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8.11.20 Chi c’è dietro il gruppo di Giorgia Meloni
6.11.20 Covid, se l’ultra destra arruola negazionisti e capi delle proteste
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21.10.20 Il popolo no mask che nasconde l’ultradestra
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24.06.20 Il "modello" Vicenza, dove neofascisti ed estremisti siedono al Palazzo
23.06.20 Toh, l'interesse dei neofascisti di CasaPound per la periferia era solo un bluff in favore di tv
22.06.20 Estrema destra, terrorismo nero (anche italiano) non è solo su Internet: ha armi, bombe, razzi e progetta attentati contro musulmani ed ebrei
17.06.20 Cosa si muove dietro l'alleanza nera tra neofascisti, ultras e no 5g
16.06.20 Il movimento Boogaloo (Usa)
8.06.20 Nel palazzo occupato da Casapound a via Napoleone III nessuno è indigente
4.06.20 George Floyd – Paramilitari, suprematisti bianchi pro-Trump e anarchici: la galassia di gruppi che infiltra la protesta negli Stati Uniti
29.04.20 Report: Il virus nero
29.04.20 Chi è Roberto Fiore? Biografia, affari e storia politica del leader di Forza Nuova
29.04.20 Strage di Bologna: così i neofascisti avrebbero pianificato la fuga prima della bomba
24.03.20 Mafia, quattro condanne per l’uccisione dell’avvocato Fragalà

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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 29.04.10
Messe e necrologi per Mussolini. Proteste dell'ANPI
·
.
1) A Vicenza una messa per la morte del capoccione
2) ANPI E CGIL condannano necrologio Mussolini
3) Forlì: necrologio sul giornale per Benito Mussolini
4) Stefania Craxi: il 25 aprile occorreva rendere omaggio a Mussolini e Starace
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1) A Vicenza una messa per la morte del capoccione

Una messa di suffragio per i 65 anni dalla morte di Benito Mussolini, è stata celebrata mercoledì sera nella chiesa dei Servi del capoluogo berico. L??appuntamento, annunciato con un??inserzione tra i necrologi del Giornale di Vicenza, è stato promosso dalla federazione provinciale di ??Continuita?? Ideale.

?Onore al Duce d??Italia ?? si legge nel necrologio ?? cav. Benito Mussolini ucciso per mano di un partigiano. I camerati vicentini lo ricordano assieme a tutti i caduti della Rsi?. Alla messa, celebrata da don Alessio Graziani parroco dei Servi, ha preso parte una sessantina di persone, 30 delle quali fedeli abituali della messa vespertina.

??Come eravamo d??accordo ?? ha detto all??ANSA il sacerdote che ricopre anche l??incarico di addetto stampa della Diocesi di Vicenza ?? gli attivisti hanno lasciato fuori dalla chiesa bandiere e gagliardetti?. Don Graziani ha celebrato regolarmente la liturgia (??in suffragio non in onore?) ??che non ha avuto nulla di diverso della messa che ogni sera si celebra in parrocchia?.

??Solamente, nel momento del ricordo dei defunti ?? ha spiegato il parroco ?? si è pregato per l??anima del Duce e dei giovani caduti repubblichini. Personalmente non ho celebrato questa eucaristia né per simpatie ideologiche, nonostante il mio cognome, la mia famiglia é stata anzi duramente provata durante il fascismo né tantomeno per interessi materiali?. Il parroco infine ha sottolineato che la chiesa dei Servi ??non è la chiesa dei camerati o lo è nella stessa misura in cui potrebbe esserlo dei compagni qualora questi venissero a chiedere una messa in suffragio dell??anima di Lenin o di Stalin, naturalmente senza bandiere rosse?.

Fonte: Indymedia Roma




2) ANPI E CGIL condannano necrologio Mussolini

Vicenza, 28 apr. (adnkronos) - "A ridosso del 25 aprile commemorato in questi giorni in tutta Italia e alla Scala di Milano da un altissimo discorso pronunciato dal Presidente Napolitano, una organizzazione neo fascista di Vicenza ha voluto sul Giornale di Vicenza del 28 aprile fare un annuncio mortuario inneggiante al duce Mussolini, giustiziato su sentenza del Clc. L'annuncio mortuario e' una gravissima provocazione i cui effetti negativi ricadono su chi la ha ideata e realizzata". Dura la posizione dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani di Vicenza, dell'Istituto Storico della Resistenza di Vicenza e della CGIL di Vicenza in merito al necrologio pubblicato oggi dal quotidiano vicentino ad opera della sezione locale di 'Continuita' Ideale'.

"Una grave offesa - dice una nota della Cgil - e' stata recata alla Resistenza italiana che nelle montagne e nella pianura di Vicenza fu segnata da episodi di sangue, di eroismo, di ricerca di liberazione per il trionfo della liberta' e dalla pace. Gli antifascisti, i combattenti, i democratici di Vicenza non dimenticano. La loro dedizione alla liberta', alla Repubblica e alla Costituzione e' un impegno di vita".

Fonte: Indymedia Roma




3) Forlì: necrologio sul giornale per Benito Mussolini

FORLI' - Una necrologia dedicato al 65° anniversario della morte di Benito Mussolini, avvenuta esattamente il 28 aprile 1945. E' quanto è apparso mercoledì mattina sulle pagine locali del Resto del Carlino. Nell'inserzione a pagamento, senza foto, prima del nome Mussolini, compare una frase che intende essere evocativa "Quando un popolo continua a esaltare il clima della guerra civile è lontano il tempo della pacificazione". Mittente del messaggio è Gastone Proli, ex segretario provinciale Msi negli anni Novanta.

Lo stesso Carlino, incuriosito dall'inserzione, ha chiesto a Proli il motivo di questa necrologia, che può apparire una provocazione, anche per la vicinanza al 25 aprile, il giorno della Liberazione, che anche quest'anno è passato col suo strascico di polemiche. Ma Proli, nelle sua intervista al giornale respinge questo dubbio: "Non offendo nessuno, ricordo solo Mussolini e con lui tutti i caduti della guerra civile. Onoro chi ha combattuto per le proprie idee".

Fonte: Indymedia EmiliaRomagna




4) Stefania Craxi: il 25 aprile occorreva rendere omaggio a Mussolini e Starace


E' questa la reazione a caldo di Massimo Rendina, Presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di Roma e del Lazio, dopo aver appreso l'indecente proposta avanzata da Stefania Craxi, parlamentare del Pdl e Sottosegretario agli Esteri, che lamenta "l'assenza di coraggio nel panorama politico e istituzionale di compiere un gesto simbolico che restituisca agli italiani la verità della loro storia".

E chiede di fatto "di recarsi a piazzale Loreto per un atto di cancellazione dell'atroce oltraggio inflitto al cadavere di Benito Mussolini". Ma non solo. La Craxi vorrebbe che venisse commemorata anche la fucilazione del gerarca fascista Achille Starace, ex segretario del Pnf, che a suo dire sarebbe avvenuta dopo un processo sommario da parte dei "partigiani antifascisti, sotto il macabro scenario dei cadaveri appesi per i piedi alla tettoia di un distributore di benzina". Parole provocatorie che piovono come un macigno per chi quell'epoca l'ha dovuta subire con enorme sofferenza.
"Non si può cambiare la storia - precisa Rendina - . Noi non entriamo in polemica con la signora Stefania Craxi che non consideriamo un interlocutrice quando afferma queste cose."

In sintesi l'esponente del Pdl rimarca il fatto che la storia in nessun caso deve essere tagliata in comparti separati tra loro e proprio per questo sarebbe un gesto simbolico, specialamente dopo dopo il 25 aprile, recarsi nella piazza dove fu impiccato il Duce. Tuttavia gli elementi storici dovrebbero essere ripresi nella loro completezza per capire appieno le conseguenze, la rabbia e l'indignazione che ha provocato il ventennio fascista.

Tra l'altro ricordare il fedelissimo mussoliniano Achille Starace dimostra una mancanza di rispetto per le migliaia di persone che patirono per sua mano. Fu proprio Starace a dirigere tra il 1939 e il 1941 la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, dopo aver abbracciato con estrema convinzione l'antisemitismo con le sue barbare leggi razziali emanate nel '38 e sostenne senza riserve l'alleanza tra Adolf Hitler e Mussolini. Cose di poco contro, forse per la parlamentare del governo Berlusconi che pensa di cancellare con un comunicato stampa le atrocità di uno dei periodi più bui della nostra storia.

A partire dalle persone che subirono sotto il regime fascista il carcere e il confino politico e la fucilazione dopo essere stati giudicati da un Tribunale Speciale, chiaramente di parte, ai 700mila abissini trucidati con le loro famiglie e condannati a morire di stenti nelle zone desertiche della Cirenaica dal generale Graziani. Per non parlare dei 110mila caduti nella Lotta per liberare l'Italia o dei 45.000 italiani deportati nei campi di sterminio, 15.000 dei quali non fecero più ritorno. E si potrebbe andare ancora avanti. Come diceva Baruch Spinoza "Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta". Il 25 aprile del 1945 infatti gli italiani cambiarono rotta nonostante le lacrime di sangue versato. E' proprio vero, chi non conosce la storia farebbe di tutto pur di riviverla.

Fonte: Indymedia Toscana

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