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AGGRESSIONI RAZZISTE - CRIMINI DELL'ODIO
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- Anzio, due ragazzi aggrediscono migrante a bastonate
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- Polonia, botte e insulti al gay-pride di Bialystok
- Foggia, sassaiola contro gli immigrati che andavano al lavoro: due feriti
- Bologna, aggressione omofoba davanti alla discoteca: partono schiaffi e pugni
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manifestazioni MANIFESTAZIONI E INIZIATIVE ANTIFASCISTE
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- Mantova Antifascista. No a Casapound In 500 contro il fascismo
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ARCHIVIO COMPLETO

ARCHIVIO REGIONI

documentazione Documenti e Approfondimenti
8.02.20 Latina, le collusioni mafiose di Lega e Fratelli d'Italia
23.01.20 Germania, rapporto della polizia: dal 1990 l’estrema destra è colpevole di 100 omicidi
18.01.20 Ma con chi ce l’ha Salvini quando critica “l’antisemitismo di certa destra tradizionalista”?
15.01.20 I buchi del 41 bis: il fascista Roberto Fiore fece incontrare il boss di camorra e il fratello
6.01.20 La persistenza della cultura fascista si manifesta nel comportamento della polizia
13.12.19 Tifo, i cori razzisti al pub dei tifosi del Verona: "Niente negri, lalalalalala-la…niente negri"
29.11.19 Neonazisti, una talpa nella polizia avvertì miss Hitler. “Gli sbirri ti osservano”. E scattò l’allerta
21.11.19 Sapevate che in Abruzzo esistevano 15 campi di concentramento? Torture e deportazioni
11.10.19 Quanto è diffuso il terrorismo nero in Europa
9.10.19 Dove si radunano i neofascisti tra social network e dark web
18.09.19 Repubblica: “I Signori della Curva spa tra manganelli e Cosa nostra. Viaggio all’interno delle curve italiane”
22.08.19 Diabolik, Roma sud blindata per i funerali. Saluti romani all’arrivo della bara nera.
20.08.19 Fascismo del vecchio e nuovo millennio: viaggio “nel cuore nero” di Brescia
20.08.19 Sì, il problema di Roma è (anche) Casapound
9.08.19 Omicidio Diabolik, ex leader Irriducibili: "Nostre strade divise da tempo" - doppio filo, tra gli Irriducibili e Forza Nuova
9.08.19 L’Italia nera
18.06.19 L’aggressione fascista ai ragazzi del Cinema America. E tutte le altre
14.06.19 Le scatole cinesi di CasaPound (Dossier ANPI)
10.05.19 Chi ha autorizzato la manifestazione di CasaPound a Casal Bruciato?
6.05.19 Chi è Francesco Polacchi, responsabile della casa editrice Altaforte
31.03.19 Forza Nuova e i legami con i pro vita del congresso di Verona
18.02.19 Svastica e malavita a Roma: ecco l'inchiesta che ha portato all'aggressione fascista
17.02.19 Neofascismo, cacciatori di fake news a Savona: "Quell'eccidio fantasma del monte Manfrei"
3.02.19 Nazi, ultras e tanta ‘ndrangheta.
20.01.19 Polonia Il delitto Adamowicz e il sottobosco di estrema destra

La mappa geografica delle aggressioni fasciste:
superato il milione di accessi"

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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 8.09.07
due articoli su: Destra estrema in germania e austria - L'uscita di emergenza per estremisti di destra
·

LA DESTRA ESTREMA COLPISCE ANCORA
Le No-Go-Areas in Germania e la propaganda via web in Austria
di Leila Tavi

Il mese scorso la regione tedesca del Sachsen-Anhalt è stata di nuovo scenario di un’aggressione da parte di un gruppo di naziskin nei confronti di immigrati.
Nella cittadina di Mügeln, in occasione della festa della città, un gruppo di cinquanta estremisti di destra ha assaltato nella notte di domenica 19 agosto la pizzeria “Piccobello”, gestita da Kulvir Singh, un indiano di 35 anni e residente dal 1992 in Germania. Nel locale lavorano altri sette indiani che, insieme a K. Singh, sono stati accecati con lo spray al peperoncino e attaccati brutalmente dal gruppo di naziskin.
Solo alcuni dei cinquanta giovani hanno fatto irruzione nella pizzeria, mentre il resto del gruppo è rimasto fuori al grido di: “Deutschland den Deutschen, Ausländer raus!” (La Germania ai Tedeschi, stranieri fuori).
Il Länder Sachen-Anhalt, insieme con il Brandenburg, è quello maggiormente colpito dal fenomeno della violenza di estrema destra; per il primo semestre del 2007 sono stati registrati tre casi di aggressione nei confronti di immigrati ogni settimana solo nel Sachen-Anhalt.
Le aggressioni avvengo generalmente nelle No-Go-Areas, quartieri dove l’ordine e la legalità non possono più essere garantiti dalla forza pubblica.
I Länder dell’ex DDR sono, a causa dell’alto tasso di disoccupazione giovanile, della recessione economica e della reazione ideologia all’imposizione del socialismo reale nel precedente regime, vere e proprie Angsträume (zone di paura), in cui i lavoratori stranieri, ma anche gli stessi cittadini di nazionalità tedesca, sono ogni giorno in pericolo di vita.
La violenza a sfondo razziale è diventata una piaga sociale in Germania e fa temere il ritorno di macabri riti che richiamano alla mente la Thule di Rudolf Glauer.
I nuovi adepti dell’estremismo di destra hanno rinunciato alla testa rasata, al bomber e agli anfibi; ascoltano musica pop, hanno il piercing e portano le scarpe da ginnastica.
Sono meno riconoscibili e, proprio per questo, escono allo scoperto più facilmente rispetto a qualche anno fa; utilizzano internet per la loro propaganda e per vendere o distribuire materiale “per la causa”, come cartoline postali, adesivi e volantini.
È possibile scaricare su YouTube demo e, in alcuni casi, film non autorizzati nei normali canali di distribuzione.
In Austria, nella cittadina di Wels (Öberösterreich), è in corso un processo a tre giovani, considerati la mente del gruppo Bundes freier Jugend e detenuti per accertamenti riguardo all’attività dell’organizzazione; la reazione nei forum di discussione e nei blog legati agli ambienti della destra estrema è stata di pronta solidarietà sia in Austria che all’estero.
Manifestazioni di protesta spontanee per la liberazione dei tre detenuti hanno avuto luogo in tutto il paese nonostante il divieto delle autorità austriache.
In passato la strategia dei naziskin è stata quella di agire nella clandestinità, nel buio della notte, in silenzio; ora non si teme di gridare gli slogan “Stranieri fuori” per le piazze delle città, anche perché, nella maggior parte dei casi, le persone comuni cercano delle attenuanti per questi gesti di gratuita violenza di giovani allo sbaraglio.

http://www.instoria.it/home/no_go_areas.htm

N. 28 – Settembre 2007


L’uscita di emergenza per estremisti di destra

Sebastian Huld*, 07 settembre 2007
Esteri/Germania

L’esperienza di Exit- Deutschland, da più di sei anni l’unico centro d’ascolto non statale per neonazisti tedeschi che vogliano abbandonare la piazza e la scena politica. Questa iniziativa è, con più di 250 “pentiti”, una delle misure di maggior successo nella lotta contro l’estremismo di destra.

Il G8 si è concluso da qualche mese, e il dibattito sulla violenza delle frange di autonomi di sinistra è ancora in corso in Germania. Ma il vento soffia di nuovo dall’altra sponda dell’estremismo politico: durante il fine settimana dell’incontro degli otto grandi, 14 interpreti teatrali sono stati assaliti e in parte feriti gravemente da 8 giovani neonazisti.

La sera stessa un giovane nigeriano è stato allontanato dalla metropolitana in circostanze ancora ignote ed è caduto sull’angolo di un marciapiede. Il ragazzo, trentacinquenne, è ancora in coma.

I NUMERI DELLA “QUESTIONE NAZI” – Oscurato dalle discussioni sull’incontro del G8, riemerge ora ciò di cui aveva ammonito, già il 15 maggio, il Ministro degli interni Wolfgang Schäuble in occasione della presentazione del “Rapporto sulla tutela dei principi costituzionali 2007”: in Germania l’estremismo di destra continua ad avanzare. La vittoria elettorale della NPD (Partito nazionaldemocratico tedesco) nelle elezioni regionali dell’estate 2006 è già considerevole. L’aumento di reati di destra (+15%) e di atti di violenza (+95), calcolato dall’Ufficio per la tutela della costituzione, è allarmante. È vero che dei 17.597 reati attribuiti alla destra, 12.627 sono reati di propaganda, ma 919 lesioni personali e 18 incendi dolosi nel 2006 parlano da soli: uno di questi incendi dolosi riguarda tra l’altro un asilo ebraico a Berlino! A questo proposito, Il Ministro degli interni ha rimandato al programma speciale del Ministero del lavoro e del Ministero della famiglia e dei giovani, i quali, per il periodo 2007-2012, hanno stanziato annualmente 19 milioni di euro per misure contro l’estremismo di destra, l’intolleranza e la violenza giovanile. Il precedente governo rosso-verde aveva già sovvenzionato in dimensioni simili, dal 2002, iniziative per la lotta alla cultura giovanile della estrema destra e ai fenomeni concomitanti.

L’USCITA DI EMERGENZA – Una di queste iniziative finanziate è Exit-Deutschland. Exit-Deutschland è stata fondata dal criminologo Bernd Wagner, che si era occupato di cultura giovanile di estrema destra nelle nuove regioni dell’est già ai tempi della Rdt. Orientandosi a programmi simili ad esempio svedesi, norvegesi o svizzeri Wagner ha fondato Exit-Deutschland con l’aiuto dell’ex-neonazista Ingo Hasselbach e di altri sostenitori. La società si finanzia in gran parte autonomamente o attraverso la “Fondazione Freudenberg” e la “Fondazione Amadeu Antonio”. Amadeu Antonio Kiowa è stato uno delle prime vittime della violenza razzista dopo l’unificazione. Oggi l’offerta di Exit-Deutschland non comprende solo la fuoriuscita tutorata dall’ambiente politico della estrema destra, ma anche la consulenza dei familiari e il sostegno a iniziative civili. In collaborazione con la società madre Zentrum Demokratische Kultur ‘Centro di cultura democratica’, Wagner e il suo team hanno raggiunto ampie conoscenze e competenze, sicuramente rare da trovare in Germania in questa concentrazione. Nonostante il riconoscimento degli specialisti e i molti inviti a manifestazioni o audizioni da parte dei politici, Exit-Deutschland è molto lontana da una situazione finanziaria stabile. Come quasi tutte le iniziative e le organizzazioni che si impegnano, in Germania, contro l’estremismo di destra, l’associazione lotta continuamente per la sopravvivenza finanziaria: dipendendo da donazioni e dal finanziamento piuttosto incerto di governo e regioni, nessun progetto a lungo termine è realizzabile e neanche l’ampliamento dello staff dei collaboratori. Il programma, in verità finanziariamente molto intenso del governo Merkel, mira a progetti brevi con approccio interventista. Progetti in stile “vigili del fuoco” contro l’ostilità alla democrazia che lavorano a malapena più di tre mesi e poi fanno marcia indietro. L’approccio per iniziative di successo è invece lungo e difficile: si tratta di seminare o ricostruire la cultura democratica in modo che i cittadini combattano in prima persona contro le disfunzioni invece di guardare da una altra parte o di applaudire di nascosto quando giovani non di destra vengono malmenati o il ristorante cinese viene imbrattato di croci uncinate (nei casi più inoffensivi).

FUORI DAL TUNNEL – Accanto a questo lavoro civile resta la fuoriuscita tutorata per neonazisti, il lavoro più importante di Bernd Wagner e del suo team. Talvolta non è affatto facile far capire perché si aiutino i nazisti e non le loro vittime. “Chi si rivolge a noi perché vuole mettere un taglio a questa porcheria, non viene trattato qui come una vittima. Queste persone hanno deciso, una volta o l’altra, di entrare in questo ambiente e di parteciparvi. Devono certo rispondere dei loro crimini”, dice il capo di Exit Wagner. Attraverso colloqui intensi, i collaboratori cercano di scoprire quanto seriamente si intenda pentirsi e cercano si sviluppare un piano d’azione. La cosa più importante è di solito la sicurezza del pentito e dei suoi familiari. Gli ex-camerati nutrono spesso pensieri di vendetta, così che il pentito deve il più delle volte abbandonare la città e ha bisogno di aiuto per rifarsi una vita. Molti pentiti sono disoccupati o non hanno terminato la scuola per dedicarsi interamente alla vita nella scena politica. In questo settore Exit può aiutare con contatti ed esperienza. Allo stesso modo è importante il fatto che, dopo anni di odio e di intolleranza, i pentiti precipitano spesso in un vuoto. La vecchia ideologia, che fino a quel momento ha determinato la loro vita, si è dimostrata falsa, di solito a causa delle molte contraddizioni. Ma il rifiuto del “sistema” non scompare da un giorno all’altro. Per fornire orientamento su questo punto, sono necessari colloqui intensi con persone che conoscono questa ideologia nel dettaglio. Persone che prendono sul serio gli argomenti dei neonazisti e che possono continuare ad aiutarli con letture appropriate. Proprio in questi colloqui è utile la collaborazione di altri pentiti, e anche se la maggior parte dei pentiti prima o poi chiude con il proprio passato nazista sono in molti coloro che vogliono sostenere Exit almeno per un periodo e informare l’opinione pubblica del pericolo della destra estrema.

L’ESEMPIO DI TANJA – Particolarmente attiva è in questo periodo, ad esempio, la ex-militante di destra Tanja Privenau. Per 20 anni membro attivo della scena politica, faceva parte della organizzazione della cosiddetta “Resistenza nazionale”, partecipava alle dimostrazioni, aveva una certa conoscenza degli oggetti di devozione nazisti ed aveva educato i suoi cinque figli in modo rigidamente nazionalsocialista. La scelta di pentirsi per amore unicamente dei suoi figli non è stato sicuramente un passo facile. Ma abbandonare l’ambiente, a cui suo marito apparteneva come quadro dirigente, è stato tuttavia molto più difficile. Esistono in verità centri d’ascolto anche presso l’Ufficio per la tutela della costituzione ma l’hanno piantata in asso, per diffidenza e scarsa competenza. Dopo la comparsa di minacce contro di lei su internet e la scoperta del suo nuovo luogo di residenza è toccato a Exit-Deutschland proteggere la donna, disperata. Ha ricevuto un nuovo nome, un luogo di residenza sicuro e consulenza per gli obblighi burocratici. Lo scenario delle minacce è in realtà sempre immenso, ma i suoi figli possono condurre sempre di più una vita normale. Libera dalle fantasie nazionalsocialiste del suo ex-marito Markus Privenau, ora, insieme al team di Exit-Deutschland, informa l’opinione pubblica sul pericolo dell’estrema destra sperando che un giorno nessuno debba più temere di essere aggredito dai neonazisti. Non cambia se in una provincia della Germania est o in una città della zona della Ruhr.

  • Exit-Deutschland

Si ringrazia Maria Luisa Dose per la traduzione

documentazione
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