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19.09.20 Ultras Lazio, la sede di Diabolik sarà sgomberata, il cerchio sulla morte si stringe
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24.06.20 Il "modello" Vicenza, dove neofascisti ed estremisti siedono al Palazzo
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17.06.20 Cosa si muove dietro l'alleanza nera tra neofascisti, ultras e no 5g
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8.06.20 Nel palazzo occupato da Casapound a via Napoleone III nessuno è indigente
4.06.20 George Floyd – Paramilitari, suprematisti bianchi pro-Trump e anarchici: la galassia di gruppi che infiltra la protesta negli Stati Uniti
29.04.20 Il virus nero - Servizio di Report
29.04.20 Chi è Roberto Fiore? Biografia, affari e storia politica del leader di Forza Nuova
29.04.20 Strage di Bologna: così i neofascisti avrebbero pianificato la fuga prima della bomba
24.03.20 Mafia, quattro condanne per l’uccisione dell’avvocato Fragalà
21.03.20 La singolare galassia de “Il Primato Nazionale”
5.03.20 Grecia. Il colonnello di Alba dorata a caccia di profughi: siamo patrioti
5.03.20 Roma, il dossier sugli episodi di neofascismo in VII municipio
5.03.20 Argentina, trova lista di 12mila nazisti tra le carte di una banca in disuso: dentro, il tesoro sottratto a milioni di ebrei
3.03.20 Hanau, se quei lupi solitari diventano un branco xenofobo internazionale
8.02.20 Latina, le collusioni mafiose di Lega e Fratelli d'Italia
23.01.20 Germania, rapporto della polizia: dal 1990 l’estrema destra è colpevole di 100 omicidi
18.01.20 Ma con chi ce l’ha Salvini quando critica “l’antisemitismo di certa destra tradizionalista”?
15.01.20 I buchi del 41 bis: il fascista Roberto Fiore fece incontrare il boss di camorra e il fratello
6.01.20 La persistenza della cultura fascista si manifesta nel comportamento della polizia
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La mappa geografica delle aggressioni fasciste:
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 4.03.16
Medaglia tedesca a uno dei boia di Marzabotto, rabbia e sconcerto a Bologna
·
Wilhelm Kusterer, condannato all'ergastolo per la strage del 1944 (quasi 800 morti), premiato dal suo Comune come "cittadino onorevole". Da istituzioni e politici bolognesi l'appello alla cancelliera Merkel: "Via quel riconoscimento"


BOLOGNA - Una medaglia al boia. Un riconoscimento, dalla municipalità tedesca di Engelsbrand, a uno degli uomini che si macchiarono di una delle peggiori stragi naziste, quella di Marzabotto, sull'Appennino bolognese: almeno 770 morti in una retata sistematica, casa per casa, sulla collina di Monte Sole, fra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, una retata che ha portato a morte orrenda anziani, donne, persino bambini anche di poche settimane di vita. La medaglia a Wilhelm Kusterer, oggi 94enne, è stata consegnata nei mesi scorsi dal sindaco di Engelsbrand, 4300 abitanti, nel land del Baden-Württemberg, non troppo distante dal confine con la Francia. Un riconoscimento per "un cittadino che ha reso grandi servigi al suo comune di origine, un cittadino attivo e onorevole di Engelsbrand", scrive un quotidiano tedesco che riporta la notizia.
29 settembre 1944: cominciava l'orrore sulle colline di Monte Sole e Marzabotto, la strage che fece quasi 800 morti

Se in Germania viene lodato come "cittadino modello", in Italia Kusterer è stato condannato all'ergastolo nel 2008 (dopo essere stato assolto l'anno precedente in primo grado) per la strage di Marzabotto, non certo l'unica cui partecipò. Walter Cardi, presidente del Comitato per le onoranze ai caduti di Marzabotto, ha scritto una lettera alla cancelliera Angela Merkel e all'ambasciatore tedesco a Roma perché l'onorificenza sia ritirata. E si augura che quest'anno la cancelliera accetti l'invito e sia presente a Marzabotto, nell'anniversario della strage; quando il connazionale Martin Shulz, nelle vesti di presidente dell'Europarlamento, visitò la comunità di Marzabotto nel 2012, si disse "sconvolto dalla brutalità dei nazisti", e confessò commosso: "Dopo tutto ciò che è successo, è un miracolo essere accolto come un amico. Per questo regalo, perché lo considero un regalo, vi sarò grato tutta la mia vita".

Non è solo Cardi a insorgere contro quella medaglia al boia. "Credo che tutto il Paese, le sue istituzioni, i partiti politici debbano sostenere la richiesta dei familiari delle vittime dell' eccidio nazifascista di Marzabotto perché il Governo della Germania intervenga e chieda la revoca di quel riconoscimento", commenta il deputato dem Andrea De Maria, ex sindaco di Marzabotto. De Maria "era Sindaco di Marzabotto quando il Presidente della Germania Johannes Rau venne nel 2002 a Monte Sole a rendere omaggio ai familiari delle vittime, pronunciando parole fortissime di condanna del nazismo. Da quella Germania che ha scelto la strada della libertà e della democrazia oggi ci aspettiamo coerenza e comportamenti conseguenti". La vicepresidente Pd Sandra Zampa condivide "lo sdegno delle famiglie delle vittime" e con De Maria presenterà "un'interrogazione in commissione Esteri per chiedere che il governo italiano intervenga, in tutte le sedi opportune".

Si mobilita la Regione Emilia-Romagna. L'assessore alla Cultura Massimo Mezzetti, di concerto con il presidente Stefano Bonaccini, informa di essere "già al lavoro e nelle prossime ore muoveremo tutti i passi necessari nei confronti del Lander Baden-Wurttemberg e del Comune di Engelsbrand per chiedere l’immediato ritiro dell’assurdo riconoscimento assegnato a un criminale nazista". "Quella medaglia", attacca Mezzetti, "è un oltraggio non solo alle 1150 persone barbaramente uccise dall’ex SS e ai loro familiari, ma a tutti noi che da sempre siamo impegnati nel tramandare il ricordo dell’orrore nazifascista per costruire un futuro democratico e di pace".

Per la presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna Simonetta Saliera quella strage di 72 anni fa "è una ferita ancora aperta in tutta la comunità democratica internazionale" e occorre "fare assoluta chiarezza e, chi ne ha l'autorità, prendere i provvedimenti del caso. La barbarie perpetuata dalle truppe di occupazione tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale è un ricordo di terrore e di morte che non può essere offeso con facili negazionismi o disinvolta superficialità". Anche il capogruppo Pd in Regione Stefano Caliandro si dice arrabbiato per quel riconoscimento. "Troppe volte, anche negli anni passati, i responsabili di questa terribile strage che annientò le comunità che abitavano Monte Sole sono stati osannati come eroi in patria. Ancora una volta, oggi come allora, dobbiamo agire uniti perché questa vergogna cessi. Lo dobbiamo certamente alla memoria delle vittime e delle loro famiglie ma abbiamo anche una responsabilità verso le generazioni più giovani perché questi atti non possono passare sotto silenzio".

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/03/04/news/marzabotto_cardi_medaglia_boia-134766770/

stragismo
r_emiliaromagna


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