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pubblicato il 29.06.06
Sui pestaggi all'ospedale S.Paolo
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dopo l’omicidio di Dax e il ferimento di altri compagni da parte di alcuni fascisti del quartiere, la polizia e i carabinieri scatenano una caccia all’uomo all’interno dell’ospedale distruggendo vetrate e porte pestando tutti in maniera grave con estensibili, torce e mazze da baseball.

Questa notte (tra il 16 e il 17 marzo) a Milano, in zona Navigli in via Brioschi, 3 compagni del centro sociale O.R.So sono stati aggrediti da un gruppetto di fascisti, aggressione premeditata e nel tipico stile mafioso con cui sono soliti rispondere a quelle che ritengono “offese all’onore”: quelle di chi da sempre lavora contro razzismo e ignoranza, quelle di chi si oppone in prima persona al ritorno di ideologie che su questi sentimenti pongono le loro basi. Alla fine un compagno, Davide Cesare, è rimasto a terra, colpito alla gola e al ventre: ucciso ancora una volta da una mano fascista. A seguire è nato spontaneamente un presidio di solidarietà all’ospedale San Paolo di Milano, dove però la polizia ha subito reagito con cariche dentro i corridoi e alcuni fermi.

Neanche un’ora dopo l’omicidio si scatena la macchina della disinformazione di regime, e l’ansa s’affretta a coprire l’assassinio definendo “scontri fra giovani dell’area antagonista”, cercando di far apparire un’aggressione da parte di fascisti, seguita da una durissima repressione da parte della polizia sui compagni accorsi all’ospedale s. Paolo, come una “brutta serata” tra “i soliti” violenti no-global.

Ribadiamo invece che di vera a propria aggressione a sangue freddo si tratta, in cui un compagno ha perso la vita. E rimarchiamo che la polizia non ha perso tempo a proteggere i fascisti, scatenandosi persino con flessibili d’acciaio per uso idraulico e mazze da baseball nelle corsie dell’ospedale contro i compagni accorsi a dare solidarietà e presidiare.

Nel tardo pomeriggio di lunedi’ 17 marzo per le vie di Ticinese sfila un corteo di 3000 persone, tra silenzio, rabbia e dolore. La questura intanto difende l’operato dei suoi uomini la sera prima sia sul posto dell’omicidio che all’ospedale.
Il 18 marzo, a 25 anni di distanza, il ricordo dell’assassinio di fausto e Iaio per mano fascista, sembra cosi’ vicino.


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