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- Genova Frasi razziste a immigrato, poi botte
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- Roma, spedizione razzista contro il fioraio a Cinecittà
- Bagheria, «Calmati fratello» e scatta il pestaggio: immigrato picchiato senza motivo con un cric
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- Aprilia, spari da una finestra. Colpito immigrato
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26.07.18 Trattavia, le motivazioni della sentenza vanno lette ricordando stragi neofasciste, golpe e P2
25.07.18 L’autrice del post sullo smalto di Josepha: “Twittare è il mio lavoro. Mi finanzia CasaPound”
19.07.18 Come Verona è diventata l’incubatrice dell’odio
16.07.18 Una breve storia dei rapporti della Lega con i fascisti di Lealtà e Azione
6.07.18 KKK: il tramonto dei cavalieri bianchi
6.07.18 Salvini, Borghezio e l’alleanza con il neofascismo europeo nel libro-inchiesta “Europa identitaria”
26.06.18 In Ucraina i fascisti ammazzano i rom, ma l’Unione Europea tace
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3.05.18 Verona, dove comanda l’estrema destra
26.04.18 Gli antifascisti di domani
26.04.18 Fenomenologia dell'onda nera
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14.02.18 Trasformisti, fascisti, impresentabili e ras delle clientele: ecco le liste al Sud di Matteo Salvini
1.02.18 Ritratto del neofascista da giovane

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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 21.06.07
2007/07/16 Milano: processo d'appello S.Paolo
·

16.07.07, processo d’appello per il San Paolo

Scarica il volantino (PDF)

16 Marzo 2003, veniva assassinato Dax, Davide Cesare, colpito con diverse coltellate in Via Brioschi a Milano; insieme a lui venivano feriti dagli stessi aggressori neofascisti altri due compagni, uno dei quali rimase in pericolo di vita per quasi una settimana.
Un nutrito gruppo di amici e compagni di Dax e degli altri feriti, si recarono immediatamente all’Ospedale San Paolo, dove erano stati trasportati.

Quello che accade al loro arrivo al San Paolo è di una gravità che lascia increduli gli stessi giudici del processo di primo grado che testualmente scrivono nella sentenza: ”.....producevano una reazione da una parte inefficace, dall’altra eccessivamente dura da parte delle forze dell’Ordine, culminata nell’inseguimento all’interno del pronto soccorso di alcuni ragazzi che ivi si erano rifugiati e in indiscriminati comportamenti violenti (manganellate, calci e via esemplificando) non giustificati né da un’attuale opposizione dei singoli, né dalla necessità di compiere un atto di ufficio, MA DI NATURA PURAMENTE INTIMIDATORIA E RITORSIVA.”
La scena che si presenta a chi riesce ad entrare nel pronto soccorso quella notte è agghiacciante e ricorda le immagini del massacro avvenuto alla Scuola Diaz a Genova nel 2001; sangue per terra e sui muri, decine di ragazz* ferit*, altri ricoverati in ospedale.
Immediatamente l’allora questore di Milano Boncoraglio legittimava l’intervento dei suoi uomini dato che, secondo la delirante versione ufficiale, i ragazzi presenti in ospedale volevano portare via la salma.

Nei giorni seguenti veniva reso pubblico un filmato, dove si vedono un poliziotto ed un carabiniere, che picchiano selvaggiamente un ragazzo a terra inerme. Più di un testimone appartenente al personale medico presente in ospedale, riferisce non solo di pestaggi avvenuti indiscriminatamente ed immotivatamente, ma anche di appartenenti alle forze dell’ordine in possesso di armi speciali come mazze da baseball.

Le indagini portano al rinvio a giudizio di 4 ragazzi e di tre appartenenti alle forze dell’Ordine. I primi sono imputati di resistenza a pubblico ufficiale, un poliziotto ed un carabiniere vengono citati in giudizio per lesioni ed abuso di ufficio (episodio del pestaggio ripreso dalle telecamere di cittadini), mentre ad un terzo carabiniere viene attribuito il possesso ingiustificato di una mazza da Baseball.
Oltre ad appartenenti alle forze dell’ordine ed ad uno dei ragazzi picchiati, si costituiscono parte civile anche il Ministero degli Interni e della difesa, ma non contro i propri appartenenti, bensì contro gli imputati.

Le arringhe dei difensori vengono svolte, ironia della sorte, proprio il 16 Marzo 2006, nel terzo anniversario della morte di Dax.
La sentenza che viene letta il 29 Marzo 2006 si conclude con due assoluzione per due dei compagni imputati e con due condanne ad anni 1 e mesi 8 di reclusione, oltre risarcimenti dei danni per oltre 70.000 Euro.
Degli appartenenti alle forze dell’ordine due sono assolti ed un terzo condannato alla pena di mesi 7 di reclusione.
Il pubblico ministero, non soddisfatto dell’esito del processo, proponeva ricorso contro le sentenze di assoluzione degli imputati, l’udienza si celebrerà l’8 maggio 2007 davanti la Corte d’ appello di Milano.
La probabilità di un nuovo processo farsa è elevata, i fatti del San Paolo sono solo un altro tassello che disegna la deriva autoritaria e violenta nelle forze dell’ordine.
A Milano, in tempi di “cortei per la sicurezza”, dove il securitarismo unisce le forze politiche di entrambi gli schieramenti, verso un incremento dell’azione repressiva, della militarizzazione dei territori e dell’autoritarismo poliziesco.

Invitiamo tutti a partecipare il 16 luglio all’udienza, portare solidarietà ai compagni inquisiti e rivendicare Verità sui sanguinosi fatti di quella notte.
Per non dimenticare
Con Dax nel cuore

Antifa Milano
antifa-milano.noblogs.org

repressione
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