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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 2.02.15
Sicilia nera, il ritorno degli estremisti di destra e l’escalation di Forza Nuova
·
Dal numero verde in difesa della famiglia tradizionale di Siracusa, alle marce anti migranti di Scicli, fino ai volantini anti Gender a Palermo. Il partito di Roberto Fiore sta vivendo un continuo aumento di iscritti e militanti, soprattutto nella parte orientale dell’isola. “Qui non c’è l’estrema destra, perché ci siamo noi” aveva detto Beppe Grillo. E adesso che il Movimento 5 Stelle sembra implodere giorno dopo giorno, il movimento estremista cresce sempre di più. E in agenda ha l’abolizione delle leggi abortiste e la lotta senza quartiere ad omosessuali e immigrati.

di Giuseppe Pipitone

A Siracusa hanno lanciato un numero verde in difesa della famiglia tradizionale e contro “l’aggressione da parte dei gay nelle scuole pubbliche”. A Palermo si sono fermati a diffondere volantini contro l’educazione alla diversità. A Scicli, invece, hanno approfittato della vigilia di Natale per regalare duemila e cinquecento statue di Gesù bambino ai ragazzi delle scuole. Ed è sempre nel ragusano che hanno imbarcato mezzo Movimento Cinque Stelle, piazzando anche la prima pedina in un consiglio comunale: quello di Noto. Crescono silenziosi, soprattutto nei piccoli centri, in particolare in Sicilia orientale: controllano il territorio, piazzano i loro rappresentanti nelle scuole, aprono nuove sedi, fanno proselitismo e puntano a presentarsi alle elezioni. Guadagnando ogni giorno consensi su consensi. È un escalation silente quella dell’estrema destra in Sicilia. Un aumento continuo di iscritti e militanti, che ha preso il sopravvento negli ultimi mesi. A profetizzarla, poco tempo fa, era stato il leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo. “Qui non c’è l’estrema destra, perché ci siamo noi” aveva detto l’ex comico, alla vigilia delle elezioni greche.

Lo spauracchio, sullo sfondo della vittoria di Alexis Tsipras e di Syriza, era il rischio di un’imponente affermazione di Alba Dorata, il partito nazionalista di estrema destra, per anni capace di guadagnare percentuali minime alle elezioni, e da due anni entrato nel parlamento ellenico con ben diciassette deputati. Un’affermazione, quella di Grillo, che rischia di essere una profezia al rovescio: la fortuna elettorale dei Cinque Stelle, infatti, risiede nella capacità di inglobare un elettorato di estrazione mista, dall’estrema sinistra, all’estrema, estremissima destra. E adesso che il Movimento di Grillo sembra implodere giorno dopo giorno, perdendo pezzi e voti tra fuoriusciti ed espulsi, c’è un partito, per anni rimasto ai margini delle cronache che inizia ad ingrossare le proprie fila: si chiama Forza Nuova, ed è stato fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello.

Le origini del fondatore

E’ una storia complessa quella del fondatore di Forza Nuova. Una storia che il diretto interessato non vuole sia resa pubblica integralmente: sarà per questo motivo che Fiore ha ottenuto l’oscurazione della pagina Wikipedia a lui dedicata. La biografia di Fiore, però, non era presente solo su Wikipedia, ma anche negli atti della commissione d’inchiesta sul terrorismo e sulle stragi, presieduta da Giovanni Pellegrino. Nato a Roma nel 1959, Fiore inizia sin da giovane a militare in gruppi di estrema destra come Lotta Studentesca e poi in Terza Posizione, associazione dissolta. La vita di Fiore cambia il 26 agosto del 1980, quando la procura di Bologna emette un ordine di cattura per lui e altri 33 componenti dei Nar, i nuclei armati rivoluzionari. Il futuro leader di Forza Nuova fugge a Londra dove conosce Nicholas John Griffin, un politico di estrema destra, con il quale fonda il partito Terza Posizione Internazionale. Il 12 settembre del 1982 Fiore viene arrestato da Scotland Yard a Londra: su di lui pende una richiesta d’estradizione a seguito di un mandato di cattura per associazione sovversiva emesso dalla magistratura italiana. La richiesta di estradizione però viene bocciata dalle autorità britanniche perché ritenuta di natura politica. Fiore torna libero, latitante in Inghilterra, e con Nicholas Griffin e Massimo Morsello fonda, nel 1986, Meeting Point (poi chiamata Easy London) azienda che fornisce lavoro e alloggio a giovani che vogliono trasferirsi a Londra. Un vero affare: in poco tempo l’azienda comincia a fruttare milioni di sterline. Nel 1997, quindi, Fiore e Morsello fondano Forza Nuova: nel 1999, poi, il leader dell’estrema destra torna in Italia, dato che i reati che pendono sulla sua testa vanno in prescrizione. Ma non ci sono solo gli affari londinesi nel curriculum del leader nero. Il nome di Fiore figura anche agli atti della Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sul razzismo e la xenofobia: nel 1991 Fiore è infatti considerato un agente dell’MI6, uno dei reparti dell’Intelligence Service britannico. Nel giugno del 1999, una nota del Sisde, segnala invece un accordo tra Forza Nuova e gli estremisti cattolici di Militia Christi: le due associazioni vorrebbero mettere in atto iniziative violente contro l’aborto.

Il ritorno dei neri

I rivoli del passato del fondatore, però, incidono probabilmente molto poco con la nuova ondata di supporter che Forza Nuova raccoglie giorno dopo giorno. Un’ondata che ha nella Sicilia orientale la sua roccaforte. Tradizionalmente legata al Movimento Sociale e ad altri movimenti di estrema destra, la provincia di Ragusa e quella di Catania si candidano probabilmente ad essere capitale di un ritorno dell’estremismo di destra. “Non si tratta di estrema destra: è solo una categoria giornalistica” sbotta a più riprese Giuseppe Provenzale, vice segretario di Forza Nuova e luogotenente siciliano di Fiore. Per i leader forzanuovisti, infatti, è essenziale non apparire legati al passato, più o meno recente dell’estremismo nero.

È a Noto che infatti Forza Nuova ha conquistato il primo consigliere comunale siciliano: si chiama Giovanni Ferrero ed era stato eletto in una lista civica alleata del Partito Democratico. A Scicli, invece, Forza Nuova è andata a pescare adepti nel Movimento Cinque Stelle: Gianluca Savà, noto commerciante cittadino, ha lasciato il meet up di Beppe Grillo che lui stesso aveva fondato, per aderire al partito di Fiore. Non il primo grillino ad aver compiuto una scelta simile. In Calabria, a Vibo Valentia, il fondatore del locale Movimento Cinque Stelle ha abbandonato i grillini per aderire, insieme a decine di attivisti, al partito di Fiore. In Sicilia, Scicli sembra candidarsi a capitale di Forza Nuova. Sono diverse le azioni messe in atto da partito di Fiore, che alla vigilia di Natale hanno donato 2.500 statue di Gesù Bambino ai ragazzi delle scuole. Sempre nella cittadina in provincia di Ragusa, nei mesi scorsi il partito di estrema destra aveva marciato per protestare contro l’apertura di un centro d’accoglienza per immigrati da parte della chiesa metodista. “La presenza di un centro per immigrati stravolgerà in peggio il tessuto sociale della città a favore di pochi che ne possono trarre un beneficio personale” tuonava la leader cittadina di Forza Nuova Maria Borgia, in passato principale animatrice della onlus Migrantes, nata nel 2006 proprio per occuparsi dei migranti, già responsabile immigrazione del piano sociale di zona della provincia di Ragusa. Un’esperienza conclusa nel 2012, quando la Faro – network di associazioni rappresentata dalla stessa Borgia – viene esclusa dall’elenco delle organizzazioni che ricevono il beneficio del 5 per mille. Un anno dopo e la Borgia si scoprirà convinta sostenitrice di Forza Nuova: e sotto le bandiere del partito di estrema destra dichiarerà guerra alle iniziative d’accoglienza per i migranti. Le stesse di cui si occupava lei.

Lobby gay e leggi abortiste: i nemici disegnati da Forzanuovisti

Ma non ci sono solo i migranti al centro delle battaglie di Forza Nuova in Sicilia. Tra gli otto punti, che rappresentano in pratica il programma del partito di Fiore un ruolo principale lo giocano le azioni in difesa della cosiddetta famiglia tradizionale e quelle contro la legge che rende legale l’aborto. Emblematico, nel primo caso, ciò che è avvenuto a Siracusa, e cioè l’apertura di un numero verde per “rispondere all’aggressione della teoria gender e di offrire un servizio alle madri e ai padri che rivendicano il diritto ad essere i primi educatori dei loro figli”. Che cos’è la teoria gender? Il riferimento di Forza Nuova è ad alcuni progetti varati nelle scuole per combattere la discriminazione di genere. E se a Siracusa è spuntato un numero verde, a Palermo Provenzale ha promosso la distribuzione di volantini nelle scuole. “In Italia esistono delle potentissime lobby gay” accusa il vice segretario Provenzale. Cosa sono le lobby gay? Provenzale fornisce una definizione quantomeno discutibile “Esistono delle lobby che riescono a portare i propri rappresentanti ai vertici della politica: mi riferisco al governatore della Sicilia, a quello della Puglia, al sottosegretario Scalfarotto che sono dichiaratamente omosessuali. Se i gay fossero discriminati in quanto tali ci sarebbe certamente qualcosa di scritto che gli impedirebbe di arrivare a simili incarichi tali”. Il primo punto in agenda dei forzanuovisti però è un altro: l’abolizione delle leggi abortiste. Per Forza Nuova la cosiddetta “rinascita dell’Italia” passa appunto da un ritorno al passato. E non è neanche detto che l’abolizione della legge che disciplina l’aborto debba passare da un referendum “Il popolo ha un’importanza notevole ma non sempre le elezioni, le leggi elettorali permettono al popolo di esprimersi. Oggi il popolo non si esprime attraverso le elezioni” continua il leader dei forzanuovisti.

Perché torna la destra

Argomentazioni che sembrano pescate direttamente dal 1925, attacchi diretti alle associazioni omosessuali, azioni contro l’immigrazione: il programma politico di Forza Nuova sembra fermarsi solo a questo. Eppure il consenso continua a crescere. “Perché ci seguono? Perché la gente cerca movimenti che siano fuori del sistema. Noi seguiamo una formazione culturale estranea a questo mondo post illuminista” continua Provenzale, glissando su particolari del mondo post illuminista da lui citato. “La crescita dell’estrema destra fascista in Sicilia non va sottovalutata. Le aggressioni verbali e non solo verbali, un diffuso proselitismo che fa presa in una società dominata dalla paura e incattivita, il diffondersi anche sui social di richiami espliciti al fascismo e al nazismo sono tutti segnali inquietanti e preoccupanti” dice Sergio Lima, dirigente di Sinistra Ecologia e Libertà. “Non bisogna sottovalutare poi – continua Lima – anche l’appeal su internet basta andare a guardare la gestione dei profili social. Un mezzo che permette ai movimento come Forza Nuova, ma anche Casa Pound di trovare supporto nelle fasce giovani della società”. “Il fatto che crescano nella Sicilia orientale si spiega col fatto che quella zona è tradizionalmente legata alla destra. Più in generale credo che franata l’ideologia di sinistra, l’unico corpo ideologico rimasto solido, in un periodo di crisi della rappresentanza e crisi della democrazia, è quello di estrema destra. Hanno un’identità monolitica, che passa da temi semplici come la religione e la lotta all’immigrazione di destra. Un’identità forte e semplice che passa dallo scontro” spiega il politologo Pietro Violante.

Alba Dorata made in Sicily?

Il giornalista Gianni Cipriani, uno dei maggiori esperti di terrorismo e servizi segreti , avverte. “Si potrebbe affermare – scriveva già due anni fa – rimandando a successive e più approfondite analisi, che con l’avanzare della crisi e delle paure ad essa connessa, con il riaffiorare del complottismo post nazista e post fascista sulle varie congiure internazionali causa di tutti i mali e con la crisi del leghismo, partito di governo corresponsabile dei disastri economici e sociali, a destra si stia per creare un nuovo spazio politico ed eversivo. Un passaggio, per esemplificare al massimo, da un razzismo protestatario e qualunquista che ha fatto (anche) le fortune della Lega e di qualche politico “italiano” che ha disinvoltamente cavalcato il tema dell’insofferenza anti-rumena, anti-rom, anti-islam e così via, ad un razzismo più scientifico e più marcatamente fascista ed ideologizzato. Fenomeno, ripeto, largamente minoritario, ma di grande appeal all’interno di piccoli gruppi”. Come dire che Alba Dorata in Italia c’è già, e a breve rischia d’entrare in parlamento.


http://www.loraquotidiano.it/2015/02/02/sicilia-nera-il-ritorno-degli-estremisti-di-destra-e-lescalation-di-forza-nuova_23686/

documentazione
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