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11.11.18 Il governo di Varsavia marcia con l’estrema destra europea
29.10.18 CasaPound non paga neppure le bollette: debiti per centinaia di migliaia di euro
17.10.18 Processo Cavallini, Ansaldi parla di Fioravanti: ''È un uomo della P2''
12.10.18 I legami pericolosi tra il partito di Matteo Salvini e la 'ndrangheta
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25.07.18 L’autrice del post sullo smalto di Josepha: “Twittare è il mio lavoro. Mi finanzia CasaPound”
19.07.18 Come Verona è diventata l’incubatrice dell’odio
16.07.18 Una breve storia dei rapporti della Lega con i fascisti di Lealtà e Azione
6.07.18 KKK: il tramonto dei cavalieri bianchi
6.07.18 Salvini, Borghezio e l’alleanza con il neofascismo europeo nel libro-inchiesta “Europa identitaria”
26.06.18 In Ucraina i fascisti ammazzano i rom, ma l’Unione Europea tace
18.06.18 Mario Borghezio: dossier. Dall'estrema destra ordinovista agli arresti per bancarotta alla lega
3.06.18 Esclusivo: alla Lega sovranista di Matteo Salvini piace offshore
2.06.18 Lorenzo Fontana, il ministro della Famiglia ultracattolico che strizza l'occhio ai nazifascisti
31.05.18 Dai pestaggi ai blitz chirurgici: il vero volto di Casapound
3.05.18 Verona, dove comanda l’estrema destra
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio
a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 12.01.07
Piacenza: condannato segretario del Prc per la manifestazione non autorizzata contro il sit-in di Forza Nuova
·

Da Libertà

25 aprile 2006 Carcere e multa per la manifestazione non autorizzata contro il sit-in di Forza Nuova

Corteo illegale, “paga” Montanari

Il leader di Rifondazione condannato a 5 giorni di cella

La condanna minima, ma comunque una condanna: cinque giorni di prigione e 275 euro di multa per manifestazione e corteo non autorizzati. È stata inflitta a Roberto Montanari, oggi segretario provinciale di Rifondazione Comunista, ma segretario cittadino all’epoca dei fatti. Che risalgono al 25 aprile dell’anno scorso, la giornata della Liberazione, quando una manifestazione di Forza Nuova e i vandalismi di matrice neofascista della notte precedente, provocarono un’immediata reazione nell’area politica di sinistra più legata alla Resistenza. Al mattino, al raduno per il corteo dell’Associazione partigiani, prese forma l’idea di una contro-manifestazione da organizzare in fretta e furia per il pomeriggio, quando Forza Nuova, in piazza Duomo, avrebbe commemorato un cecchino della Repubblica sociale ucciso dai partigiani il 25 aprile ‘45.

«Impedire il sit-in dei fascisti», questa la parola d’ordine che passava di voce in voce e che aveva trovato in Rifondazione uno dei punti di riferimento organizzativi. Il partito, nelle ore precedenti, aveva visto imbrattati da croci celtiche e svastiche la sua sezione di Fiorenzuola (dove anche il monumento ai partigiani venne preso di mira), mentre a Piacenza, nella sede provinciale, venivano contestualmente distrutti mobili e materiali di propaganda.
Il Prc partecipa così all’organizzazione del presidio antifascista e nel frattempo si attiva per chiedere a prefetto e questore di vietare l’altra manifestazione. Tentativo vano dal momento che secondo le autorità preposte quell’iniziativa era più che legittimata non ravvisandosi problemi di ordine pubblico nonostante le azioni vandaliche della notte.
Arriva l’ora della manifestazione di Forza Nuova, ma le opposte fazioni non vengono a contatto anche perché il corteo capeggiato da Rifondazione e dai Giovani Comunisti muove verso il dolmen all’inizio del Corso allontanandosi così da piazza Duomo. Striscioni e slogan con nel mirino, tra gli altri, il questore Piero Innocenti, recentemente sostituito.
A fine giornata il bilancio è di una ventina di denunce tra cui l’assessore provinciale del Prc Fernando Tribi. Ma in primis Montanari considerato organizzatore della manifestazione, e per questo motivo, alla fine, l’unico condannato. Colpa della mancata autorizzazione del corteo secondo i tempi e le procedure richieste dalla legge, requisiti che il precipitare degli eventi non rendeva possibile rispettare nella circostanza. Rifondazione spiegò di avere cercato di muoversi in assoluta collaborazione con gli uomini della Digos e della polizia che svolgevano servizio di ordine pubblico, ma non è bastato a evitare a Montanari il decreto di condanna emesso in questi giorni dal gup Pio Massa. Non c’è stato alcun processo perché la procedura prevede che sia il giudice monocratico a emettere la sentenza fissando la scadenza dei termini per un ricorso che risulta essere già stato depositato dal segretario di Rifondazione.
Il quale dirà la sua, insieme allo stato maggiore del partito, in una conferenza stampa annunciata per domani. In prigione Montanari non ci andrà visto che intanto è intervenuto l’indulto, né pagherà la multa. È tuttavia immaginabile che covi forte malumore per un verdetto che nel Prc viene spontaneo leggere come una «paradossale condanna al carcere per avere pacificamente manifestato in piazza il 25 aprile». Bastino, per ora, le dichiarazioni rilasciate da Montanari a Liberazione, il quotidiano di Rifondazione: «Chiederemo al tessuto democratico della città che non siano più autorizzate manifestazioni il 25 aprile promosse da organizzazioni che si richiamano esplicitamente al fascismo, quello deve essere il giorno degli antifascisti e dei partigiani».

Gustavo Roccella


Ricorso dopo la condanna del leader
Corteo illegale, il Prc difende Montanari
Il caso approda in Parlamento

Ieri conferenza stampa di Rifondazione dopo il verdetto sul presidio non autorizzato del 25 aprile 2006 contro Forza Nuova

(pin) Rifondazione Comunista presenterà ricorso contro la condanna del segretario provinciale, Roberto Montanari, per il corteo non autorizzato del 25 aprile scorso contro la manifestazione organizzata da Forza Nuova (v. Libertà di giovedì). La notizia è stata confermata ieri, durante la conferenza stampa indetta dallo stesso Montanari, dal segretario regionale Nando Mainardi, alla presenza dei due consiglieri provinciali, Stefano Rattotti e Raimondo Magnani. Non è questa l’unica iniziativa messa in campo da Rifondazione (Prc): a livello parlamentare verrà presentata un’interpellanza per chiarire quanto accadde a Piacenza il 25 aprile del 2006 e nelle giornate immediatamente precedenti, che videro, come ha ricordato Mainardi, bersagliate le sedi del partito con atti di vandalismo. «Proporremo una lettera pubblica, rivolta ad istituzioni e cittadini, affinché il 25 aprile 2007 sia dedicato all’antifascismo – ha affermato il segretario regionale -. Tutte le sedi del partito saranno infine tenute aperte e presidiate nelle giornate del 24 e del 25 aprile».
Il segretario Montanari, condannato a cinque giorni di carcere e al pagamento di una multa di 275 euro (provvedimenti che comunque non saranno applicati in virtù dell’indulto), ha ripercorso quanto accadde durante l’anniversario della Liberazione lo scorso anno, che coincideva con il Sessantesimo della Costituzione. «Esistevano almeno due motivazioni per non autorizzare la manifestazione organizzata da Forza Nuova – dice Montanari, accompagnato ieri dal padre, partigiano combattente durante la Resistenza nella città di origine, Modena -: la Costituzione che vieta la propaganda fascista e i motivi di ordine pubblico, visti gli atti di vandalismo commessi nei giorni precedenti ai danni delle nostre sedi». In quell’occasione, la manifestazione di Forza Nuova fu preceduta la notte prima da danneggiamenti di matrice neofascista con le sedi di Rifondazione a Piacenza e a Fiorenzuola prese di mira.

repressione
r_emiliaromagna


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