura – commenta Tarantino - perché il testimone passa più facilmente...allora ‘u guaglione di 16 anni cresce sotto al trentenne che già gli spiega per filo e per segno come deve muoversi e come deve fare. È ovvio che a 20 anni il ragazzino che è cresciuto sotto al trentenne che poi di per sé è cresciuto sotto al quarantenne, già stanno inquadrati diversamente ed è tutta un’altra mentalità per questo tu dici che si respira un’altra aria”.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/02/01/news/mazze-e-bombe-lo-ha-detto-iannone-a-processo-i-violenti-di-casapound-oggi-candidati-1.317816?ref=RHRR-BE

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