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pubblicato il 2.10.17
Svezia, la marcia dei neonazisti a Göteborg. Il premier: rivedere norme su libertà di manifestare
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L'iniziativa del Movimento di resistenza nordica, inni e bandiere attraverso il centro della città e davanti alla sinagoga. La reazione dei controdimostranti di sinistra, l'intervento degli agenti antisommossa

Svezia, la marcia dei neonazisti a Göteborg. Il premier: rivedere norme su libertà di manifestare
Göteborg, gli scontri fra polizia e manifestanti (ap)
Almeno trenta persone arrestate, scontri brutali in pieno centro, rinforzi di polizia da tutta la Svezia chiamati in urgenza, palestre e altri locali pubblici requisiti provvisoriamente come centri di detenzione per i facinorosi.

È andata cosí, come tutti temevano, in questo sabato 30 settembre a Göteborg seconda città della prima potenza nordica. Là nel sito delle eccellenze svedesi da Volvo a Hasselblad all'aerospaziale i neonazisti del Movimento di resistenza nordica hanno inscenato una marcia in centro, anche davanti alla sinagoga. Controdimostranti di sinistra hanno reagito, la polizia in assetto antisommossa è intervenuta contro entrambi.

Nulla è escluso per le prossime ore e il premier socialdemocratico svedese, Stefan Löfvén, ha annunciato a caldo un inasprimento delle leggi per combattere il neonazismo e una revisione di leggi e norme tollerantissime su libertà di espressione e manifestazione.

Da almeno due settimane Göteborg, la Svezia intera e tutto il grande Nord erano in allarme. I neonazisti del Movimento di resistenza nordica avevano preannunciato e registrato a tempo una loro marcia con bandiere e inni attraverso il centro, passando anche davanti alla Sinagoga, una delle piú importanti di Svezia. Invano artisti e intellettuali dei piú prestigiosi avevano lanciato appelli a governo e magistratura chiedendo di vietare il corteo. Invano l'influente comunità ebraica svedese aveva protestato, supportata a livello internazionale. Magistratura e polizia avevano saputo solo confermare che a norma di legge quella manifestazione non poteva essere vietata. E cosí si è giunti al sabato della violenza, proprio il 30 settembre che nel calendario religioso ebraico coincide con l'importante festa dello Yom Kippur.

“No ai traditori della nazione”, “rivoluzione nordica senza perdono”, hanno scandito i nazisti sfilando in cmicia bianca, cravatta e pantaloni neri, e sventolando i loro vessilli verdibianconeri. I manifestanti dichiaravano di essere un migliaio, secondo fonti indipendenti erano appena seicento, ma lo stato di crisi c'è tutto. Si richiamano apertamente a ogni umore xenofobo, ma anche alla nostalgia verso i movimenti, cui aderirono anche intellettuali, che nella Svezia neutrale degli anni Trenta e Quaranta esultavano per il Terzo Reich e per pogrom antisemiti. La stessa neutralità del paese, come narró poi un libro-cult, Heder och samvete (onore e coscienza) non fu priva di macchie. Per evitare un confronto militare con la Germania il governo svedese lasciò in guerra libero transito ai convogli militari della Wehrmacht da e per la Norvegia occupata. Una macchia nera nella storia, con cui la Svezia non ha mai fatto appieno i conti.

“Occorre cambiare in corsa le leggi per poter contrastare il nazismo prima possibile”, ha dichiarato in serata il premier Löfvén. In Svezia salvo elezioni anticipate si terranno le consultazioni parlamentari nel settembre dell'anno prossimo e il partito antimigranti SverigeDemokraterna (Democratici di Svezia), con un passato di radici neonaziste, vola nei sondaggi. L'enorme numero di migranti accolti negli ultimi due anni – il massimo numero pro capite per abitante nella Ue – ha alimentato sentimenti di paura e antistranieri, nonostante la solida crescita economica.

http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/30/news/svezia_goteborg_marcia_neonazisti_sinagoga-176977017/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P25-S1.6-T1

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