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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 26.05.13
Europa nera - Gran Bretagna 1/2 Defence League
·
Defence League, hooligans violenti e la "contro-jihad" come obiettivo


L'English Defence League ha radici antiche e una storia recente. E' nata come movimento di strada nel 2009. I suoi membri erano per lo più ultrà di squadre di calcio, quegli hooligans che non possono più permettersi violenze negli stadi per via del pugno di ferro esercitato da polizia, società e federcalcio. Come bersaglio hanno l'Islam. Spazzarlo via ad ogni costo
LONDRA - Considerano la violenza e la lotta armata "una legittima forma di espressione politica". Vogliono lanciare una "contro-jihad" in tutta Europa. E stanno proverando a creare un'organizzazione pan-europea con questo obiettivo. E' l'identikit e il piano della English Defence League (Edl), un'organizzazione britannica di estrema destra seguita con crescente preoccupazione dai servizi di sicurezza e dalle agenzie antiterrorismo del Regno Unito e del resto del continente. Un'ampia indagine condotta da Chatam House, la più importante think tank di studi politici di Londra, ha sollevato per la prima volta il velo sul pensiero e sulle intenzioni dei suoi membri. All'orizzonte si intravede il rischio di stragi come quella commessa da Anders Breivik, il norvegese che nel luglio scorso uccise 77 persone a Oslo e sull'isola di Utoya, un fanatico islamofobo che aveva stretti contatti proprio con gli estremisti della Edl. "Questa è gente pericolosa", ha detto il primo ministro David Cameron in parlamento. "Se è necessario li metteremo al bando. Li perseguiremo con tutte le nostre forze".

L'English Defence League ha radici antiche ma una storia recente. E' nata come movimento di strada appena tre anni fa. Nel 2009, a Luton, una cittadina ai sobborghi di Londra, la stessa cittadina da cui provenivano i terroristi islamici autori dell'attentato nel metrò della capitale nel 2005, ci fu una manifestazione di protesta contro le truppe del Royal Anglican Regiment, un'unità di soldati britannici che tornava dalla guerra in Afghanistan. I fischi, gli slogan e i cartelli di un piccolo gruppo fondamentalista islamico (in seguito a sua volta indagato per sospetti legami con al Qaeda - che tuttavia non sembrano essere stati provati) suscitarono indignazione in tutta la nazione, decisa a difendere l'onore dei suoi soldati di ritorno dalla guerra. Ma a Luton quella provocazione innescò qualcosa di più di semplice sdegno: segnò la nascita di un nuovo movimento anti-islamico.

All'inizio aveva un nome anonimo e innocente, "United Peoples of Luton", ma presto si ribattezzò più bellicosamente English Defence League. I suoi membri erano per lo più ultrà di squadre di calcio, quegli hooligans che non possono più permettersi violenze negli stadi per via del pugno di ferro esercitato da polizia, società e federcalcio. La birra, il pub, il machismo, i capelli rasati a zero, l'odio per le minoranze etniche di qualsiasi colore, erano quello che li teneva insieme. Da questa sottocultura urbana si è sviluppata poco per volta un'ideologia razzista, antisemita e fascistoide, con un unico programma concreto: spazzare via l'Islam dalle città e dagli stati d'Occidente. In qualunque modo. A qualunque costo.

L'anno scorso uno dei suoi leader e co-fondatori, Tommy Robinson, ha preso in considerazione la possibilità di formare un vero e proprio partito politico, anche se i veri obiettivi sembrano ben altri. Come che sia, nel 2011 l'Edl ha formato un'alleanza con il British Freedom Party, un partitino distaccatosi dal British National Party (Bnp). Quest'ultimo è dal 1982 il maggiore partito di estrema destra britannico. Anch'esso viene da una cultura nemica dell'immigrazione e delle minoranze: basti pensare che fino a due anni fa vi si potevano iscrivere soltanto "indigeni di etnia britannica", nel senso di persone nate nel Regno Unito e di pelle bianca. Una sentenza della magistratura li ha in seguito costretti ad abolire tale condizione. Come la Englsih Defence League, anche il Bnp si propone di de-islamizzare la Gran Bretagna e l'Europa. Nonostante frequenti incidenti e scontri con la polizia, però, apparentemente rimane sul terreno della politica. Ha ottenuto due seggi al parlamento di Strasburgo nelle ultime elezioni europee. Un seggio al comune di Londra. Dice di voler partecipare ad altre elezioni, con l'aspirazione di ottenere almeno un seggio al parlamento di Westminster (all'ultima consultazione nazionale ha ottenuto poco meno dell'1 per cento dei voti e nessun deputato). Ma nel 2006 un giornalista del Guardian si infitrò tra le sue file, per poi denunciare una serie di iniziative clandestine con intenzioni illegali e violente. Dunque in fondo simili a quelle dell'Edl.

Nick Griffin, leader del Bnp, è un ex-membro del National Front, il partito precursore del Bnp, nel quale di fatto si è poi sciolto. Il National Front era in sostanza un partito neofascista, a sua volta erede morale della British Union of Fascists, l'organizzazione fondata nel 1932 da Oswald Mosley. Che tipo era Mosley? Basta dire che celebrò le sue nozze in Germania, a casa di Goebbels, l'ideologo del nazismo, incontrò più volte Hitler, e aveva ottimi rapporti con Mussolini. Suo figlio, Max Mosley, a lungo presidente della Formula Uno, è rimasto coinvolto qualche anno fa nello scandalo di un'orgia con tinte sadomasochistiche e donne vestite da kapò come nei lager nazisti. La British Union of Fascists organizzava marce in camicia nera nei quartieri degli immigrati di colore. Ed è questo aspetto, la lotta ai diversi e alle minoranze, prima contro gli ebrei in nome dell'antisemitismo, quindi contro i musulmani in nome dell'islamofobia, il Dna della destra britannica, tramandato dalla British Union al National Front, da questo al Bnp e dal Bnp alla English Defence League.

E' una storia di violenza, odio e sopraffazione che tuttavia ora presenta qualcosa di nuovo e di ancora più temibile. L'inchiesta di Chatam House, basata su interviste con più di 2 mila simpatizzanti e membri dell'English Defence League, rivela una predisposizione ad atti di terrorismo su larga scala che fino ad ora non era ancora apparsa così evidente. Quanti siano, gli attivisti dell'Edl, non è chiaro: loro sostengono di avere 80 mila militanti, dati della polizia parlano di 20 mila. Ma non c'è bisogno di grandi numeri per fare grandi danni. Il 31 marzo prossimo la Edl organizzerà una marcia di protesta anti-islamica ad Aarbus, seconda maggiore città della Danimarca. E in quella occasione l'Edl presiederà nello stesso luogo un summit dell'estrema destra europea, con rappresentanti di "leghe per la difesa della patria" provenienti da Polonia, Stati Uniti, Italia, Finlandia, Germania, Svezia e Norvegia. L'obiettivo, secondo le indiscrezioni raccolte dalla think tank londinese, è costituire una European Defence League.

"E' uno sviluppo destabilizzante", commenta Matthew Goodwin, ricercatore di Chatam House e docente alla University of Nottingham. "Se la Edl si collega con movimenti simili in Germania, in Europa centrale e altrove, il pericolo di una sistematica campagna di attentati e violenze diventa ancora più serio. E' il ritorno di un'ideologia organizzata ferocemente neo-nazista nel cuore d'Europa, che non si limita più a strumentalizzare le fobie dell'opinione pubblica, ma è pronta a fare ricorso al terrorismo". Nessuno a Londra lo dice apertamente, ma cresce la paura di altre stragi come quella commessa da Anders Breivik in Norvegia.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/06/20/news/neonazismo_in_europa_-_inghilterra-37572841/

documentazione
r_internazionale


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