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9.08.19 L’Italia nera
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 18.05.05
Proposta Zecchi: ribattezzare Piazzale Loreto in Piazza della Concordia
·

17 Maggio 2005

dal Corriere della Sera

Zecchi: piazzale Loreto diventi piazza della Concordia

Proposta dell’ assessore per il luogo dove furono trucidati i partigiani e fu esposto il corpo del Duce

MILANO – Proposta di Stefano Zecchi, neoassessore alla Cultura nella giunta di centrodestra: cambiare il nome a piazzale Loreto, dove i cadaveri di Mussolini, della Petacci e di altri fascisti vennero appesi dopo la Liberazione. Ma anche la piazza dove, un anno prima, vennero trucidati 15 partigiani. « È tempo per fare una riflessione – sostiene l’ assessore filosofo – . Il presidente Carlo Azeglio Ciampi ha insistito sull’ unità, sul superamento delle contrapposizioni, sulla riconciliazione. Ecco, mi piacerebbe che questo fosse il nuovo nome di piazzale Loreto: piazza della Concordia , la piazza del cuore unito » . Reazioni: ci sono i possibilisti, ma per lo storico Sergio Luzzatto quella di Zecchi è una « fuga in avanti rispetto alla sensibilità dei tempi » .

Zecchi: cambiamo nome a piazzale Loreto
L’ assessore di Milano: raccolgo l’ invito di Ciampi all’ unità, intitoliamolo alla Concordia

MILANO – Osa l’ assessore alla Cultura di Milano, Stefano Zecchi. Osa poche settimane dopo il 60 della Liberazione. Perché oggi presenterà alla giunta comunale una proposta destinata a riaprire ferite mai cicatrizzate. Cambiare il nome di piazzale Loreto in piazza della Concordia. Come fece la Francia nel 1830 quando mutò nome a place de la Révolution per trasformarla in place de la Concorde. A Parigi erano passati 38 anni dalla mattanza della ghigliottina. A Milano sono passati 60 anni da quel 29 aprile del 1945, quando i corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci vennero appesi a testa in giù. Tanti fotogrammi. Lo scempio dei cadaveri, la folla impazzita, il gesto del sacerdote che fermò con una spilla la gonna della giovane amante del Duce. E sono passati quasi 61 anni da quando i nazifascisti fucilarono per vendetta nella stessa piazza, 15 appartenen ti ai Gap, i Gruppi di azione patriottica. Altri fotogrammi. Le salme ammucchiate per terra, le risate dei fascisti che impedivano ai parenti di avvicinarsi, la sfida delle donne che lasciavano fiori. « È tempo per fare una riflessione – attacca l’ assessore filosofo – . Il presidente Carlo Azeglio Ciampi ha insistito sull’ unità, sul superamento delle contrapposizioni, sulla riconciliazione. Non vorrei sbagliarmi, ma il presidente ha usato anche la parola cuore. E concordia deriva dal latino: cum corde . Il cuore unito. Ecco, mi piacerebbe che questo fosse il nuovo nome di piazzale Loreto: piazza della Concordia, la piazza del cuore unito. Che si andrebbe ad aggiungere a un’ altra Concordia che Milano ha già: corso Concordia » . Zecchi nei giorni del 25 aprile era a Parigi, invitato al Collège International de Philosophie. « E per caso mi sono fermato a place de la Concorde. Era la piazza dove durante la Rivoluzione si tagliavano le teste. I nomi sono simbolici: modificare piazzale Loreto in piazza della Concordia, così come è stata modificata place de la Révolution in place de la Concorde non significa cancellare il passato, ma andare oltre, mantenendolo. Piazza della Concordia non sarebbe un bel nome per ricordare sia i partigiani trucidati sia quella macabra esposizione dei cadaveri di Mussolini e della Petacci? » . Zecchi usa un termine col to: Aufhebung . Prelevato direttamente dalla filosofia di Hegel: « È il superamento della contraddizione, dove si va oltre e si mantiene ciò che si toglie. È la dialettica della storia. Lungi da me, per la mia biografia personale, dimenticare il passato. Però la storia va avanti… » . Può farlo l’ assessore Zecchi, perché tra le sue competenze c’ è anche la delega alla Toponomastica. « Ci sarà un’ insurrezione? Non lo so. Probabilmente sì. Ma mi chiedo perché. Voler ricordare che cosa? Un luogo macabro? Dove sono stati trucidati dei partigiani? La storia non va dimenticata, ma 60 anni di democrazia ci consentono la concordia. È arrivato il momento di cambiare » . Zecchi vorrebbe modificare anche la fisionomia della piazza: « Mi piacerebbe bandire un concorso per realizzare una bella statua sul tema della concordia. Di bronzo » . E si au gura che il sindaco Albertini si faccia promotore dell’ iniziativa. Anche se proprio le parole del sindaco alla vigilia del 25 aprile ( « Vorrei vedere meno bandiere rosse in piazza e più tricolori » ) avevano acceso la polemica. « Ma piazza della Concordia – conclude Zecchi – non può nascere dalla discordia delle opinioni. Se deve essere strumentalizzata per fini politici, per la campagna elettorale di qualche partito della sinistra, allora non ha senso » . Fa finta di non ricordarsi della lezione di Eraclito, di quella concordia che nasce dalla discordia. Ma questa è filosofia. Zecchi ora ha a che fare con una materia molto più delicata: la storia, con i suoi morti, i vinti, i vincitori, la memoria che non si cancella. « Magari ci vorrà un po’ di tempo. E comunque avremo messo una pulce nell’ orecchio di tanta gente » . IL MODELLO PARIGI In origine l’ attuale place de la Concorde era intitolata a Luigi XV. Nel 1793, ribattezzata della Rivoluzione, fu teatro, il 21 gennaio, dell’ esecuzione di Luigi XVI ( sopra ). Cambiò di nuovo durante il Direttorio e dal 1830 assunse definitivamente l’ attuale definizione
Giannattasio Maurizio

Gli storici si dividono «Una scelta possibile» «No, ferite ancora vive»

IL DIBATTITO
Una « fuga in avanti rispetto alla sensibilità dei tempi » . Così Sergio Luzzatto , studioso della Francia rivoluzionaria e autore de Il corpo del duce , definisce l’ ipotesi di un nuovo nome per piazzale Loreto. E spiega: « Queste iniziative hanno un senso in periodi di mutamenti epocali; proprio a Milano, negli stessi giorni in cui piazzale Loreto si caricava di significati simbolici, la toponomastica cambiò profondamente » . Quindi « da un lato ci si chiede perché ora, dato che non è in corso nessuna rivoluzione; dall’ altro non mi stupisce che sia adesso, c’ è la percezione che lì sia accaduto qualcosa di importante, ma una parte della sensibilità collettiva vuole lasciarselo alle spalle. Io credo che debba continuare a chiamarsi così, ma anche guadagnare dignità: non bisognerebbe vergognarsi di piazzale Loreto » . Decisamente più distaccata la reazione di Francesco Perfetti , direttore di Nuova Storia Contemporanea : « Non saprei che dire. Il tema non mi affascina » . « Nessun interesse – gli fa eco Giuseppe Parlato , direttore della Fondazione Ugo Spirito – , al di là di chi per ricevere la posta dovrà cambiare indirizzo. Ci possono essere buone ragioni per cambiarlo come per tenerlo, ma abbiamo cose più importanti a cui pensare » . Sul fatto che l’ idea « sia forse un’ impresa interessante, ma non di prima importanza » , concorda anche Paul Ginsborg , tra i suoi scritti c’ è la Storia d’ Italia dal dopoguerra a oggi , vale a dire, più o meno, da piazzale Loreto in poi, « e ovviamente non sarei a favore. Questa è stata una piazza tragica, è difficile creare una concordia artificiale su ricordi così dolorosi, da entrambe le parti » . Quel sostantivo, concordia, « significa superare i giudizi sulla Seconda guerra mondiale, senza che vi sia stata una vera riflessione autocritica » . « Io non sono affezionato al nome, e non ho difficoltà ad accettare un cambiamento – conclude Salvatore Lupo , autore de Il fascismo. La politica in un regime totalitario – . Ma questo è un luogo di divisione storica, che fu necessaria, e non va dimenticata né facilonescamente ridotta a concordia. Quella, piuttosto, teniamocela stretta per presente e futuro: è un valore importante, ma non ha niente a che fare con le tirannidi » .
Jacomella Gabriela

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Commenti da http://www.metronews.it

Roma, 17 mag. – (Adnkronos) – “Le motivazioni di tale proposta sono sicuramente apprezzabili, ma non so se essa sia realizzabile. Vede, piazzale Loreto si chiamava così anche prima di quell’orribile messinscena”. Lo afferma il senatore della Margherita, e fra i più autorevoli storici italiani, Alberto Monticone, interpellato dall’ADNKRONOS a palazzo Madama sull’idea avanzata dall’assessore alla Cultura di Milano, Stefano Zecchi, di ribattezzare piazzale Loreto in piazzale della Concordia.

Roma, 17 mag. – (Adnkronos) – “La proposta di cambiare nome a piazzale Loreto mi lascia del tutto indifferente, anzi è un’iniziativa che non ha alcun valore dal punto di vista storico o politico”. Lo sottolinea il professore Francesco Perfetti, docente di storia contemporanea alla Luiss di Roma e direttore della rivista “Nuova storia contemporanea”. “Le operazioni di riconciliazione e di concordia nazionale non si fanno certo cambiando titolo ad una piazza”, ha aggiunto Perfetti.

Roma, 17 mag. (Adnkronos) – Azione giovani e il gruppo consiliare di Alleanza nazionale della Provincia di Milano si schierano con l’assessore alla Cultura di Milano Stefano Zecchi che ha proposto di cambiare la denominazione di Piazzale Loreto in Piazza della Concordia. “Apprezziamo il coraggio dell’assessore Zecchi –commenta Paola Frassinetti, capogruppo di An in Provincia e Carlo Fidanza, vicepresidente nazionale di Azione giovani– che ha sottolineato la necessità di contribuire, anche con atti di forte valenza simbolica, alla costruzione di una memoria storica condivisa”.

Roma, 17 mag. (Adnkronos) – “La proposta di mutare la denominazione di piazzale Loreto, tristemente nota per le drammatiche vicende che hanno accompagnato la conclusione della seconda guerra mondiale con la caduta della Rsi, si inserisce in un percorso di riconciliazione nazionale”. Lo afferma il senatore di An, Franco Servello, che aggiunge: “Chiamare ‘Piazza della Concordia’ tale luogo simbolo vuol dire anche rievocare la storia della piazza più importante di Parigi, teatro, negli anni del Terrore, di un vero bagno di sangue”.

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